Agevolazioni per 3 milioni di imprese
L’altra leva per contenere l’impatto dello shock ha riguardato le imprese con tre diverse tipologie di interventi: le misure di sostegno attraverso il sistema bancario, le agevolazioni tributarie, la sospensione dei versamenti e degli adempimenti di natura tributaria e dei termini in materia di accertamento, riscossione e processo tributario.
La platea dei destinatari di questi interventi, secondo le stime dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio, sono circa 3 milioni e mezzo di imprese, individuate sulla base delle dichiarazioni fiscali di persone fisiche, società di persone, società di capitali. In termini economici queste imprese rappresentano circa 3.400 miliardi di ricavi e 450 miliardi in termini di retribuzioni erogate
Gardini: fase 2 per non cancellare il 20% delle imprese
Nel commentare la ricerca, secondo Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative «l’economia italiana inchioda e occorreranno 2 anni prima di poter ritornare ai livelli di Pil e di crescita stimata fino allo scorso gennaio. In condizioni di urgenza straordinaria il sistema necessita di misure straordinarie, coraggiose e soprattutto veloci che consentano di non spegnere i motori, altrimenti rischiamo, quando sarà passata l’emergenza, di lasciare sul tappeto 1 milione di imprese».
Quanto alla cosiddetta “fase 2” sulla ripartenza: « Poco più della metà delle imprese e dei suoi lavoratori non si sono fermati - aggiunge Gardini -. In qualche modo la fase 2 parte da qui, ma va alimentata con coraggio e decisione. Vanno tenuti accesi i motori del sistema imprenditoriale per consentire la ripartenza appena sarà possibile e cercare il rimbalzo ncessario per il nostro PIL. In caso contrario rischiamo di uscire da questo lockdown lasciando sul tappeto almeno il 20% delle imprese, poco meno di 1 milione di pmi, con conseguenze indescrivibili in termini di fatturato, occupazione e tenuta sociale del Paese».
A rischio il 66% dell’export
Lo tsunami economico provocato dal Covid19 arriva su un sistema produttivo italiano che eredita un quadro di stagnazione economica ventennale. «Occorrono meccanismi che garantiscano liquidità immediata a tutte le imprese che, dalle più piccole alle più grandi, sono in difficoltà». Per l’export è a rischio un valore di 280 miliardi pari al 65,8% del valore complessivo.
«Ecco perché le misure del governo – precisa Maurizio Gardini – devono consentire alle banche di essere immediatamente operative con istruttorie con tempi record, degne dei periodi di emergenza, superando il cronico problema della burocrazia che rallenta ogni processo».
E a proposito di liquidità, vanno saldati tutti i Debiti della PA. «Siamo maglia nera in Europa – aggiunge il presidente di Confcooperative – è il minimo che si possa fare: 53 miliardi dovuti dallo Stato alle imprese ( le cooperative sociali e quelle di produzione lavoro e servizi hanno crediti per circa 2 miliardi di euro)».