Lettera al risparmiatore

El.En amplia la base produttiva, l’obiettivo è rilanciare i margini

di Vittorio Carlini

5' di lettura

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Ampliare, rendendola contestualmente più flessibile ed efficiente, la base produttiva. Poi: proseguire nell’innovazione di prodotto. Sono tra le priorità di El.En a sostegno del business.

Il gruppo, a ben vedere, alla fine del settembre scorso (ultimi dati disponibili) è stato contraddistinto da numeri contabili a due velocità. Nei primi nove mesi del 2018 il fatturato è arrivato a 243,437 milioni, in aumento dell’11,5% rispetto allo stesso periodo del 2017. Il Mol e l’utile operativo, invece, hanno rallentato rispettivamente del 9,46% e del 9,72%. Certo: il risultato ante tasse è salito (+4,2%). E però quest’ultimo dato, influenzato dalla gestione finanziaria, non offre il reale polso della redditività legata all’attività strettamente industriale. Quindi si conferma la duplice dinamica.

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La società, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha incontrato i vertici, a fronte del contesto descritto professa comunque ottimismo. Il rallentamento della redditività, viene spiegato, è contingente. Si tratta dapprima, nonostante gli sforzi effettuati a sostegno delle vendite, dell’effetto della crescita inferiore alle attese in Cina. Un andamento, dice El.En, che non avendo consentito il concretizzarsi della giusta leva operativa ha impattato i margini. Inoltre ha influito la dinamica non positiva del prodotto Monna Lisa Touch nel settore medicale. Senza dimenticare poi, afferma sempre l’azienda, l’effetto cambio. Nella prima metà del 2018 il dollaro debole, contabilizzando i costi in euro, ha inciso sulla stessa redditività dei ricavi denominati nel biglietto verde. In un simile contesto ben si comprende il perché della volontà di rilanciare la marginalità. Tanto che, per la fine del 2018, El.En da un lato prevede i ricavi in rialzo oltre il 10%; e, dall’altro, indica come obiettivo raggiungibile il superamento dell’Ebit del 2017.

La base produttiva
Al di là delle indicazioni previsionali di breve quali, però, le strategie più di lungo periodo che contribuiscono anche a rilanciare la redditività? Un focus per l’appunto, oltre l’innovazione di prodotto (vedere domanda a fianco), è l’ampliamento della base produttiva. Riguardo ad essa la società, tra il 2018 e il 2019, ha stanziato complessivamente intorno a 28 milioni. Di questi circa 20 milioni sono stati impiegati nel 2018. Si tratta di Capex addizionali utilizzati per l’allargamento ed efficientamento di diversi siti produttivi della società. Il programma, la cui attuazione prosegue nell’anno in corso, alla fine del 2019 consentirà di avere il doppio di metri quadri disponibili per la produzione rispetto al 2016. Il che, in linea di massima, significa avere duplicato anche la potenziale capacità produttiva. Insomma: un impegno importante che aiuterà la stessa maggiore internazionalizzazione del business.

Il business a Pechino
Già, l’internazionalizzazione. Al 30/9/2018 la divisione per aree geografiche del fatturato era la seguente: l’Italia ha generato il 17,78% dei ricavi; l’Europa il 19,46% mentre l’incidenza del Resto del Mondo è del 62,76%. Proprio in quest’ultima area un ruolo importante è recitato dalla Cina. Nel Paese del Dragone El.En è presente con due jv maggioritarie: Penta-Chutian Laser (a Wuhan) e Penta Laser Equipment (a Wenzhou). Qui, come in altri mercati, uno dei key driver è la nuova tecnologia delle sorgenti laser in fibra. Questa, da un lato, dà maggiore potenza al laser stesso; e, dall’altro, consente un costo finale del prodotto competitivo. L’innovazione, a ben vedere, ha permesso (e permetterà) alle soluzioni tecnologiche di El.En di soddisfare la nuova domanda nel mondo industriale. In particolare, nel business del taglio dei metalli (ad esempio per le costruzioni).

Ma non sono solo le vendite locale su locale. El.En ha impostato la produzione in Cina a sostegno anche dell’export verso i Paesi vicini: da Taiwan alla Malaysia fino all’ India. Si tratta di un’attività piuttosto rilevante: vale, infatti, circa il 10% di quanto realizzato dal gruppo nel Paese.

