Secondo il rapporto Greenitaly che Symbola ha presentato a metà ottobre, «in Italia, la produzione di auto elettriche e ibride, che nel 2019 rappresentava solo lo 0,1%, nel 2020 è salita al 17,2%, mentre nel primo trimestre 2021 è arrivata al 39,5%».
Intanto si pensa all’elettrificazione dei porti. Più facile elettrificare in modo standardizzato le marine turistiche, dove i motori elettrici sono ideali per i battelli di servizio portuale (l’ormeggio) o per la manovra delle barche a vela, ma i porti industriali e commerciali faticano a trovare potenze e standard comuni per tutte le tipologie di navi.
La Rolls Royce ha appena provato con successo soluzioni elettriche per le turbine d’aereo, ma il peso e l’efficienza delle batterie sono un limite all’adozione del motore elettrico nel volo a medio e lungo raggio; quindi si punta a sostituire i carburanti, non la tipologia di motori.
E poi i treni, spesso ancora a gasolio. L’elettrificazione delle linee ferroviarie è un processo contraddittorio perché la “catenaria”, cioè la sequenza di pali con la linea elettrica di alimentazione, è un investimento importante e ha un impatto ambientale: indispensabile sulle linee ferroviarie a forte intensità d’uso, può essere un costo insostenibile per le linee poco frequentate. E in qualche caso ci sono marce indietro, come il colosso inglese del trasporto merci ferroviario Freighliner che, visti i rincari mostruosi dell’elettricità in Inghilterra, ha fermato gli elettrotreni e ha ricominciato a usare motrici diesel.
Quanta energia serve per la domanda futura
Per questo motivo c’è anche chi frena e chi mette mille cautele al processo di elettrificazione. «Tutta l’attenzione a livello europeo è posta nell’aumentare i consumi elettrici, trascurando il vero problema: produrre in modo economicamente sostenibile energia rinnovabile e decarbonizzata», osservava Claudio Spinaci, presidente dell’Unem, l’associazione delle compagnie petrolifere. «I maggiori sforzi andrebbero quindi rivolti alla ricerca e sviluppo di nuovi processi». Spinaci allude ai combustibili di nuova generazione che consentano di usare i vecchi dispositivi (i motori a cilindri e pistoni, per esempio) apportando un beneficio ambientale immediato.