Sviluppo sostenibile

Elettrificare l’economia può far risparmiare 250 miliardi all’anno

Schneider Electric evidenzia i vantaggi soprattutto per l’Europa dell’energia pulita e si propone come abilitatore della transizione ecologica

di Laura La Posta

Il Ceo d Schneider Electric Olivier Blum

4' di lettura

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I punti chiave

  • Il Gruppo
  • Economia circolare
  • Il ruolo del software
  • In Italia

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L’Europa potrebbe risparmiare 250 miliardi di euro all’anno fino al 2040 accelerando l’elettrificazione. Questa, unita al successo delle rinnovabili, potrebbe infatti contribuire a ridurre di due terzi entro il 2040 i consumi di combustibili fossili (largamente importati nella Ue) comportando il risparmio così stimato. Con altri effetti benefici come ridurre l’impatto climatico, abbassare i costi dell’energia e abbattere la dipendenza da fonti di approvvigionamento estere. Ma il tasso di elettrificazione industriale è fermo al 21%; eppure l’obiettivo dichiarato è portarlo al 35% entro il 2030. Bisogna quindi moltiplicare sforzi e investimenti per cogliere i benefici offerti dalla più efficiente delle fonti di energia.

Sono queste le principali risultanze di uno studio del Sustainability research institute di Schneider Electric, presentato proprio dal gruppo leader nella trasformazione digitale della gestione dell’energia e dell’automazione, in occasione del suo Innovation summit di Copenaghen. Quasi cinquemila persone da tutto il mondo – analisti, manager, operatori e rappresentanti istituzionali - hanno partecipato all’evento, che ha fatto il punto sulle innovazioni per abilitare la doppia transizione ecologica e digitale nelle imprese.

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Di certo, avverte lo studio, chi vuole recuperare competitività in modo sostenibile dovrebbe accelerare l’elettrificazione, agire per ridurre la differenza di costo tra elettricità e gas naturale (abbandonando i sussidi alle fonti fossili), aumentare i finanziamenti e gli incentivi mirati (specialmente alle Pmi) e indirizzare i ricavi ottenuti dai programmi di trading di emissioni e i fondi per l’innovazione verso progetti di elettrificazione.

Il Gruppo

In questo scenario, Schneider Electric, con la sua ampia base clienti (un milione di partner in oltre cento Paesi) e la sua qualificata forza lavoro (160mila dipendenti) promuove efficienza e sostenibilità tramite l’elettrificazione, l’automazione e la digitalizzazione delle industrie, delle aziende e delle abitazioni residenziali. «Inventiamo la tecnologia che rende possibile la transizione energetica - ha spiegato a Copenaghen il Ceo di Schneider Electric, Olivier Blum -. Il nostro impegno si basa su quasi due secoli di innovazione e di impatto».

«Siamo preoccupati per il cambiamento climatico – ha aggiunto il Ceo del gruppo fondato in Francia nel 1836 dai fratelli Schneider -. E sinceramente impegnati ad aiutare i nostri clienti a ridurre gli sprechi, ottimizzare le risorse e usare energia pulita». Blum ha enfatizzato l’urgenza di agire adesso per rendere più resiliente e green l’ecosistema globale. Ha rilevato che il fabbisogno energetico mondiale crescerà del 60% nei prossimi 15 anni, intensificando la pressione sulle infrastrutture e che le energie rinnovabili triplicheranno la loro quota entro il 2030, richiedendo reti e impianti più intelligenti e resilienti. «Le sfide che ci attendono sono più grandi di quanto possa affrontare qualsiasi azienda o settore - ha affermato -. Solo con la collaborazione possiamo aprirci tutto il campo delle possibilità a disposizione».

