Elezioni europee: Fdi al 28,8%, Pd al 24%, Fi davanti alla Lega. Affluenza sotto il 50%. Europarlamento: crescono Ppe e destra
I punti chiave
- Europee: l’affluenza al 49,6% quando mancano 430 sezioni
- Francia, stravince il partito di Le Pen, crolla Macron
- Italia, alle europee ha votato il 40,8% degli elettori
- Europe Elects: affluenza totale al 38,7%, in calo rispetto 2019
- Europee, Europe Elects su 8 Stati: al Ppe 186 seggi, S&d 136 e Renew 89
- Proiezione seggi Germania: 29 popolari, 17 Afd, 14 Spd e 5 Bsw
- Exit poll Austria, il partito di estrema destra in testa
- In Francia affluenza al 45,3% alle 17, +2 punti su 2019
Europee: al via riunioni gruppi al Pe dal 18 giugno
Chiuse le urne per rinnovare il Parlamento europeo, gli eurodeputati eletti avranno tempo fino al 15 luglio per organizzarsi in gruppi politici all’interno dell’Emiciclo. Indicativamente, fa sapere l’Eurocamera, le riunioni costitutive dei gruppi politici prenderanno il via il 18 giugno con il Partito popolare europeo (Ppe). Seguirà il 19 giugno il gruppo dei Verdi Ue, il gruppo dei Socialisti & Democratici (S&D) e quello della Sinistra si riuniranno il 25 giugno. Seguiranno poi i liberali di Renew Europe e i Conservatori e riformisti di Ecr il 26 giugno. A chiudere la lista sarà la destra di Identità e democrazia (Id) il 3 luglio. Per costituire un gruppo all’Europarlamento sono necessari 23 deputati provenienti da almeno sette paesi dell’Ue. La nuova legislatura sarà avviata dalla prima sessione plenaria a Strasburgo dal 16 al 19 luglio.
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Renzi: «È andata male, continueremo a lottare per nostra idea di Europa»
“Niente, è andata male. Purtroppo la lista Stati Uniti d’Europa è rimasta fuori per pochissimo dal Parlamento Europeo. Mi spiace molto e vorrei abbracciare i volontari che si sono spesi per questa idea: siete stati meravigliosi. La gratuità del vostro servizio allarga il cuore. Vorrei abbracciare uno a uno le migliaia di persone che hanno scritto il mio nome sulla scheda: sono davvero onorato di rappresentare comunque la speranza di tante persone anche se avrei preferito qualche voto in più alla lista”.
Lo scrive sui social, Matteo Renzi. “Sono grato a Emma Bonino e a tutti i dirigenti politici che ci hanno creduto. Ma la politica è una grande scuola di vita anche quando non si vince. E dunque non riesco a essere triste cari amici. Perché sono molto convinto che fosse giusto fare questa proposta, in questo momento: al mondo impazzito di oggi servono gli Stati Uniti d’Europa ed è stato bello affermare le ragioni di un sogno controcorrente. Abbiamo lottato, abbiamo espresso idee nelle quali crediamo, ci siamo messi in gioco. Non abbiamo fatto il quorum, che peccato. Ma non smetteremo oggi di lottare per questa idea di Europa, l’unica nella quale l’Italia può giocare un ruolo da protagonista. Troveremo i modi per insistere sulla battaglia culturale e valoriale per un’Europa diversa”, assicura il leader di Italia viva.
“Sul risultato italiano pesa l’assurda rottura del Terzo Polo: potevamo avere sette parlamentari europei riformisti, insieme. E invece sono zero. Che follia. Ma i cittadini hanno scelto e i cittadini hanno sempre ragione: auguro agli eletti di onorare l’impegno a Strasburgo facendo loro i complimenti più sinceri. Noi, dal Parlamento italiano e dai nostri ruoli di responsabilità, continueremo a fare la nostra parte col sorriso di chi sa che è meglio rischiare e perdere un’elezione che vivacchiare e perdere una sfida. Siamo fatti così - noi uomini nell’arena, avrebbe detto Roosevelt - e non cambieremo mai, per nulla al mondo. Viva gli Stati Uniti d’Europa! Buona notte, cari amici”, conclude Renzi.
Le reazioni e i commenti dei leader dei principali partiti italiani
Nella notte hanno commentato il risultato Meloni, Schlein, Tajani, Conte e Fratoianni. Facendo una analisi dei risultati e delle prospettive future dei loro partiti. Le reazioni sono riassunte in questo articolo.
Europee: l’affluenza al 49,6% quando mancano 430 sezioni
Per le elezioni europee ha votato complessivamente il 49,65% degli aventi diritto quando ancora mancano i dati di 430 sezioni (61.220 su 61.650). Dunque per la prima volta - secondo quanto emerge dai dati del Viminale pubblicati sul portale ’Eligendo’ - meno di 1 italiano su 2 ha votato per eleggere gli eurodeputati. La soglia del 50% è stata superata nella circoscrizione Nord occidentale, Nord Orientale e Centrale ma non nelle circoscrizioni Meridionale e Insulare. A Roma ha votato appena il 43,58% (ma non si era raggiunto il 50% nemmeno alle passate elezioni europee nella capitale) mentre a Milano la soglia del 50% è stata superata ma di poco.
Nei Baltici destra non sfonda, netta maggioranza a Ppe-Renew
Le elezioni europee nei Paesi baltici hanno visto la parziale conferma dei partiti di governo, favorita da una bassissima partecipazione al voto (37,7% in Estonia, 33,7% in Lettonia e 28,4% in Lituania). In Estonia, il partito di opposizione di centrodestra Isamaa ha raccolto il maggior numero di preferenze (21,5%), seguito dal Partito socialdemocratico (19,3%). Solo terzo, con il 17,9% dei voti, il Partito riformista della premier Kaja Kallas, seguito dai populisti euroscettici di EKRE (14,9%) e dal Partito di centro (12,4%). In Lettonia, al primo posto (25,1%) si è invece confermato Nuova Unità, il partito della prima ministra Evika Silina, seguito dalla formazione di destra Alleanza nazionale (22,08%). Maggiormente distanziati i liberali di Per lo sviluppo della Lettonia (9,36%,), Lista Unita (8,18%), il movimento di centrosinista I Progressisti (7,42%), Prima la Lettonia (6,16%), il Partito socialdemocratico-Armonia (7,14%) e Lettonia al primo posto (6,16%). Le elezioni hanno portato una conferma anche in Lituania dove l’Unione patriottica - Cristiano-democratici della premier Simonyte si è piazzato al primo posto con il 20,9% dei voti. Secondi i socialdemocratici con il 17,64%, seguiti dall’Alleanza del Partito agrario e dei Verdi (8,96%), il Partito della libertà (7,93%), il movimento Per la Lituania dell’ex primo ministro Saulius Skvernelis (5,84%), l’Alleanza elettorale dei polacchi di Lituania (5,67%), la Lega patria e giustizia (5,35%) e la Lega liberale (5,3%). I seggi dei Paesi baltici andranno ad aggiungersi in massima misura a Renew (6) e Ppe (6), seguiti da S&D (5), ECR (4), Verdi/ALE (3) e Identity and Democracy (1), mentre due seggi rimangono ancora non affiliati.
Tajani: da FI risultato straordinario dedicato a Berlusconi
«Un risultato straordinario, Forza Italia cresce rispetto a tutte le ultime elezioni. Una vittoria che dedichiamo al Presidente Silvio Berlusconi, a tutti coloro che non hanno mai smesso di credere nella nostra bandiera. Da stasera, il centrodestra e il PPE sono più forti». Lo afferma sui social il leader di FI Antonio Tajani.
Proiezioni: Fdi al 28%, Pd al 23,6%
Secondo una media di prime proiezioni elaborate da YouTrend per Sky Tg24, Fratelli d’Italia è il partito più votato alle elezioni europee in Italia con il 28% delle preferenze. Segue il Partito Democratico con il 23,6%. Terza piazza per il Movimento 5 Stelle con il 10,8%, poi Forza Italia al 10,1%. La Lega è all’8,4%, Avs al 6,8%. Sue al 3,9% e Azione al 3,6%.
Meloni, Fdi si conferma primo partito e supera le politiche
«Fratelli d’Italia si conferma primo partito italiano, superando il risultato delle scorse elezioni politiche». Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni postando una foto in cui fa con la mano il segno della vittoria.

Un'immagine pubblicata dalla premier Giorgia Meloni sul suo profilo Instagram, corredata dal seguente post: ''Fratelli d'Italia si conferma primo partito italiano, superando il risultato delle scorse elezioni politiche''.
