L’addio di Cingolani: «Nato difficile da smantellare, ma l’Europa si rafforzi»
di Celestina Dominelli
di Roberta Capozucca
5' di lettura
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Se tradizionalmente la cultura non rientra tra gli argomenti di punta delle campagne elettorali nostrane, è pur vero che utilizzarla nei dibattiti ha il potere di decretare la lungimiranza politica dei singoli o la bontà dell'azione di un governo. Non importa che non ci sia una reale strategia, basta che si citi il numero dei siti Unesco, l'indice di attrattività dell'Italia all'estero e gli infiniti vantaggi economici offerti dallo sfruttamento delle risorse culturali. Il 25 settembre gli italiani sono chiamati alle urne e, in una campagna elettorale preparata frettolosamente, che giorno dopo giorno rincorre posizioni sulle principali sfide del momento, dalla crisi energetica al cambiamento climatico, quanto conta la cultura?
Di fronte a elenchi di desiderata che il più delle volte non approfondiscono modalità e strategie, ArtLab la piattaforma dedicata all'innovazione delle politiche e delle pratiche culturali, che raccoglie moltissimi professionisti italiani rappresentati da oltre 40 tra agenzie, istituti culturali, fondazioni, imprese e università, ha elaborato per la prima volta dalla sua fondazione una visione politica comune e di lungo periodo. A partire dalla convinzione che la cultura sia un'infrastruttura trasversale e necessaria alle sfide del Paese, il documento “Cultura è futuro” che raccoglie le 22 proposte d'intervento per la prossima legislatura, sottolinea la necessità di un approccio sistemico e unitario che tenga conto degli impatti culturali, sociali ed economici generati dall'ecosistema culturale e creativo. In questo senso, le proposte di intervento si concentrano su cinque aree tematiche prioritarie: interventi normativi, investimenti e misure, lavoro, riequilibrio territoriale e creatività contemporanea.
Sulle richieste d'intervento promesse dalla rete si confronteranno, in live streaming sul sito e canali di ArtLab, il 13 settembre dalle 17.00 alle 18.15, gli esponenti delle forze politiche e coalizioni candidate: Chiara Appendino, Movimento 5 Stelle; Valentina Aprea, Forza Italia; Lucia Borgonzoni, Lega; Ilaria Cavo, Noi Moderati; Nicola Fratoianni, Sinistra / Verdi; Valentina Grippo, Terzo Polo; Riccardo Magi, Più Europa; Federico Mollicone, Fratelli d'Italia; Roberto Rampi, Partito Democratico. A nome di tutte le organizzazioni promotrici, conduce l'incontro Ugo Bacchella e presentano il documento Vincenzo Bellini e Rosa Maiello.
Di seguito, abbiamo raccolto le posizioni sulla cultura dei diversi programmi elettorali delle principali coalizioni politiche che il 25 settembre si presenteranno alle urne.
La coalizione di centrodestra, che vede insieme Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega e Noi Moderati, ha presentato un Accordo quadro di programma dal titolo “Cultura e bellezza, il nostro Rinascimento”. Diciassette punti piuttosto ampi che passano dalla promozione della cultura italiana attraverso l'ampliamento dell'accessibilità digitale e turistica, anche con nuove candidature Unesco, alla tutela delle dimore storiche, al rilancio dell'ecosistema artistico italiano attraverso l'organizzazione di festival all'estero, alla riqualificazione di periferie e borghi attraverso la street art e alla valorizzazione del Giubileo 2025 e di Roma Capitale della Cristianità. Tema centrale per la destra, non solo in ambito culturale, è la necessità di ridurre l'eccesso di burocrazia che limita l'utilizzo di spazi e l'accesso ai fondi. In questo senso, le proposte riguardano principalmente l'estensione dell'Art Bonus al settore privato (Istituti culturali, Fondazioni e imprese), ampliandone lo spazio di credito fiscale oltre l'attuale 65%, l'introduzione della detrazione fiscale dei consumi culturali individuali e l'abbassamento dell'Iva al 4% sui prodotti legati alla cultura. Tra i punti programmatici citati, si legge inoltre la volontà di riformare il Fondo unico per lo spettacolo (Fus), ridefinendone i criteri di accesso, con l'obiettivo di permettere il ricambio dei beneficiari.