Il vantaggio sempre più fragile di Biden
Stando alla media dei sondaggi nazionali (si veda Lab24) Biden mantiene un ampio vantaggio su Trump. Ma il margine negli otto stati in bilico si sta riducendo. Mentre la conquista della Camera dei democratici sembra scontata, la battaglia per il controllo del Senato è ancora aperta e si gioca sul filo dei voti. Stesso discorso per la Casa Bianca.
I sondaggi non registrano le interazioni sui social network dove Trump è nettamente in vantaggio. Così come non tengono conto di una serie di “voting issues”, argomenti sensibili e trasversali che potrebbero fare la differenza nelle urne: fracking, pro-life, difesa del secondo emendamento sulle armi in casa, l'aumento annunciato delle tasse, il fondo di previdenza complementare 401K che Biden ha promesso di non toccare. Il 3 novembre si votano anche 122 referendum in 32 stati.
I temi più vari, dalla tassazione delle sigarette elettroniche, all'aumento del 4% delle tasse ai ricchi in Arizona, fino alla gig economy e agli autisti di Uber e Lyft che la California vorrebbe sindacalizzare. Elettori invisibili, non legati ai partiti, che potrebbero spostare molti voti.
Come il coronavirus ha stravolto il voto Usa
Prima della pandemia il 99% degli osservatori dava per certa la vittoria di Trump per i successi economici della sua amministrazione. Il coronavirus e la crisi hanno cambiato tutte le carte e incideranno sul voto.
Con la scia di ormai quasi 230mila morti, nove milioni di malati, e i nuovi casi giornalieri risaliti sopra quota 80mila al giorno, con il record di 98mila casi nelle ultime 24 ore, 22 milioni di disoccupati dall’inizio della pandemia e 8 milioni di nuovi poveri. La situazione a sentire Fauci e gli scienziati peggiorerà ancora: l'istituto di salute pubblica dell'Università di Washington stima che i morti causati dal Covid negli Usa potrebbero salire a oltre 400mila nei prossimi mesi invernali.