Sale ancora il Ppe, maggioranza Ursula a 409 seggi
Nella quarta proiezione sulla composizione del prossimo Europarlamento sale ancora il Partito popolare europeo (Ppe), rispetto alla precedente stima, passando dai 177 eurodeputati attuali a 191. Rispetto alla precedente proiezione, i Socialisti (S&D) sono stabili a 135 seggi, mentre i liberali di Renew salgono a 83 eurodeputati. La maggioranza Ursula quindi tocca quota 409 seggi.
Proiezioni: Fdi al 27,2%, Pd al 23,2%
Nuova stima di YouTrend per Sky Tg24, media delle proiezioni di Opinio, Tecné, Swg e Youtrend: Fratelli d’Italia 27,2%, Pd 23,2%, M5s 11,7%, Forza Italia 9,8% e Lega 8,4%.
Europee: calo storico affluenza, non arriva al 50%
Alla chiusura dei seggi è del 49,49% l’affluenza alle urne per le Europee quando sono arrivati i dati di 54.238 sezioni su 61.650. Dunque, per la prima volta, per le Europee meno di un italiano su 2 è andato a votare. Ad eccezione del 2004, quando il dato definitivo fu del 71,7% e del 1999 con il 69,8%, l’affluenza per le europee ha visto un costante e progressivo vistoso calo. Nel 2014 votò, alla chiusura dei seggi, il 57,22% degli aventi diritto mentre nel 2019, quando si votò solo di domenica, alle urne andò il 54,5%.
In Estonia vince l’opposizione di centrodestra
Il partito di opposizione di centrodestra Isamaa ha vinto le elezioni europee in Estonia (21,5%), seguito dal Partito socialdemocratico (19,3%). Solo terzo, con il 17,9% delle preferenze, il Partito riformista della premier Kaja Kallas, seguito dai populisti euroscettici di EKRE (14,9%) e dal Partito di centro (12,4%). Sulla base dei risultati, Isamaa e i socialdemocratici hanno ottenuto 2 seggi a testa, mentre alle rimanenti tre formazioni andrà un seggio ciascuna. I seggi estoni andranno ad aggiungersi in massima parte alle file di Renew (3). I rimanenti seggi saranno invece ripartiti tra S&D (2), Identity and Democracy (1) e Ppe (1).
Bonelli-Fratoianni, Ilaria Salis è europarlamentare
«Ne abbiamo sentite molte. Ci hanno accusato di usare candidature a fini strumentali. Abbiamo fatto bene ad agire. Ilaria Salis da stasera è un europarlamentare». Lo ha detto il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni nel comitato elettorale di Avs a Roma. «Da qui mandiamo un grande abbraccio a Ilaria, la battaglia per la democrazia comincia oggi ma sarà ancora più forte», ha aggiunto il portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli.
Schmit, «nessuna collaborazione con forze anti Ue»
«Non c’è nessuna possibilità per noi socialdemocratici di collaborare con chi vuole smantellare, indebolire questa Europa che cerchiamo di costruire da decenni». Lo ha detto Nicolas Schmit, candidato dei socialisti europei alla presidenza della Commissione Ue. «Come secondo gruppo più numeroso, che mantiene il numero di seggi” che aveva “siamo disposti a negoziare un accordo per i prossimi anni per rendere l’Europa più forte, più democratica, più forte, più sociale e più forte economicamente».
Metsola, «il centro pro-Ue ha retto, andiamo avanti insieme»
«Dobbiamo bilanciare l’impatto dei risultati e la responsabilità dei gruppi di trovare una maggioranza. Quello che vediamo è che il centro pro-europeista ha tenuto ed è con quel centro che dobbiamo andare avanti a lavorare». Lo ha detto la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, parlando alla maratona elettorale nell’emiciclo dell’Eurocamera.
I conservatori vincono in Grecia, staccata Syriza
Con il 97% dei seggi elettorali scrutinati in Grecia, i conservatori di Nea Dimokratia sono al 28,04% ed eleggono 7 eurodeputati. La principale forza di opposizione, Syriza, è al 14,94% (con 4 eurodeputati). Segue il Pasok con 12,85 (ottiene 3 rappresentanti al Parlamento Ue), gli ultranazionalisti di Ellinikì lisi (’Soluzione greca’) con il 9,43% e due eurodeputati. I comunisti del Kke ottengono il 9,28 ed eleggono due rappresentanti a Strasburgo. Anche il partito ultraortodosso, Niki (’Vittoria in greco) ottiene un eurodeputato con il 4,40%, al pari del partito populista Plefsi eleftherias (’Rotta della libertà’) che si assicura un rappresentante con il 3,41% dei consensi.
Europee: primi dati, affluenza è circa del 48%
Per le elezioni europee alla chiusura dei seggi alle ore 23 ha votato il 48% circa degli aventi diritto. È quanto emerge dai primi dati del Viminale pubblicati sul portale ’Eligendo’ arrivati dopo quasi un’ora dalla chiusura dei seggi e relativi a meno della metà delle 61.650 sezioni. Alle precedenti elezioni europee, nel 2019, l’affluenza finale era stata del 54,5%.
Terza proiezione dell’Eurocamera, il Ppe cresce ancora
Nella terza proiezione sulla composizione del prossimo Europarlamento cresce ancora il Partito popolare europeo (Ppe), passando dai 177 eurodeputati attuali a 189. Rispetto all’attuale composizione dell’emiciclo, salgono anche i Conservatori passando da 68 seggi a 72. In calo invece di un seggio il gruppo di Identità e democrazia (Id), che passa dai 59 seggi occupati finora a 58, senza però contare i 17 eurodeputati di AfD che attualmente sono tra i non iscritti. I Socialisti e democratici (S&D) perdono 5 seggi, passando dai 140 attuali a 135, mentre i Verdi passano da 72 eurodeputati a 52. Netto calo anche per i liberali di Renew, che passano da 102 a 80 seggi. La proiezione riporta anche una pattuglia di ben 98 eurodeputati tra i non iscritti e gli ’altri’ ancora alla ricerca di un gruppo e che potrebbero incidere in maniera significativa sulla consistenza delle singole compagini che compongono l’emiciclo. L’attuale Europarlamento conta 705 eurodeputati, che saliranno a 720 nella nuova legislatura.
In Slovenia avanti l’opposizione conservatrice
In Slovenia i conservatori del Partito democratico (Sds), la principale forza d’opposizione guidata dall’ex premier Janez Jansa, si è aggiudicato quattro eurodeputati sul totale di nove che spettano al paese ex jugoslavo all’Europarlamento, mentre due sono andati a Movimento Libertà, il partito liberale del premier Robert Golob. Un seggio a testa è andato a Nuova Slovenia (Cristiano democratici), Vesna/Verdi, e Partito popolare sloveno. I Socialdemocratici e Sinistra (Levica), che sostengono la coalizione di maggioranza, rimangono a mani vuote. Il dato si basa sul conteggio di poco più della metà delle schede, come ha riferito il presidente della Commissione elettorale nazionale, che ha spiegato come il conteggio delle schede proceda a rilento, poiché sono state prima conteggiate le schede per i quesiti referendari.
Battuta d’arresto per Orban,primo al 43,7% ma cala dell’8%
Battuta d’arresto per il premier ungherese, Viktor Orban, alle Europee. Fidesz, partito al governo in Ungheria, si è piazzato primo con il 43,7% dei voti ma in calo di circa otto punti percentuali rispetto a cinque anni fa. Fa incetta di voti Tisza, partito dell’ex dirigente di Fidesz, Peter Magyar, divenuto nel giro di poche settimane l’astro nascente dell’opposizione nel Paese: Tisza si è aggiudicato il 31,07% dei consensi.
Europee: stima YouTrend-Sky, a Fdi 22 seggi, al Pd 18
Secondo una prima stima di YouTrend per Sky Tg24, Fratelli d’Italia conquista 22 seggi al parlamento europeo, contro i 18 del Pd. Il Movimento 5 Stelle porterebbe a casa 10 seggi, Forza Italia e Lega 7, Avs 6, Sue 5, Svp 1. Nessun seggio, secondo le prime stime, per Azione.
Instant YouTrend-Sky: Europee; Fdi al 26,5%, Pd al 23%
Nel primo exit poll per le Europee 2024 Fdi è il primo partito con il 26,5%, seguito dal Pd con il 23%. Sono i dati instant/Previsione Youtrend - Sky TG24. Terzo partito è il Movimento 5 Stelle con il 12,5%. Nel centrodestra, Fi al 9,5% si posiziona davanti alla Lega che raggiunge il 9%. Per gli altri schieramenti, Avs al 5,5%, Sue 4,5% e Azione al 3,5%.
