Calcio

Elezioni Figc: dopo la Serie A, giocatori e allenatori si schierano con Malagò

Le componenti che sostengono l’ex numero uno del Coni dispongono già di prefererenze vicine al 50% e presto potrebbero aggiungersi i club di Serie B e C

di Marco Bellinazzo

(COMBO) L'ex presidente del CONI Giovanni Malago' (S) e il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete (D), 2 aprile 2026. ANSA ANSA

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Nel pieno dello scandalo degli arbitri, con il supervisore Var Andrea Gervasoni sentito dalla Procura di Milano, giovedì 30 aprile segna una svolta che potrebbe essere definitiva nella corsa alla presidenza della Figc.

Se il voto resta previsto per il 22 giugno, lo schieramento a favore di Giovanni Malagò indicato dalla Lega di Serie A (che dispone del 18% dei voti) si arricchisce dell’endorsement delle Associazioni dei calciatori e degli allenatori che esprimono rispettivamente il 20 e il 10% delle preferenze. Malagò insomma è già vicino al 50%+uno necessario per diventare il numero uno della Federcalcio al posto del dimissionario Gabriele Gravina.

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«Calciatori e allenatori hanno maturato un orientamento condiviso individuando in Malagò la persona in grado di rispondere alle tante sfide del presente e soprattutto del futuro», hanno scritto le due componenti Aic e Aiac in una dichiarazione congiunta all’Ansa.

Malagò ha accolto con «soddisfazione» il sostegno di Aic e Aiac. «Li ringrazio per la loro fiducia che mi responsabilizza ulteriormente», ha commentato all’ANSA, rimandando alla prossima settimana la decisione finale sulla presentazione della sua candidatura, dopo aver incontrato le altre Leghe.

Il 6 maggio vedrà la Lega di Serie B (che ha il 6%) e l’8 la lega di Serie C (che dispone del 12%). Malagò conta di avere l’appoggio pieno della prima e una larghissima fetta della seconda.

In attesa della scelta di Lega B e Lega Pro, il sì di Aic e Aiac a Malagò si lega alle «importanti convergenze sui principali punti programmatici», tra cui la scelta di un calciatore per la presidenza del Club Italia o in una funzione da ds, responsabile dell’area tecnica. Aic e Aiac, nell’endorsment a Malagò, hanno parlato anche di «sostenibilità e riforme», a partire dalla riforma dei campionati professionistici. La formula 18-18-40 non trova la quadratura del cerchio tra le leghe, Aic e Aiac proporranno di agire sui criteri di ammissione e ripescaggio, come si fece nella riduzione della serie C da 90 a 60 squadre. Quanto alla ricetta della serie A, principale promotrice della candidatura Malagò, è stata esposta dal suo presidente Ezio Maria Simonelli, ascoltato dalla Commissione cultura della Camera: «Serie A e politica» devono stare dalla stessa parte. Il calcio chiede al Governo interventi mirati, come l’introduzione di «meccanismi che rendano il più possibile neutrale per i club l’acquisto sul mercato interno, rispetto a quello da campionati esteri», neutralizzando l’Iva.

Si allontanano così le ombre del commissariamento. Anche prima della svolta elettorale, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, si era detto convinto, dopo aver parlato con il ministro Abodi, che il Governo non avesse intenzione di fare un «intervento a gamba tesa sul calcio».

Giancarlo Abete, dal canto suo, ha deciso di andare aventi e presentare la sua candidatura, anche se al momento può contare ufficialmente solo sul 34% della Lega nazionale Dilettanti che presiede.

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