Elettrificare l’economia può far risparmiare 250 miliardi all’anno
Schneider Electric evidenzia i vantaggi soprattutto per l’Europa dell’energia pulita e si propone come abilitatore della transizione ecologica
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I punti chiave
- Il Gruppo
- Economia circolare
- Il ruolo del software
- In Italia
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L’Europa potrebbe risparmiare 250 miliardi di euro all’anno fino al 2040 accelerando l’elettrificazione. Questa, unita al successo delle rinnovabili, potrebbe infatti contribuire a ridurre di due terzi entro il 2040 i consumi di combustibili fossili (largamente importati nella Ue) comportando il risparmio così stimato. Con altri effetti benefici come ridurre l’impatto climatico, abbassare i costi dell’energia e abbattere la dipendenza da fonti di approvvigionamento estere. Ma il tasso di elettrificazione industriale è fermo al 21%; eppure l’obiettivo dichiarato è portarlo al 35% entro il 2030. Bisogna quindi moltiplicare sforzi e investimenti per cogliere i benefici offerti dalla più efficiente delle fonti di energia.
Sono queste le principali risultanze di uno studio del Sustainability research institute di Schneider Electric, presentato proprio dal gruppo leader nella trasformazione digitale della gestione dell’energia e dell’automazione, in occasione del suo Innovation summit di Copenaghen. Quasi cinquemila persone da tutto il mondo – analisti, manager, operatori e rappresentanti istituzionali - hanno partecipato all’evento, che ha fatto il punto sulle innovazioni per abilitare la doppia transizione ecologica e digitale nelle imprese.
Di certo, avverte lo studio, chi vuole recuperare competitività in modo sostenibile dovrebbe accelerare l’elettrificazione, agire per ridurre la differenza di costo tra elettricità e gas naturale (abbandonando i sussidi alle fonti fossili), aumentare i finanziamenti e gli incentivi mirati (specialmente alle Pmi) e indirizzare i ricavi ottenuti dai programmi di trading di emissioni e i fondi per l’innovazione verso progetti di elettrificazione.
Il Gruppo
In questo scenario, Schneider Electric, con la sua ampia base clienti (un milione di partner in oltre cento Paesi) e la sua qualificata forza lavoro (160mila dipendenti) promuove efficienza e sostenibilità tramite l’elettrificazione, l’automazione e la digitalizzazione delle industrie, delle aziende e delle abitazioni residenziali. «Inventiamo la tecnologia che rende possibile la transizione energetica - ha spiegato a Copenaghen il Ceo di Schneider Electric, Olivier Blum -. Il nostro impegno si basa su quasi due secoli di innovazione e di impatto».
«Siamo preoccupati per il cambiamento climatico – ha aggiunto il Ceo del gruppo fondato in Francia nel 1836 dai fratelli Schneider -. E sinceramente impegnati ad aiutare i nostri clienti a ridurre gli sprechi, ottimizzare le risorse e usare energia pulita». Blum ha enfatizzato l’urgenza di agire adesso per rendere più resiliente e green l’ecosistema globale. Ha rilevato che il fabbisogno energetico mondiale crescerà del 60% nei prossimi 15 anni, intensificando la pressione sulle infrastrutture e che le energie rinnovabili triplicheranno la loro quota entro il 2030, richiedendo reti e impianti più intelligenti e resilienti. «Le sfide che ci attendono sono più grandi di quanto possa affrontare qualsiasi azienda o settore - ha affermato -. Solo con la collaborazione possiamo aprirci tutto il campo delle possibilità a disposizione».