Verdi Ue, impegni sul Green Deal per sostenere von der Leyen
«Il Green Deal e il rafforzamento della democrazia europea saranno fondamentali per noi. Se il Consiglio europeo presenterà il nome di Ursula von der leyen per un secondo mandato alla guida della Commissione europea questo deve essere al centro di quello che vuole ottenere ma servono impegni da parte sua per ottenere il nostro sostegno». Lo ha dichiarato il co-presidente dei Verdi Ue Philippe Lamberts, intervenendo nell’Emiciclo del parlamento europeo di Bruxelles. Lamberts ha ammesso che dai primi risultati «questa sera non è una vittoria per i Verdi, ma il Green Deal non ci sarebbe stato” senza il gruppo, ha detto, appellandosi “ai democratici, ai conservatori e ai liberali» a non rivolgersi all’estrema destra per cercare “stabilità” per una maggioranza.
Analisti, Cdu-Csu vince per la debolezza del centrosinistra
La vittoria dell’Unione cristiano-democratica e sociale tedesca (Cdu-Csu) alle elezioni europee di oggi in Germania è dovuta anche alla cattiva reputazione della coalizione di sinistra-centro composta da Spd, Verdi e Fdp anche se pure la fiducia nelle capacità politiche del principale partito di opposizione è bassa. Questo è il risultato di un’analisi dell’istituto di ricerca demoscopica “Forschungsgruppe Wahlen” sintetizzato dall’agenzia Dpa. Secondo tale analisi, la scarsa performance dei partiti della coalizione li ha danneggiati: il 66% dei cittadini è insoddisfatto del governo federale. Tuttavia, solo il 30% ritiene che la Cdu-Csu - se fosse al governo - farebbe meglio. Anche a livello personale l’Unione non riesce a convincere: né il presidente della Cdu Friedrich Merz, né il leader della Csu Markus Söder riescono a distinguersi chiaramente dal cancelliere Olaf Scholz (SPD) in termini di reputazione.
Socialisti Ue, «nessuna coalizione con ultradestra Ecr-Id»
«Rispettiamo assolutamente il principio dello Spitzenkandidat». Lo ha detto il vicepresidente del gruppo dei socialisti Ue, Pedro Marques, congratulandosi con Ursula von der Leyen, nel commentare le proiezioni delle elezioni europee. Ora «l’importante è plasmare un programma per la Commissione» che vada bene per noi. «Parliamo delle politiche ed è da questo che dipenderà il nostro sostegno alla presidenza della Commissione. E’ fondamentale che non ci sia una coalizione con l’estrema destra: nessuna coalizione con l’Ecr e Id. Se altri gruppi dovessero essere chiamati ai tavoli negoziali, devono essere pro Europa e democratici».
Ppe, «invitiamo Socialisti e Renew ad un’alleanza pro-Ue»
«Il Ppe è di nuovo il più grande gruppo al Pe, abbiamo vinto le elezioni e tra i principali partiti siamo gli unici che siamo cresciuti. La nostra candidata è Ursula von der Leyen, ha fatto una grande campagna elettorale». Lo ha detto Manfred Weber del Ppe parlando dall’emiciclo dell’Eurocamera. «La questione è quale sarà la maggioranza, e io invito i Socialisti e Renew a unirsi a noi per un’alleanza pro-europea», ha aggiunto Weber chiedendo di «rispettare i risultati delle Europee» nella composizione dei top job comunitari.
Renew, «nessuna maggioranza pro Ue sarà possibile senza di noi»
«Renew europe è ancora una volta il terzo gruppo dell’Eurocamera ed è un gruppo importante per il futuro della governance europea. Nessuna maggioranza pro Europa sarà possibile senza Renew Europe, saremo al centro della maggioranza che verrà». Lo ha detto la vicepresidente di Renew Europe, Iskra Mihaylova, parlando alla maratona elettorale all’Eurocamera. «Non parliamo ancora di nomi, è troppo presto, ma nel futuro prossimo dopo che il gruppo si sarà costituito decideremo come lavorare con una maggioranza pro Ue», ha spiegato Mihaylova rispondendo ad una domanda sul possibile sostegno di Renew ad un eventuale bis di Ursula von der Leyen alla guida della Commissione Ue.
Maggioranza Ursula a 401 seggi, l’unica al momento percorribile
La maggioranza Ursula, stando alla seconda proiezione diffusa dall’Eurocamera, è a quota 401, con un margine quindi rassicurante rispetto alla soglia necessaria di 360 eurodeputati. Il Ppe infatti si avvia a prendere 186 seggi, nove in più di quelli attuali. I Socialisti ne potrebbero conquistare 133, sette in meno del Pe uscente. I Liberali hanno invece subito il calo più evidente, passando da 102 a 82 seggi. Rispetto alla composizione del Parlamento uscente, la maggioranza composta da Ppe, Socialisti e Renew perde 18 eurodeputati ma resta l’unica percorribile: se, in teoria, il Ppe si rivolgesse esclusivamente ai gruppi di Ecr e Id (insieme arriverebbero a 130 eurodeputati, ai quali andrebbero aggiunti le delegazioni di Fidesz e Afd), la soglia dei 360 non sarebbe raggiunta. Allo stesso modo, anche un alleanza (improbabile) tra Ppe, Conservatori e Riformisti e Liberali sarebbe ben lontana dalla maggioranza, raggiungendo quota 318. A questo schema va tuttavia aggiunta la principale novità numerica che arriva dalle proiezioni dei risultati delle Europee, il grande fronte dei non iscritti. Si tratterebbe di una pattuglia di 100 eletti, dei quali alcuni - come i tedeschi di Afd o gli orbaniani di Fidesz - certamente ascrivibili all’estrema destra ma altri, come il partito olandese degli agricoltori o la coalizione dell’opposizione in Ungheria, molto vicini all’ingresso nei Popolari. Insomma, il fronte delle destre e dell’estrema destra può contare come detto su 130 seggi, più i circa 17 di Afd e quelli che guadagnerà Fidesz. A loro vanno aggiunti alcuni piccoli partiti ex novo, come l’estrema destra cipriota e i romeni di Aur. Ma il fronte dei partiti filo-Ucraina resta saldo: alla maggioranza Ursula va aggiunto infatti il gruppo dei Verdi, fermo sostenitore degli aiuti a Kiev. I Greens possono contare su 53 seggi, diciannove in meno rispetto ai 72 del Parlamento che sta per chiudere i battenti.
Europee: Belgio, il primo ministro De Croo annuncia dimissioni
«Domani mi dimetterò da primo ministro». Lo ha annunciato il primo ministro belga, Alexander De Croo, ammettendo la sconfitta del suo partito Liberali e Democratici Fiamminghi (Open Vld) alle elezioni europee. Con quasi il 90% dei voti conteggiati, Open Vld è attualmente al 5,9% nelle elezioni federali (8,1% in quelle regionali), in calo rispettivamente del 2,7% e del 5% rispetto alle elezioni precedenti. «Ma i liberali sono forti, torneremo», ha aggiunto. È prassi in Belgio che dopo le elezioni il primo ministro presenti le dimissioni in modo che il re possa avviare i colloqui per formare un nuovo governo. De Croo dovrebbe quindi ricoprire il ruolo di primo ministro ad interim.

“Da domani sarò un premier dimissionario". Lo ha detto il capo del governo belga Alexandre De Croo alla luce dei risultati delle elezioni legislative nazionali che si sono svolte insieme alla consultazione per l'Europarlamento. L'annuncio è stato fatto da un De Croo visibilmente emozionato che si è addirittura asciugato le lacrime mentre parlava alla platea dei militanti liberali del suo partito della sconfitta elettorale subita e delle sue conseguenze (foto X/ EL PREGONER)
Vox celebra l’avanzata delle forze sovraniste e vittoria Le Pen
Il portavoce di Vox, José Antonio Fuster, ha celebrato «l’indubbia avanzata» delle forze «patriottiche e sovraniste europee» e ha evidenziato soprattutto la vittoria della leader dell’estrema destra francese, Marine Le Pen, che ha portato la Francia a elezioni anticipate. «Magari altri seguissero la stessa strada qui in Spagna», ha sostenuto Fuster in dichiarazioni ai cronisti nella sede nazionale del partito guidato da Santiago Abascal. Il portavoce non ha voluto commentare gli exit poll che confermerebbero Vox come terza forza politica, con circa il 10% e fra 6 e 8 seggi. Ha sostenuto che il presidente francese Macron «ha capito che così non si può governare in Francia», dopo l’affermazione del partito di Le Pen, e ha invitato il premier socialista Pedro Sanchez a seguire l’esempio e a convocare elezioni anticipate in Spagna.