Sennonché l’economia cinese, anche a seguito della guerra commerciale voluta dagli Stati Uniti, di recente ha rallentato (le stime sul 2018 indicano un rialzo del Pil “solamente” del 6%). Un andamento che, come hanno mostrato le vendite inferiori alle attese nei primi nove mesi del 2018, può incidere sullo sviluppo economico di El.En. Un problema? Il gruppo, pure consapevole della situazione, risponde negativamente. La società sottolinea che, seppure nel breve periodo c’è stato un impatto (per quanto i ricavi siano comunque saliti del 10%), nel medio periodo la dinamica dei consumi interni cinesi contribuiranno a sostenere la crescita aziendale. Non solo. L’ innovazione tecnologica del gruppo, dice l’azienda, consente l’espansione ed ingresso dei suoi prodotti in nicchie di settore che la rendono più resistente alla volatilità del Pil. Infine, aggiunge sempre El.En, la società ha le basi produttive in loco. Di conseguenza non è soggetta direttamente al problema dei dazi commerciali. In conclusione la Cina, per El.En, non è un problema. Anzi la società considera questo mercato fondamentale per la sua futura crescita.

Quella crescita che, al 30/9/2018, ha visto l’Europa al primo posto in termini percentuali. Il Vecchio continente, senza considerare l’Italia, è stato caratterizzato dal rialzo del fatturato del 31,4% rispetto all’anno precedente. La dinamica è stata sostenuta soprattutto dal settore medicale dove, in Paesi quali ad esempio la Germania, le vendite hanno avuto un trend molto positivo. In aumento lo stesso comparto industriale, seppure, a fronte della limitata quota di mercato della società in Europa, la sua rilevanza è contenuta.

Gli Stati Uniti
Dal Vecchio continente agli Stati Uniti. In America, che vale tra il 5 e il 10% del giro d’affari consolidato di gruppo, El.En è soprattutto attiva nel medicale. Nella scorsa “Lettera al risparmiatore” l’azienda aveva indicato di dovere affrontare la scelta strategica di come gestire le vendite in quel mercato. Dalla cessione di Cynosure, infatti, il gruppo non ha una presenza diretta negli Usa. Orbene: la situazione è ancora in evoluzione. El.En ha rafforzato i rapporti commerciali con un distributore: Cartessa. La mossa, tuttavia, non segnala che la multinazionale tascabile italiana abbia definitivamente scelto di appoggiarsi ad un soggetto terzo (di cui eventualmente in futuro acquisire quote azionarie). Sul tavolo, seppure al momento c’è nulla di concreto, resta sempre l’opzione di creare una propria filiale commerciale.

Al di là di ciò, però, rispetto al mondo statunitense il risparmiatore è interessato a conoscere lo sviluppo dell’importante prodotto chiamato Monna Lisa Touch. Cioè: il sistema laser di El.En per il trattamento dell’atrofia vaginale. La Fda, va ricordato, a fine luglio scorso ha pubblicato un documento in cui, tra le altre cose, sottolineava che i trattamenti di “ringiovanimento vaginale” possono essere rischiosi per i pazienti. Il comunicato ha avuto l’effetto di creare incertezza sugli utenti finali e nei medici che utilizzano queste tecnologie. Con il che c’è stato un impatto sulle vendite anche di Monna Lisa Touch.

Rispetto al tema in oggetto El.En, in primis, sottolinea che il controllore Usa ha erroneamente generalizzato tra soluzioni molto diverse tra loro. In realtà Monna Lisa Touch, dice sempre il gruppo, si distingue dalla concorrenza per l’ampia serie di studi clinici e verifiche eseguite da importanti studiosi. Oltre a ciò, ricorda l’azienda, il suo trattamento è stato realizzato su oltre un milione di donne la maggiore parte delle quali si è dichiarata soddisfatta. Il che, afferma El.En, comprova l’efficacia e sicurezza della sua tecnologia. Ciò detto la società ha avviato un programma per il sostegno delle vendite di Monna Lisa Touch che, a fine del 2018, saranno a livello consolidato inferiori a quelle del 2017. La loro ripresa si avrà presumibilmente nella seconda metà del 2019. In particolare nel quarto trimestre potrebbero avvicinarsi al livello del 2016.

IL GRUPPO EL.EN IN NUMERI

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