Amministrative

Elezioni, urne aperte in sette regioni nei prossimi due mesi: quando e come si vota

Saranno oltre 17 milioni di elettori andranno alle urne tra il 28 settembre e il 24 novembre. Le Regioni al voto sono Valle d’Aosta, Marche, Calabria, Toscana, Veneto, Puglia e Campania.

di Andrea Gagliardi

4' di lettura

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Sette Regioni, con oltre 17 milioni di elettori andranno alle urne in poco meno di due mesi: dal 28 settembre al 24 novembre. Nel pieno dell’avvio del cantiere su una manovra obbligata alla massima prudenza e di una crisi internazionale senza precedenti.

La tornata si apre domenica 28 settembre in Valle D’Aosta (un’unica giornata, dalle 7 alle 23) e nelle Marche, dove si voterà anche lunedì 29 (fino alle 15). Il fine settimana successivo, il 5 e 6 ottobre, saranno chiamati alle urne gli elettori in Calabria. Quello ancora dopo urne aperte in Toscana, il 12 e 13 ottobre. Poi stop di una quarantina di giorni. Veneto, Puglia e Campania andranno al voto in un’unica tornata: l’election day si terrà il 23 e 24 novembre. In Toscana è previsto un ballottaggio se nessuno dei due candidati prende almeno il 40% dei voti (la data è il 26 ottobre). Nelle altre regioni non c’è una soglia: viene eletto Presidente al primo turno il candidato che ottiene il maggior numero di voti.

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In Valle d’Aosta si vota solo domenica 28 settembre

In Valle D’Aosta si eleggono i consiglieri ed è poi l’assemblea legislativa regionale a eleggere il presidente della giunta. Il centrodestra (Fdi, Forza Italia e Lega) si presenta per la prima volta unito e tenta la spallata a decenni di governo autonomista. L’Union valdotaine punta a confermare la leadership della coalizione e la presidenza della Regione, o con una maggioranza solo autonomista (Union valdotaine e Autonomisti di centro) oppure autonomista-progressista (con il sostegno anche del Pd). Il Consiglio regionale della Valle è formato da 35 consiglieri. I seggi sono ripartiti con sistema proporzionale. E’ possibile indicare una sola preferenza

Marche al voto il 28 e 29 settembre

Nelle Marche si vota domenica 28 (dalle 7 alle 23) e lunedì 29 settembre 2025 (dalle 7 alle 15). Il centrodestra candida il presidente uscente Francesco Acquaroli (FdI), sostenuto da sette liste: FdI, Lega, FI, Noi Moderati e le liste “Udc-liste civiche”, “Civici Marche” e “Marchigiani con Acquaroli”. Per il centrosinistra scende in campo Matteo Ricci (Pd), europarlamentare ed ex sindaco di Pesaro, sostenuto dal campo largo (coin Iv ma senza Azione, che non si presenta alle elezioni). Anche in questo caso le liste di appoggio sono sette: Pd, M5S, Avs, le civiche “Matteo Ricci Presidente”, “Progetto Marche”, “Avanti con Ricci” e “Pace Salute Lavoro” (quest’ultima con dentro Rifondazione comunista). In totale i candidati alla carica di governatore sono sei. Oltre ad Acquaroli e Ricci, corrono per la carica di presidente Claudio Bolletta (Democrazia Sovrana Popolare), Lidia Mangani (Partito Comunista Italiano), Francesco Gerardi (Forza del Popolo) e Beatrice Marinelli (Evoluzione della Rivoluzione). Non sono previste soglie di sbarramento per la singola lista, che sia coalizzata o meno.