Ecr, «dialogo con von der Leyen? Dipenderà dal programma»
«In passato nulla ci ha impedito di dialogare con Ursula von der Leyen, tutto dipende dal programma». Lo ha detto la vice presidente del gruppo Ecr al Parlamento Europeo Assita Kanko. «Un altro aspetto importante è aspettare i risultati definitivi», ha aggiunto. Al gruppo dei conservatori e dei riformisti europei appartiene Fratelli d’Italia.
In Romania successo alleanza socialdemocratici e liberali
In Romania urne chiuse alle 22 locali (21 italiane) per Europee e amministrative, con una affluenza di oltre il 50% (dato relativo ad un’ora prima della chiusura dei seggi). Netta la vittoria della Coalizione Nazionale (Cn) formata da Socialdemocratci e liberali che, secondo i primi exit-poll hanno raccolto circa il 54% delle preferenze. Al secondo posto il partito di estrema destra dell’Aur staccato però di 40 punti percentuali (14%).
Dalla Francia alla Germania, all’Austria: l’estrema destra festeggia
In Francia il partito di Marine Le Pen, guidato da Jordan Bardella , stravince, chiede e ottiene nuove elezioni legislative. In Germania la Cdu tiene, ma l’Afd è il secondo partito. In Austria, invece, il successo relativo è andato al partito nazionalista FPÖ che ha ottenuto il 27% dei suffragi. Ecco le immagini.
Weber, «von der Leyen guiderà ancora l’Ue, tocca a noi decidere»
Il Partito popolare europeo vuole «un’Europa democratica» e «questo significa che il vincitore delle elezioni ha ora il diritto di nominare il presidente della Commissione europea», che «per i prossimi cinque anni sarà Ursula von der Leyen». Lo ha detto il presidente del Ppe, Manfred Weber, alla serata elettorale del partito allo Stanhope hotel di Bruxelles. «La grande preoccupazione era che arrivassero molti politici all’Eurocamera che vogliono distruggere la nostra Europa» ma «guardando le cifre sono orgoglioso del Ppe forte, questo è il messaggio migliore contro gli estremisti», ha sottolineato Weber.
L’affluenza alle urne per le europee al 51%
L’affluenza alle urne per le elezioni europee si è attestata al 51% rispetto al 50,7% del 2019. Lo ha annunciato il portavoce del Pe Jaume Duch precisando che mancano ancora i dati di alcuni Paesi tra cui l’Italia.
In Germania probabile affluenza record
La partecipazione alle elezioni europee in Germania potrebbe essere stata la più alta di sempre dalla riunificazione. Secondo proiezioni delle 20:35 rilanciate dall’agenzia Dpa, si è recato alle urne tra il 64,0 e il 65,0% degli aventi diritto. Alle prime elezioni europee della Germania unificata nel 1994, la partecipazione era stata esattamente del 60,0 percento, mentre nelle elezioni successive era scesa tra il 40 e il 50 percento. L’affluenza nel 2019 era stata del 61,4%.
In Bulgaria i conservatori vincono europee e legislative
In Bulgaria i conservatori del Gerb hanno vinto sia le elezioni europee che quelle legislative, svoltesi insieme nella giornata odierna. I primi exit poll di stasera delle parlamentari anticipate, le seste in tre anni, fanno presagire ancora una volta difficoltà per la ricerca di una maggioranza politica solida e un governo stabile nel paese balcanico. Si confermano le previsioni di una netta vittoria del Gerb, il partito conservatore del suo leader Boyko Borissov che nel passato ha governato la Bulgaria per quasi dieci anni.
Ultradestra Svezia arretra ma non perde seggi all’Eurocamera
In Svezia il partito moderato (che è nel Ppe) sale al 17,3% (16,83% e 4 seggi nel 2019). I democratici cristiani (Ppe) scendono al 6,1% (8,62% e 2 seggi nel 2019), mentre i liberali (in Renew) restano sostanzialmente stabili al 4,2% (4,13% e 1 seggio nel 2019). Ppe e Renew prenotano così rispettivamente 5 e 3 seggi all’Eurocamera. I tre partiti sono al governo con l’appoggio esterno dei Democratici di Svezia, formazione di ultradestra nel gruppo di Ecr, che per la prima volta vede fermarsi la costante crescita in una consultazione elettorale: Sd è proiettata al 13,9% con una proiezione di 3 seggi all’Eurocamera (dal 15,34% e 3 seggi del 2019). I socialdemocratici si portano al 23,1% con 5 seggi (23,48% e 5 seggi nel 2019. I verdi vanno al 15,7% (3 seggi). Sinistra al 10,7% (2 seggi).
Seconda proiezione di seggi al Pe, tiene il Ppe, scende S&D
Stando alla seconda proiezione sulla composizione della prossima assemblea dell’Europarlamento appena resa nota, il Partito popolare passerebbe dai 177 eurodeputati attuali a 186. I socialisti invece scenderebbero dai 140 eurodeputati attuali a 133 e i liberali di Renew da 102 a 82. I conservatori di Ecr crescerebbero da 68 a 70 e i sovranisti di ID da 59 a 60. Per i Verdi il calo sarebbe da 72 a 53 e per la Sinistra Ue da 37 a 36. Ma la proiezione riporta anche una pattuglia di ben 100 eurodeputati tra i non iscritti e gli ’altri’ ancora alla ricerca di un gruppo e che potrebbero incidere in maniera significativa sulla consistenza delle singole compagini che compongono l’emiciclo.
La proiezione si basa sui risultati parziali di 15 Paesi. Ovvero Austria, Bulgaria, Croazia, Cipro, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna e Svezia. Per avere un quadro più completo mancano ancora i dati provenienti da Belgio, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Slovacchia e Slovenia.
Le Pen, pronti ad andare al potere
«È una vera emozione vedere questa grande forza popolare sollevarsi in tutto il Paese», «il presidente (Emmanuel Macron ndr.), rispondendo all’appello di Jordan Bardella, ha annunciato lo scioglimento dell’Assemblea Nazionale. Non posso che accogliere con favore questa decisione», «siamo pronti a esercitare il potere se i francesi avranno fiducia in noi». Così Marine Le Pen, leader dell’estrema destra francese, prendendo la parola dopo che Emmanuel Macron ha annunciato la convocazione di elezioni legislative in Francia a seguito dei risultati delle elezioni europee. Nel voto di oggi il partito di estrema destra Rassemblement National (RN) di Marine Le Pen, con capolista Bardella, si è attestato al primo posto, ottenendo circa il doppio dei voti rispetto alla formazione di Macron.
Germania, nuove proiezioni confermano le prime
Proiezioni “Infratest dimap” delle 20:37 diffuse dal sito del Tagesschau, il telegiornale del primo canale pubblico Ard segnano scostamenti inferiori a un punto rispetto alle prime e confermano che la Cdu-Csu otterrebbe il 30,3%, l’Afd il 16,0%, la Spd il 13,9 e i Verdi l’11,9%. Fra gli altri partiti, per il Bsw viene previsto ora 6,0%, per la Fdp 5,0% e la Linke 2,7%. Per la ripartizione dei seggi, proiezioni Ard delle 21:17 confermano sostanzialmente quelle delle 18:57 denotando solo uno scarto di un seggio in più per il partito cristiano-democratico tedesco che fa salire l’Unione Cdu-Csu a 30.
Macron, «la Francia ha bisogno di una maggioranza chiara»
«La Francia ha bisogno di una maggioranza chiara per agire nella serenità e nella concordia»: lo ha detto Emmanuel Macron, dopo aver annunciato a sorpresa lo scioglimento dell’Assemblea Nazionale. Le elezioni si terranno il 30 giugno e il 7 luglio, ha annunciato il presidente in questo storico messaggio alla nazione dopo la vittoria dei nazionalisti del Rassemblement National alle elezioni europee.
In Polonia Tusk avanti ai sovranisti del Pis
In Polonia la Coalizione civica (Ko) di Tusk è avanti al Diritto e Giustizia (PiS) nei primi exit poll delle elezioni europee: Popolari al 38%, Conservatori al 33,9%.
Macron convoca le elezioni
Il presidente francese Emmanuel Macron ha preso la parola per annunciare - subito dopo l’annuncio dei risultati delle europee - lo scioglimento del Parlamento e la convocazione di nuove elezioni il 30 giugno e il 7 luglio.