Come si realizza nel concreto questa strategia? «Le nostre tecnologie, sviluppate in 150 siti produttivi in tutto il mondo, permettono a edifici, data center, impianti industriali e reti energetiche di operare come ecosistemi aperti e interconnessi, con prestazioni migliori e più sostenibili – ha dichiarato Gwenaelle Avice Houet, Executive vice president industrial automation di Schneider Electric (con un passato da Chief strategy and sustainability officer) –. La nostra strategia integra componenti intelligenti di automazione, robotica e controllo con architetture incentrate sul software, sistemi basati sull’ intelligenza artificiale, servizi digitali e consulenza avanzata. Ci proponiamo quindi come abilitatori della transizione energetica e digitale, dell’automazione avanzata per il manifatturiero e dell’economia circolare».

Economia circolare

Schneider Electric, infatti, lavora anche sulla frontiera della circolarità. «L’industria, e tutta l’economia in generale, dovrebbe imparare a usare meglio, più a lungo e a riutilizzare di più (attraverso manutenzione e riparazione) i prodotti - ha spiegato la manager -. Bisogna partire dall’ecodesign: disegnare beni facilmente smontabili in ottica di riciclo e di riparazione, usare materie prime meno impattanti e lavorare per estendere la vita dei beni. Abbiamo aiutato diversi clienti su questo fronte, come il colosso Glencore (per il riciclo del rame) e la società GR3N che ha scelto i nostri sistemi di open automation per i suoi impianti di riciclo della plastica con alta resa finale».

Il ruolo del software

In questo scenario, quindi, il software riveste un ruolo sempre più importante nel processo di innovazione continua delle imprese. Ed è quindi centrale nell’universo Schneider Electric il ruolo di Aveva, leader globale nel software industriale (la cui acquisizione è stata completata nel 2023). Caspar Herzberg, ceo di Aveva, è intervenuto all’Innovation summit sottolineando come la digitalizzazione e l’intelligenza industriale rappresentino motori chiave della transizione energetica e dell’innovazione sostenibile. «Schneider Electric e Aveva aiutano le aziende a raggiungere l’eccellenza industriale e ad avanzare nel sustainability journey grazie a tecnologie ed ecosistemi aperti in sistemi eterogenei – ha detto Herzberg -. Uniamo automazione, elettrificazione e digitalizzazione, sbloccando l’intelligenza industriale e la gestione dell’energia per incrementare l’efficienza, la produttività e la sostenibilità». Aveva terrà a Milano, a maggio, la sua conferenza internazionale 2026.

Gwenaelle Avice Houet, Executive vicepresident Industrial automation di Schneider Electric

In Italia

Del resto, l’Italia è centrale nelle strategie di Schneider Electric. Il gruppo, che nel 2024 ha avuto un giro d’affari di ben 38 miliardi di euro è presente in Italia con cinque impianti (uno nel quartier generale di Stezzano, vicino Bergamo), otto sedi commerciali, due hub di innovazione e un centro logistico integrato, nei quali lavorano circa tremila persone. «L’80% dei nostri sistemi venduti in Europa è prodotto in Italia e non mi riferisco solo all’assemblaggio», ha detto a Copenaghen con orgoglio Gwenaelle Avice Houet, che era presente alla re-inaugurazione nel giugno scorso del quartier generale italiano i cui edifici sono stati riqualificati sotto il profilo energetico e digitale, a coronamento del percorso intrapreso per efficientare e decarbonizzare tutti i siti in Italia.

Una sostenibilità portata anche nei cuore dei prodotti chiave di Schneider Electric. «L’impianto di Stezzano si occupa anche della produzione dei nuovi quadri elettrici sostenibili di media tensione SM AirSeT isolati con aria, che evitano l’impiego del gas SF6 (tra i più dannosi tra i gas a effetto serra): questa fascia di prodotti rappresenta un concentrato di innovazioni coperte da 57 brevetti», ha detto con orgoglio ai suoi ospiti a Copenaghen il presidente e amministratore delegato italiano Davide Zardo, indicando le teche contenenti le innovazioni made in Italy nell’enorme area espositiva delle soluzioni Schneider Electric (che all’Innovation summit occupavano due padiglioni del gigantesco Bella center).

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