Studio Terna-Teha Group

Elettricità, sfide complesse per il «regista» del sistema

Ruolo centrale della rete: dagli investimenti del gestore impatti rilevanti in valore della produzione, Pil e occupati

di Celestina Dominelli

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In un contesto geopolitico reso sempre più incerto dai frequenti shock, come il nuovo fronte di conflitto in Medio Oriente, la sicurezza energetica diventa una priorità su cui accelerare ulteriormente e la sua corretta declinazione rende ancor più centrale il ruolo del Tso (il Transmission System Operator o gestore della rete di trasmissione) come Terna. Questi ultimi sono così chiamati a sostenere sfide sempre più complesse per assicurare un adeguato sviluppo del sistema elettrico che, insieme all’integrazione di fonti rinnovabili e accumuli, è da considerarsi una leva fondamentale non solo per la sicurezza energetica, ma anche la competitività del Paese. È questo il messaggio chiarissimo che emerge dallo studio “Sicurezza e indipendenza energetica: la rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia”, promosso da Teha Group e dal gruppo guidato da Giuseppina Di Foggia, presentato ieri a Roma.

Il record delle rinnovabili nel 2025 in Europa

L’analisi prende le mosse da una puntuale fotografia dell’evoluzione delle fonti rinnovabili e dal record centrato dall’Unione Europea dove, nel 2025, la quota di generazione elettrica da solare ed eolico (30%), ha superato, per la prima volta, quella da fonti fossili (29%). Un’asticella che, secondo lo studio, risulta ancora più elevata se si includono anche le altre fonti. E un trend analogo si osserva anche in Italia dove, negli ultimi 20 anni, la quota di generazione rinnovabile è quasi triplicata, mentre la produzione termoelettrica si è ridotta di oltre il 40 per cento. Con riverberi positivi anche sulla sicurezza energetica: grazie alla crescita delle rinnovabili, la dipendenza energetica del sistema - che rimane, evidenzia lo studio, ancora significativamente esposto alla volatilità di prezzo del gas -, si è ridotta, infatti, di circa 9 punti percentuali tra il 2010 e il 2024.

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Il ruolo del Tso italiano

L’apporto crescente delle rinnovabili si conferma, dunque, cruciale, ma comporta per il sistema elettrico nuove sfide e complessità di esercizio in termini sia di regolazione di frequenza che di tensione, alle quali occorre far fronte con investimenti adeguati in risorse umane, competenze, asset e tecnologia. E qui lo studio accende un faro sul ruolo del Tso italiano e, soprattutto, sulle mosse adottate dal gruppo guidato da Giuseppina Di Foggia per permettere una sempre maggiore integrazione delle rinnovabili, accompagnando questa progressione con la pianificazione e la realizzazione in parallelo di sistemi di accumulo e tenendo la barra continuamente puntata sulla sicurezza e sull’adeguatezza del sistema elettrico.

Il piano di sviluppo di Terna

Un’azione ad ampio spettro, quindi, che Terna porta avanti sostenuta da un piano di sviluppo decennale nel quale sono previsti per 23 miliardi di euro di investimenti entro il 2034, con un incremento della capacità di scambio di 23 gigawatt (dagli attuali 16 a 39 GW) e il potenziamento delle interconnessioni con l’estero. Un tassello, quest’ultimo, la cui importanza è emersa in eventi critici. Basti pensare, suggerisce lo studio, al guasto alla sottostazione in Croazia nel gennaio 2021 e al fermo dell’impianto nucleare di Krško hanno messo sotto pressione la rete regionale. Analogamente, nel black out dei Balcani occidentali del giugno 2024, il coordinamento del Tso italiano con gli omologhi europei ha contribuito ad evitare propagazioni più estese e a garantire una rapida ripresa del servizio. Più snodi, dunque, ma che lanciano lo stesso messaggio: vale a dire il valore di un’infrastruttura integrata e di una gestione coordinata a livello europeo per preservare la stabilità del sistema.

Il costo della trasmissione elettrica in Italia

La traiettoria, quindi, appare chiara ma l’analisi di Teha Group la esamina anche sotto un’altra prospettiva, misurando l’efficienza del sistema elettrico italiano rispetto ai principali peer europei. E il confronto mette in evidenza che la rete gestita da Terna si distingue per livelli elevati di efficienza, qualità del servizio e sicurezza. Nel 2024 (ultimo dato disponibile), il costo italiano è stato, infatti, tra i più bassi in Europa: 11,2 euro per megawattora (MWh), inferiore del 7% a quello della Francia (12,1 euro/MWh), del 25% a quello spagnolo (15 euro/MWh) e del 74% a quello tedesco (42,4 euro/MWh). Non solo. Il sistema italiano, chiarisce ancora l’analisi presentata ieri, ha dimostrato inoltre di spendere meglio in prospettiva: per ogni gigawatt (GW) di Fer installato addizionale, Terna abilita la transizione energetica con investimenti più efficienti. In particolare, il costo unitario per integrare 1 gigawatt di rinnovabili è pari a 0,38 miliardi di euro in Italia, contro una media di 0,85 miliardi di euro in Germania (0,75 miliardi), Francia (0,91 miliardi) e Regno Unito (0,92 miliardi).

I ritorni per il sistema Paese

C’è, infine, un ultimo aspetto su cui lo studio si sofferma quantificando gli impatti occupazionali ed economici sul sistema Paese derivanti dal Piano di sviluppo 2025 di Terna, a partire dall’esame del valore della produzione generata dall’impegno del Tso nei settori coinvolti direttamente e indirettamente. L’esito della stima mostra così che gli investimenti al 2034 del gruppo attivano fino a 46 miliardi di produzione domestica, con un impatto sul Pil pari a 21 miliardi di euro. Tradotto: ogni euro investito da Terna genera un impatto pari a 2,98 euro sul valore della produzione e 1,31 euro sul Pil. Inoltre tali investimenti sono in grado di abilitare la creazione di quasi 40mila occupati medi annui - considerando occupazione diretta, indiretta e indotta, necessari a sostenere l’incremento di produzione lungo le filiere -, nonché di aumentare il gettito fiscale di circa 5 miliardi di euro con effetti più che positivi per le casse dello Stato.

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