Popolari primi in Ue, la maggioranza Ursula regge
Prima proiezione del nuovo Parlamento europeo: primo il partito popolare europeo, secondi i socialisti, terzi i liberali. La maggioranza Ursula al momento regge nonstante il forte calo dei Liberali, grazie alla crescita dei Popolari e alla sostanziale tenuta dei Socialisti. Al Ppe vanno 181 seggi (da 176), ai Socialisti 135 (da 139), Renew Europe (Liberali) 82 (da 102), Ecr 71 (da 69), Identità e Democrazia 62 (da 49), Non affiliati 51. Per quanto riguarda i partiti italiani, va ricordato che Fratelli d’Italia è nel gruppo Ecr mentre la Lega è in Identità e democrazia.
Francia, Jordan Bardella chiede elezioni anticipate
Esultanza nel quartier generale del Rassemblement National, il partito di Marine Le Pen, dove i simpatizzanti saltano al ritmo del coro «on a gagné», «abbiamo vinto», dopo la diffusione dei primi exit poll che vedono il partito nettamente in testa, 16 punti davanti ai macroniani di Renaissance. «Un vento di speranza si è alzato sulla Francia ed è solo all’inizio»: così Jordan Bardella, candidato del Rassemblement national (RN), che, secondo le prime proiezioni avrebbe ottenuto oltre il 30% dei voti. «I francesi hanno emesso il loro verdetto ed è definitivo», ha aggiunto, sottolineando la «voglia di cambiamento» nel Paese. Dopo i primi risultati che lo danno in netto vantaggio con oltre il 30% delle preferenze, Jordan Bardella del Rassemblement national (RN) ha chiesto al presidente francese Emmanuel Macron lo scioglimento dell’Assemblea nazionale e chiede «di organizzare nuove elezioni». «Il presidente non può rimanere sordo al messaggio inviato stasera dai francesi», ha aggiunto in un breve discorso dal quartier generale del Rn.
Spagna, exit poll: Pp avanti, Psoe tiene, cresce Vox
In Spagna, secondo gli exit pool il Pp è davanti al Psoe. I Popolari ottengono 21-23 seggi, il Psoe 20-22, e Vox 6-7. Secondo gli exit poll della tv pubblica spagnola Tve, in Spagna in Partito popolare sarebbe in testa con il 32,4% dei voti pari a 21-23 seggi, in netta crescita rispetto agli attuali 13. Il Psoe di Pedro Sanchez tiene, con il 30,2% dei voti, e una forbice tra i 20 e i 22 seggi rispetto ai 21 attuali. Cresce Vox con il 10,4% dei voti, pari a 6-7 eurodeputati, almeno due in più degli attuali 4. Sumar di Yolanda Diaz avrebbe incassato tra 3 e 4 seggi e Podemos tra i 2 e i 3 seggi.
Secondo gli exit poll, Ahora Repúblicas, coalizione composta dai partiti nazionalisti di Catalogna, Paesi Baschi e Galizia, Erc, EH Bildu e Bng, otterrebbe un 4,3% pari a 2-3 scanni. La lista dell’antisistema Alvise Pérez, Se Acabó la Fiesta, otterrebbe il 3,9% dei voti e potrebbe arrivare a 2-3 seggi. Junts, il partito di Carles Puigdemont avrebbe ottenuto il 2,1% dei voti scendendo da 3 a 1 seggio. Uscirebbe dall’Eurocamera Ciudadanos.
Francia, stravince il partito di Le Pen: doppiato Macron
Stravince il partito di Le Pen in Francia, crolla Macron. Secondo i primi exit poll, il Rassemblement National di Jordan Bardella e di Marine Le Pen (31,5%) doppierebbe i voti di Renaissance (15,2%) e quindi di Valérie Hayer, la candidata della maggioranza del presidente Emmanuel Macron. Invece Raphaël Glucksmann (Partito socialista-Place publique) otterrebbe il 14 per cento. La France insoumise guidata da Manon Aubry avrebbe l’8,7% mentre François-Xavier Bellamy (Les Républicains) si aggiudicherebbe il 7,2 %. Marion Maréchal (Reconquête), otterrebbe il 5,5%. Seguono Marie Toussaint (Europe Ecologie-Les Verts) con il 5,2%. L’affluenza è in crescita al 52,5%, 2 punti in più rispetto al 2019. Lo dicono le stime di Ipsos per France Televisions, Radio France, France 24/Rfi, Public Senat/Lcp.
Italia, alle europee ha votato il 40,8% degli elettori
Per le elezioni europee in Italia ha votato finora il 40,84% degli aventi diritto. È quanto emerge dai dati del Viminale pubblicati sul portale “Eligendo” e relativi a 61.366 sezioni su 61.650. L’affluenza alle 12 era stata del 25,1 per cento.
Europe Elects: affluenza totale al 38,7%, in calo rispetto 2019
L’aggregatore Europe Elects stima che l’affluenza totale registrata finora alle elezioni europee in tutta l’Ue (Grecia esclusa) sia al 38,7%. Si tratta, secondo le stime di Europe Elects, dello 0,5% in meno rispetto al 2019, quando era stata registrata l’affluenza finale più alta dal 1994.
Stime Malta: 3 seggi a S&D e 3 a Ppe
Secondo stime diffuse dal Parlamento Europeo, basate su exit poll e altri dati non ufficiali pubblicati nei rispettivi Paesi, i 6 seggi che spettano a Malta nell’Aula di Strasburgo per la legislatura 2024-29 sarebbero equamente suddivisi: 3 all’S&D (Partito Laburista) con il 44,67% dei voti, gli altri 3 al Ppe (Partit Nazzjonalista) al 42,52%. Malta è il Paese più piccolo dell’Ue; la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola (Ppe) è maltese.
Germania, presidente della Spd: Scholz resta cancelliere
Nonostante il disastro per la Spd alle elezioni europee, Olaf Scholz, come ha dichiarato la co-presidente del partito socialdemocratico Saskia Esken, rimarrà Cancelliere. «Il Cancelliere federale è a capo di questo governo, che abbiamo formato insieme con tre partiti, e continuerà a esserlo», ha detto Esken al primo canale pubblico Ard come riporta l’agenzia Dpa. «Ha la nostra piena fiducia. La Spd è unita, e su questo potete contare», ha detto ancora la dirigente socialdemocratica.
Stime Croazia: 6 seggi a Ppe, 4 a S&D
L’Hdz, partito di centrodestra affiliato al Ppe, avrebbe conquistato la metà dei seggi spettanti alla Croazia nel Parlamento Europeo per la legislatura 2024-29. Secondo stime pubblicate dal Parlamento Europeo, basate su exit poll e altri dati non ufficiali, i 12 seggi croati sarebbero così suddivisi: Ppe 6, S&D 4, Verdi/Ale 1, altri 1. La categoria altri comprende i neoeletti non affiliati ad alcun gruppo politico Ue. L’Hdz avrebbe ottenuto il 33,7%, la Koalicija Sdp (centrosinistra) al 27,8%.
Stime Bulgaria: 6 seggi a Ppe, 5 a Renew, 2 a S&D
Secondo stime pubblicate dal Parlamento Europeo, basate su exit poll e altri dati non ufficiali, i 17 seggi della Bulgaria nell’Emiciclo per la legislatura 2024-29 verrebbero così suddivisi: Ppe 6, Renew 5, S&D 2, altri 4. La categoria altri comprende i neoeletti non affiliati ad alcun gruppo politico Ue.
Stime Grecia: 8 seggi a Ppe, 4 a Sinistra, 3 a S&D
Nea Dimokratia, il partito del premier Kyriakos Mitsotakis affiliato al Ppe, avrebbe ottenuto il 30% dei voti nelle elezioni europee di oggi in Grecia, conquistando 8 dei 21 seggi che spettano ad Atene nel Parlamento Europeo. Lo riportano le stime pubblicate dal Parlamento a Bruxelles, basate su exit poll e altri dati non ufficiali. La Sinistra, con Syriza, avrebbe conquistato 4 seggi (16,8%), mentre l’S&D (Pasok, 12,4%) ne avrebbe presi 3. I restanti seggi sono suddivisi tra Ecr (2), Non Iscritti (2) e altri (2). La categoria altri comprende i neoeletti non affiliati ad alcun gruppo politico Ue; i Non Iscritti sono appartenenti a forze politiche già presenti nell’Emiciclo ma che non fanno parte di alcun gruppo, come il Kke, il Partito Comunista greco.
Von der Leyen: puniti estremisti di destra e sinistra
«Il popolo ha punito gli estremisti di destra e di sinistra». Lo ha detto la candidata di punta del Ppe, Ursula von der Leyen, parlando in videocollegamento ai rappresentanti dell’Unione cristiano-democratica riuniti a Berlino, dopo i primi exit poll delle Europee in Germania che vedono la Cdu-Csu in testa con il 29,6% dei voti.

