La divisione commercio internazionale dell'agenzia Onu per commercio, sviluppo, finanza, tecnologia, imprenditoria e sviluppo sostenibile Unctad ha redatto uno studio nel quale stima in 2,25 miliardi di euro l'impatto economico sul settore Automotive dell'epidemia di Coronavirus in Europa dovuto al calo delle esportazioni a causa della carenza di componentistica prodotta in Cina.
La cifra rappresenta una stima prudenziale, che potrebbe essere anche superiore a causa dell'effetto catena sull'economia globale, portando a oltre 50 miliardi di dollari di perdite in tutto il mondo. «Un'eventuale ripresa graduale della produzione industriale cinese compenserà le perdite di febbraio. Se la produzione rimarrà bassa i numeri peggioreranno e la situazione della catena del valore globale si deteriorerà ancora di più» ha dichiarato Alessandro Nicita, economista dell'Unctad.
Tra i vari paesi coinvolti a pagarne le conseguenze peggiori è l'Unione europea con quasi 15,6 miliardi di dollari di esportazioni in meno. Seguita da Stati Uniti (-5,8 mld), Giappone (-5,2), Corea del Sud (-3,8), Taiwan (-2,7) e Vietnam (-2,3). L'Automotive è il terzo settore più colpito dopo gli strumenti di precisione e i macchinari; il comparto europeo quello che ne sta pagando le maggiori conseguenze: i 2,5 miliardi di dollari di perdite della sola UE fanno il paio con i 974 milioni di danni calcolati per il Giappone, gli 845 degli USA e i 669 del Regno Unito, seguiti da Corea (578), Messico (493 milioni), Canada (176), Taiwan (147), Turchia (107) e Brasile, Russia ed India che hanno grandi produzioni automobilistiche ma accusano perdite inferiori ai 100 milioni di dollari.
PS: articolo corretto in data 11/03/2020