Come si vota

È possibile esprimere il proprio voto per una delle liste tracciando un segno nel relativo rettangolo. L’elettore può esprimere fino a due preferenze. Nel caso di più preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza. Qualora l’elettore esprima il suo voto soltanto per una lista il voto si intende validamente espresso anche a favore del candidato a Presidente collegato alla lista stessa. L’elettore può anche esprimere soltanto il voto per il candidato a Presidente, senza alcun voto di lista, tracciando un segno sul simbolo o sul nome del candidato prescelto. In tal caso il voto si intende validamente espresso anche a favore della coalizione alla quale il candidato a Presidente votato è collegato. Sono nulli i voti espressi a favore di una lista provinciale e di un candidato Presidente non collegato alla lista stessa: non è quindi consentito il voto disgiunto.

Calabria al voto il 5 e 6 ottobre

In Calabria si voterà il 5 e 6 ottobre 2025. Per il centrosinistra (senza Azione, che anche in questa regione non presenta la lista) corre Pasquale Tridico, europarlamentare M5S ed ex presidente dell’Inps, sostenuto da sei liste: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Democratici e Progressisti, Casa riformista, Lista Tridico presidente e Alleanza Verdi e Sinistra. Il centrodestra schiera Roberto Occhiuto (FI), che si è dimesso a luglio dopo essere stato indagato in un’inchiesta per corruzione. Otto le liste a sostegno: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Occhiuto Presidente, Forza Azzurri, Noi Moderati, Democrazia Cristiana-Udc e Sud chiama Nord-Partito Animalista. Corre anche Francesco Toscano, di “Democrazia sovrana popolare”,

L’elettore può votare per una lista circoscrizionale collegata al candidato presidente prescelto e, nell’ambito di questa lista, esprimere fino a due preferenze, purché riferite a candidati di sesso diverso. Non è previsto il voto disgiunto, quindi non è possibile votare per un candidato presidente e contemporaneamente scegliere una lista che sostiene un altro candidato.

In Toscana elezioni il 12 e 13 ottobre

In Toscana si voterà il 12 e 13 ottobre. Il presidente uscente Eugenio Giani (Pd) cerca la riconferma, sostenuto da Pd, M5S, Avs e Casa riformista, quarta gamba del campo largo (dentro anche alcuni big renziani fiorentini, Stefania Saccardi, Francesco Casini e Titta Meucci, il coordinatore regionale di +Europa, Federico Eligi). Il centrodestra unito schiera Alessandro Tomasi (FdI), sindaco di Pistoia. Due gli outsider: Antonella Bundu con la lista di sinistra radicale Toscana Rossa e il partito no vax Forza del popolo, che candida il medico Carlo Giraldi.

Tracciando un segno su una lista si esprime un voto per quella lista e per il candidato presidente ad essa collegato. Tracciando un segno solo su un candidato presidente si vota solo per questo candidato, senza esprimere alcun voto alle liste. Si può anche dare un voto disgiunto. Scegliere cioè un candidato presidente e poi una lista che risulta collegata ad un altro candidato presidente. In questo caso vale sia il voto per il candidato presidente che quello per la lista prescelta. Tre sono le soglie di sbarramento: 10% per le coalizioni di lista, 3% per le liste all’interno di coalizioni e 5% per le liste singole.

Election day in Veneto, Puglia e Campania il 23-24 novembre

Il 23 e 24 novembre si vota infine in Veneto, Puglia e Campania, regioni in cui non è ancora definita la lista dei candidati alla presidenza. In Veneto il centrosinistra presenta l’ex sindaco di Treviso, Giovanni Manildo, del Pd, mentre il centrodestra non ha ancora deciso chi schierare al posto del presidente uscente, Luca Zaia, non più ricandidabile. In Puglia invece la coalizione di centrosinistra punta su Antonio Decaro, europarlamentare Pd ed ex sindaco di Bari, mentre il centrodestra non ha ancora un candidato ufficiale. Stessa situazione in Campania, dove il centrosinistra che non può più ricandidare Vincenzo De Luca dopo due mandati, ha scelto il pentastellato ex presidente della Camera Roberto Fico, mentre non c’è ancora un nome per il centrodestra.

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