L’attuale presidente della Commissione europea (e principale candidata) Ursula von der Leyen, nella sede del Ppe a Bruxelles (Associated Press / LaPresse)
In Italia alle 19 affluenza al 39,2%
Per le elezioni europee alle 19 ha votato il 39,2% degli aventi diritto. È quanto emerge dai primi dati del Viminale pubblicati sul portale “Eligendo” e relativi a circa la metà delle 61.650 sezioni. L’affluenza alle 12 era stata del 25,1%.
Europe Elects: alle 19 affluenza totale al 38,7%
Secondo una stima elaborata da Europe Elects, aggregatore indipendente di dati e previsioni elettorali, l’affluenza totale registrata finora in tutta l’Ue è del 38,7% (esclusa la Grecia). Rappresenta un calo di 0,5 punti rispetto al 2019, quando si è registrato l’affluenza finale più alta dal 1994.
IL PARLAMENTO EUROPEO DAL 1979 AD OGGI
Loading...Stime Austria: 6 seggi a Id, 5 ciascuno a S&D e Ppe
L’estrema destra dell’Fpoe (gruppo Identità e Democrazia) sarebbe in testa nei risultati delle elezioni europee in Austria, secondo stime diffuse poco fa dal Parlamento Europeo, basate su exit poll e altri dati non ufficiali pubblicati negli Stati membri. I 20 seggi che spettano a Vienna nel Parlamento Europeo sarebbero così ripartiti: 6 a Id, 5 ciascuno a S&D e Ppe, due ciascuno a Verdi/Ale e Renew. L’Fpoe avrebbe ottenuto, secondo queste stime, il 27% dei voti, seguito dai popolari dell’Oevp (23,5%) e dai socialdemocratici dell’Spoe (23%); i Gruenen sono al 10,5%, come i Liberali di Neos.
In Grecia 4 partiti rischiano di non superare il 3%
Stando agli exit poll diffusi alla chiusura delle urne in Grecia, ci sono quattro partiti che potrebbero non superare la soglia di sbarramento del 3%. Il partito ultraconservatore Niki (’Vittoria’ in greco), è dato tra il 2,9 e il 4,9%, il partito populista Plefsi Elefetherias (Rotta della libertà) è tra il 2,6 e il 4,6%; Mera25, fondato dall’ex ministro Yanis Varoufakis, è dato tra il 2 e il 3,4%. Il partito ’patriottico’ Fonì Logikìs (’Voce della ragione), è dato tra il 2,2 e il 3,6%. Sempre stando agli exit poll il partito di Nea aristerà (Nuova sinistra), nato dalla scissione con Syriza dopo l’elezione del leader Stefanos Kasselakis non dovrebbe entrare nell’Europarlamento ed è dato tra l’1,3% e il 2,7%.
Seconda proiezione Europe Elects: la maggioranza Ursula regge
In base alla seconda proiezione delle elezioni europee di Europe Elects, aggregatore indipendente di sondaggi e dati, con i primi risultati post elettorali da otto Paesi il centrodestra del Ppe si proietta a 186 seggi, in crescita di 8 rispetto ai +6 della prima stima. Il centrosinistra di S&D va a 136 (-4), i liberali di Renew vanno a 89 (-13, erano -14 nella prima stima). I conservatori di Ecr hanno 73 seggi (+5). La destra di Id 67 (+8), Verdi/Ale 55 (-17, era -16 nella prima proiezione), Sinistra va a 34 (-3, era -1 nella prima stima). Invariati rispetto alla prima proiezione i non iscritti: 80 seggi (+31). Con questi dati l’attuale maggioranza Ursula potrebbe contare su 411 seggi sui 720 totali dell’Eurocamera, ampiamente sopra la maggioranza.
Exit poll, in Olanda Laburisti-Verdi in testa su Wilders
La coalizione Laburisti-Verdi guidata da Frans Timmermans è in vantaggio sull’estrema destra di Geert Wilders alle elezioni europee nei Paesi Bassi. Stando agli exit poll diffusi dal Parlamento europeo ed elaborati da Ipsos, l’alleanza europeista otterrebbe 8 seggi rispetto ai 7 assegnati al Partito per la libertà (Pvv). Gli exit poll confermano quanto indicato subito dopo il voto olandese che si è tenuto giovedì.
Exit poll, in Slovacchia partito Fico secondo, opposizione in testa
In Slovacchia, secondo le prime previsioni, il partito d’opposizione, liberale di sinistra, Slovacchia Progressista potrà contare su quasi il 28% dei voti. Si tratterebbe di tre punti percentuali in più rispetto a quelli del partito populista di sinistra Smer (Direzione) del primo ministro Robert Fico. Al terzo posto si trova il partito nazionalista di estrema destra Republika con il 12,5%, seguito dal partito di sinistra Hlas (Voice) al 7%. Il Partito nazionale slovacco (SNS), anch’egli al governo, scende nelle previsioni e non raggiunge nemmeno il due per cento. Le elezioni in Slovacchia sono state oscurate dall’attentato al primo ministro Fico, che a metà maggio è stato gravemente ferito da colpi di arma da fuoco multipli.
Europee: in Spagna affluenza al 38,35%, 11 punti in meno del 2019
In Spagna l’affluenza registrata fino alle ore 18 per le elezioni europee è stata pari al 38,35%, nel totale non sono conteggiati i voti per posta. Si tratta di un calo di 11,09 punti della partecipazione rispetto al 2019. Va però considerato che la precedente tornata elettorale coincise nel Paese iberico con il voto per elezioni comunali e regionali. Alle 14 l’affluenza si era attestata al 28,01%, 6,73 punti in meno della scorsa tornata elettorale.
Europee: riunione da Macron all’Eliseo dalle 19.15
Riunione questa sera all’Eliseo per l’annuncio dei risultati delle elezioni europee. Secondo la tv Bfm, il presidente Emmanuel Macron seguirà la situazione dalle 19.15 al fianco del primo ministro, Gabriel Attal, e del ministro dell’Interno, Gérald Darmanin. Gli ultimi sondaggi prima del silenzio elettorale di ieri confermano un distacco incolmabile tra i probabili vincitori, il Rassemblement National di Jordan Bardella, delfino di Marine Le Pen (33%) e i macroniani di Renaissance, guidati da Valérie Hayer (14,50%).
Leader Verdi tedeschi: «Non c’è ragione di essere contenti»
“Non c’è ragione di essere contenti stasera”. Lo ha detto il responsabile federale dei Verdi Omid Nouripur, commentando il risultato dei Verdi tedeschi alle europee, che hanno preso stando agli exit poll solo il 12% rispetto al 20.5% del 2019. “Non abbiamo corso questa campagna elettorale con questo obiettivo e insieme lo elaboreremo”, ha aggiunto la copresidente Ricarda Lang.
Europee, Europe Elects su 8 Stati: al Ppe 186 seggi, S&d 136 e Renew 89
Nuova proiezione sull’assegnazione dei seggi dell’aggregatore di sondaggi Europe Elects relativa a 8 Stati: Ppe: 186 (+8), S&D: 136 (-4), liberali di Renew: 89 (-13), conservatori ECR: 73 (+5), sovranisti ID: 67 (+8), Verdi/ALE: 55 (-17), Sinistra: 34 (-3) e Non-Iscritti: 80 (+31).
Germania, leader Afd canta vittoria: «Risultato record»
“Il gioco è finito e abbiamo un super risultato, un risultato da record. Abbiamo quasi un 50% di nuovi elettori in Europa”. Lo ha detto Tino Chrupalla, il leader dell’ultradestra tedesca di Afd, in Germania, commentando i primi exit poll, che danno il sorpasso di Afd con il 16,5% sui socialdemocratici al 14. “Siamo avanti al partito del cancelliere, avanti ai Verdi e ai liberali di Fdp. E vogliamo vincere anche le prossime elezioni in Germania”, ha aggiunto.
Germania, segretario generale dell’Spd: «Dura sconfitta»
Il segretario generale della Spd, Kevin Kuehnert, ha parlato di “dura sconfitta” per il partito partito socialdemocratico tedesco che comunque è intenzionato a “rialzarsi”. “Siamo ovviamente grati agli elettori che ci hanno dato fiducia. Tuttavia, non cercheremo di trovare piccoli successi che forse nemmeno esistono, ma per noi oggi è una dura sconfitta”, ha detto Kuhnert al primo canale pubblico tedesco. “Dovremo affrontare la questione di dove non siamo stati efficaci nella mobilitazione. Abbiamo affrontato temi che, secondo i vostri sondaggi elettorali di oggi, hanno preoccupato molte persone: pace e giustizia sociale, eppure i numeri, come avete mostrato, sono questi. Ciò significa che dobbiamo cercare i nostri errori”, ha aggiunto. “Tuttavia, non ci deprimeremo, ma la promessa è che torneremo, ci rialzeremo. Affronteremo questa caduta a testa alta”.
Proiezione seggi Germania: 29 popolari, 17 Afd, 14 Spd e 5 Bsw
Prima proiezione dei seggi per la Germania secondo gli exit poll di Infratest dimap: Cdu-Epp: 23 + 6 della Csu, Afd: 17, Spd-S&D: 14, Verdi: 12, Bündnis Sahra Wagenknecht: 5, Fdp-Re: 5, Linke-Left: 3, Volt-G/Efa: 3, Fw-Re: 3.
A Cipro centrodestra in testa, la sorpresa è lo youtuber Fidias
Il centrodestra è in vantaggio a Cipro alle Europee secondo quanto indicato dai primi exit poll. I cristiano democratici di Disy (Ppe) sono primi, in una forchetta che va tra il 25,5 e il 28,5%, seguiti dai marxisti-leninisti di Akel (The Left), tra il 23 e il 26%. Al terzo posto la vera sorpresa delle elezioni nell’isola del Mediterraneo: tra il 12 e il 15% si è piazzato Fidias Panagiotou, youtuber famosissimo a Cipro che si è presentato senza alcuna lista alle urne, da candidato totalmente indipendente. I partiti Diko e Edek - entrambi nel gruppo S&D all’Eurocamera - sono fermi invece al quarto e al quinto posto: il primo viaggia tra il 7,5% e il 10,5%, il secondo tra il 3,5 e il 5%. A seguire gli ultra-europeisti di Volt, che secondo gli exit poll sono tra il 3 e il 4,5%. Fanalino di coda è Allineamento Democratico (Dipa), che al Pe siede tra i liberali e che non andrebbe oltre il 3,5%. Cipro ha diritto a sei seggi all’Eurocamera.
La coalizione di Scholz crolla, l’estrema destra guadagna
Tutti e tre i partiti della coalizione guidata dal cancelliere tedesco Olaf Scholz hanno perso terreno alle elezioni parlamentari europee di domenica, mentre l’estrema destra Alternativa per la Germania ha ottenuto solidi guadagni, secondo un exit poll pubblicato dall’emittente pubblica Ard.
Tra i partner della coalizione, i Verdi sono quelli che sono crollati di più, come previsto, scendendo al 12% dal 20,5% del 2019, infliggendo loro un duro colpo in vista delle elezioni nazionali del prossimo anno. I socialdemocratici di Scholz sono scesi dal 15,8% al 14%, mentre i liberi democratici pro-business sono scesi dal 5,4% al 5%.
Come previsto, i conservatori sono arrivati al primo posto con il 29,5% rispetto al 28,9% del 2019, mentre l’Afd è al secondo posto con il 16,5%, rispetto all’11%.
Exit poll in Grecia: i conservatori in testa, segue Syriza
Urne chiuse in Grecia: gli exit poll danno in testa i conservatori di Nea Dimokratia (membro del Partito popolare europeo) tra il 28 e il 32%. Segue Syriza (del gruppo della Sinistra al parlamento europeo) tra il 15,2 e il 18,2%.
Stando agli exit poll alla chiusura delle urne in Grecia, il partito socialista del Pasok sarebbe al terzo posto, tra il 13,9 e il 10,9. Seguono i comunisti del Kke (tra il 10,3 e il 7,9) e il partito di estrema destra Ellinikì lisi (Soluzione greca) dato tra il 10 e il 7,6%.
“Il primo dato è che l’aumento dell’astensione dovrebbe preoccupare”, hanno commentato fonti governative a Kathimerini dopo l’annuncio degli exit poll alla chiusura delle urne in Grecia. Stando agli ultimi dati disponibili, alle 17.30 locali, un’ora e mezza prima della chiusura delle urne, l’affluenza ha raggiunto il 32,9%. Le fonti governative parlano di “una vittoria importante, la più grande per portata nella storia delle elezioni europee per Nea Dimokratia; ci si aspetta di più dalla valutazione finale dei risultati elettorali”, riportano le fonti.
Cdu-Csu prima in Germania, l’Afd seconda sorpassa l’Spd
Cdu-Csu prima in Germania, l’Afd seconda sorpassa l’Spd secondo i primi exit poll alla chiusura dei seggi. La Cdu è in vantaggio con il 29,5% (era al 28,9% nel 2019). Seguono l’ultradestra di Afd con il 16,5 (11%), l’Spd con il 14 (15,8), i Verdi con il 12% (20,5%), Fdp con il 5% (5,4), BWS (il nuovo movimento di Sara Wagneknecht) con il 5,5%, e la Linke con il 2,8. È quanto emerge dai exit poll pubblicati dalla emittente pubblica Ard
Prime stime del parlamento europeo per 6 Paesi intorno a 18,15
Il parlamento europeo diffonderà le prime stime dei risultati delle elezioni, relative a sei Paesi membri, intorno alle 18.15. Si tratta di Austria, Cipro, Germania, Grecia, Malta e Olanda. Le stime sono elaborate da Verian in base a exit poll, stime o altri dati non ufficiali pubblicati nei Paesi interessati. Per le prime proiezioni sulla base di dati reali bisognerà attendere la chiusura delle urne in Italia, alle 23.
Il gruppo Id non commenterà le proiezioni all’Eurocamera
Il gruppo Identità e Democrazia non sarà sul palco dell’emiciclo dell’Eurocamera per commentare le prime proiezioni sulle Europee. Nella lista comunicata dal portavoce del Parlamento Ue Jaume Dauch alla platea dei giornalisti sono stati citati infatti i rappresentanti di tutti i gruppi del Parlamento europeo ad eccezione del gruppo nel quale siedono i lepenisti e la Lega. I rappresentanti dei gruppi parleranno a partire dalle 21.30. Subito dopo nell’emiciclo dell’Eurocamera arriveranno gli Spitzenkandidat, i candidati indicati da un partito come prima scelta agli elettori nel caso di vittoria alle elezioni europee.
In Croazia affluenza solo al 15,5% alle 16,30
È la bassa affluenza che sta contrassegnando le elezioni europee in Croazia, dove fino alle 16.30 aveva votato appena il 15,5% degli aventi diritto, quasi il 6% in meno rispetto a cinque anni fa. Lo mostrano i dati della Commissione elettorale resi noti poco fa. A contribuire alla bassa affluenza è anche una certa stanchezza elettorale, dato che il Paese è appena uscito dall’intensa tornata del voto legislativo, tenutosi il 17 aprile scorso e che ha fatto registrare la vittoria dei conservatori di Andrej Plenković. Anche cinque anni fa la Croazia era stata tra i Paesi dell’Ue con il tasso di partecipazione tra i più bassi, risultato del 29,8%. Oggi i seggi chiuderanno alle 19 quando saranno diffusi i primi exit poll.
Europe Elects: cresce il Ppe, poi S&D e terzi i liberali
Secondo la prima proiezione delle elezioni europee di Europe Elects, aggregatore indipendente di sondaggi e dati, con i primi risultati post elettorali da sei Paesi il centrodestra del Ppe si proietta a 184 seggi (+6), il centrosinistra di S&D va a 136 (-4), i liberali di Renew vanno a 88 (-14). I conservatori di Ecr hanno 73 seggi (+5). La destra di Id 67 (+8), Verdi/Ale 56 (-16), Sinistra va a 36 (-1). Con 80 seggi (+31) i non iscritti diventerebbero il quarto gruppo.
A Fiumicino tutte le schede del voto degli italiani all’estero
Funzionari della Farnesina, provenienti dalle sedi diplomatiche-consolari nell’Unione europea, hanno accompagnato le schede elettorali giunte all’aeroporto di Fiumicino in vista delle operazioni di spoglio. Lo rende noto la Farnesina con un post pubblicato su X accompagnato da un breve video in cui vengono mostrate le immagini dell’arrivo. “Ventotto voli provenienti da tutti i paesi europei - spiega in un video Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie - stanno arrivando qui a Fiumicino da 43 fra ambasciate e consolati in tutta l’Unione europea”.
Exit poll Austria: il partito di estrema destra in testa
Secondo gli exit poll in Austria il partito di estrema destra Fpo avrebbe vinto le elezioni europee con il 27% dei voti. E’ quanto rileva il quotidiano austriaco ’Kronen Zeitung’ dopo che le urne sono state chiuse in Austria alle 17. Il Partito della Libertà austriaco, secondo gli exit poll, otterrebbe quindi il 27% (17,2% nel 2019) davanti all’Ovp, il Partito Popolare austriaco di orientamento democristiano e conservatore, che si attesterebbe al 23,5% (34,6% nel 2019). In terza posizione si classificherebbe Spo, il partito socialdemocratico austriaco, con il 23% (23,9% nel 2019). Seguono Grune, il partito dei verdi, con il 10,5% (14,1% nel 2019) e il partito liberale Neos con il 10,5% (8,4% nel 2019). I risultati ufficiali saranno diffusi alle 23.
In Francia affluenza al 45,3% alle 17, +2 punti su 2019
Cresce l’affluenza alle urne in Francia in occasione delle elezioni Europee. Alle 17 l’affluenza è al 45,26%, in crescita di circa 2 punti rispetto al 43,29% del 2019 (sempre alle 17). Nel 2014 l’affluenza era del 35,07%. Lo rende noto il ministero dell’Interno francese in un comunicato.
In Lettonia testa a testa tra Ppe e Conservatori/riformisti
Dei nove seggi assegnati alla Lettonia al parlamento europeo tre dovrebbero essere occupati dal Partito popolare europeo (Ppe), altri tre dal gruppo dei Conservatori e Riformisti (Ecr), uno dai Socialisti&Democratici (S&D), uno da Renew Europe e uno, per la prima volta, dai Verdi. Lo dicono i risultati parziali non ufficiali pubblicati dall’agenzia di stampa lettone Leta. Rispetto alle elezioni del 2019, dunque, Ppe e Ecr avrebbero acquisito un seggio a testa, mentre S&D ne avrebbe perso uno.
Media: partito Orban maggiore inserzionista Google della Ue
Il partito Fidesz del primo ministro ungherese Viktor Orban è il più grande inserzionista di Google nell’Ue e ha promosso narrazioni di disinformazione anti-occidentali nel periodo precedente alle elezioni europee. Lo ha riferito il media ucraino European Pravda, citando un rapporto del centro analitico indipendente Political Capital, secondo cui, Fidesz e i suoi politici hanno speso 2 milioni di euro tra il 31 dicembre 2023 e il 1° giugno 2024. Al contrario, tutti i 14 partiti di opposizione ungheresi hanno speso in tutto 764.558 euro. Il rapporto rileva che la campagna di Fidesz diffonde disinformazione anti-occidentale e pro-Cremlino. In particolare, la pubblicità di Fidesz diffondeva una narrativa ostile contro il leader dell’opposizione Peter Magyar, del partito Tisza. Nel periodo precedente alle elezioni, una delle narrazioni più importanti affermava che “i politici europei favorevoli alla guerra e i loro servitori ungheresi vogliono iniziare la terza guerra mondiale”.
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Ungheria verso un’affluenza record, alle 15 era al 42%
L’affluenza alle Europee in Ungheria alle 15 è stata del 42,04%, oltre dieci punti percentuali in più rispetto a cinque anni fa, quando si era registrata un’affluenza del 30,5%. Il dato è diffuso dalla Commissione elettorale nazionale. Complessivamente, nel 2019 la partecipazione al voto è stata del 43,58%, la più alta registrata nel Paese dalla sua adesione all’Ue nel 2004. In Ungheria si tengono anche le amministrative.
In Germania affluenza al 32,4% contro il 29,4% del 2019
Viene stimata in un 32,4% l’affluenza alle elezioni europee in Germania alle ore 14, quattro ore prima della chiusura dei seggi fissata per le 18. Lo annuncia il sito della Bundeswahlleiterin, la direttrice federale delle elezioni tedesche, aggiungendo che le votazioni per corrispondenza non sono incluse in questo dato. Alle elezioni europee del 2019 alle 14 la partecipazione era stata del 29,4%, tre punti percentuali in meno. L’affluenza complessiva alle urne fu del 61,4%.
Eurocamera, primi exit poll alle 18,15
E’ tutto pronto per la notte elettorale al parlamento europeo di Bruxelles. I risultati provvisori delle elezioni potranno essere pubblicati solo dopo le 23, quando si saranno chiuse le votazioni in Italia.
Il programma prevede una prima serie di stime nazionali disponibili intorno alle 18.15; una prima proiezione dei seggi del nuovo parlamento, prevista intorno alle 20.15-20.30, basata su stime nazionali e sondaggi.
I primi risultati provvisori di alcuni Stati membri con stime per gli altri, insieme a una seconda proiezione dei seggi del nuovo Parlamento, saranno pubblicati intorno alle 23.15-23.30.Scholz ha votato a Postdam nel primo pomeriggio
Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha votato nel primo pomeriggio a Potsdam. I seggi elettorali in Germania sono aperti fino alle 18.
In Spagna affluenza al 28%, in calo di 6,7 punti
In Spagna l’affluenza registrata fino alle ore 14 per le elezioni europee è stata pari al 28,01%, nel totale non sono conteggiati i voti per posta. Si tratta di un calo della partecipazione di 6,73 punti percentuali rispetto al 2019. Tuttavia va considerato che la precedente tornata elettorale coincise con il voto per elezioni comunali e regionali. Nelle tornate elettorali precedenti, del 2014, del 2009 e del 2004, si era registrata un’affluenza in media del 24%, dunque inferiore a quella attuale, ha precisato in conferenza stampa il segretario di Stato per la Comunicazione Francesc Vallès.
Italia e Grecia con requisito età più alto per i candidati
L’Italia, assieme alla Grecia, è l’unico paese ad avere un’età così alta per potersi candidare: 25 anni. Gli altri paesi prevedono un’età più bassa per l’elettorato passivo: per la maggior parte dei paesi la soglia è di 18 anni, per la Romania 23 mentre per Bulgaria, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Polonia, Estonia, Slovacchia, Irlanda e Cipro l’età per candidarsi è 21 anni.
Chiudono i seggi in Belgio, Lussemburgo e a Malta
Chiudono i seggi di Belgio, Lussemburgo e Malta. Alle 14 hanno iniziato a chiudere i seggi dei tre Paesi che hanno già avviato le operazioni di scrutinio. Belgio, Lussemburgo e Malta si aggiungono a Repubblica Ceca, Irlanda, Lettonia, Olanda e Slovacchia che hanno già completato le procedure di voto tra giovedì e ieri.
Macron ha votato, in Francia partecipazione in aumento
Il presidente francese Emmanuel Macron ha votato questo pomeriggio alle elezioni europee al seggio elettorale di Le Touquet, poco dopo che i primi dati provvisori sulla partecipazione indicavano un leggero aumento rispetto al 2019. Il 19,81% registrato alle 12 è leggermente superiore al 19,2 del 2019, ma si distingue di più rispetto al risultato provvisorio del 2014 in questo periodo, quando aveva già votato il 15,7%. I sondaggi delle ultime settimane stimavano che l’estrema destra Jordan Bardella avrebbe ottenuto circa il 33% dei voti, il doppio del punteggio previsto per il principale candidato di Macron, Valérie Hayer, pari a circa il 16%.
Primi dati Viminale, affluenza intorno al 23,7% alle 12
Fino alle ore 12 di oggi per le elezione Europee hanno votato il 23,7% degli aventi diritto. È quanto emerge dai primi dati del Viminale e relativi a circa la metà delle sezioni (30.500 su 61.650).
Affluenza in ogni regione alle 23 di sabato
Queste le percentuali dell’affluenza registrate alle 23 di ieri nelle regioni al voto per le elezioni europee .
Italia nord occidentale 16,79%; Liguria 16,23 Lombardia 16,43 Piemonte 17,96 Valle D’Aosta 11,33.
Italia nord orientale 15,58%; Emilia Romagna 18,35 Friuli Venezia Giulia 13,70 Trentino Alto Adige. 10,81 Veneto 14,71
Italia centrale 15,77%; Lazio 13,60 Marche 15,69 Toscana 18,77 Umbria 17,86
Italia meridionale 12,53%; Abruzzo 12,71 Basilicata 12,32 Calabria 11,60 Campania 11,71 Molise 14,59 Puglia 13,98
Italia insulare 10,57%; Sardegna 10,00 Sicilia 10,76.
Primi dati Viminale, affluenza alle 23 è del 14%
Per le elezioni europee, alle ore 23 ha votato il 14,07% degli aventi diritto. È quanto emerge dai primi dati del Viminale pubblicati sul portale ’Eligendo’ e relativi a circa la metà delle sezioni (35.700 su 61.650). L’ultima volta che si è votato per le europee su due giorni è stato nel 2009: in quell’occasione l’affluenza alle 22 fu del 17,8%, quasi tre punti percentuale in meno (20,5%) della precedente tornata elettorale, nel 2004, quando si votò sempre su due giornate.







