Centro America

El Salvador introduce l’ergastolo per minorenni: critiche da organizzazioni internazionali

La nuova legge elimina la possibilità di scarcerazione anticipata per reati gravi commessi da minori, suscitando forti preoccupazioni sui diritti umani e la riabilitazione.

FOTO D'ARCHIVIO: Agenti penitenziari in tenuta antisommossa partecipano a un'esercitazione durante una visita al complesso del "Centro di detenzione per terroristi" (CECOT), che secondo il presidente di El Salvador, Nayib Bukele, è stato progettato per ospitare 40.000 detenuti, a Tecoluca, El Salvador, il 12 ottobre 2023. REUTERS/Jose Cabezas Reuters

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È entrato in vigore il 26 aprile 2026 in El Salvador un controverso pacchetto di riforme penali promosso dal presidente Nayib Bukele che prevede l’ergastolo per i minorenni.

Nayib Bukele

Il presidente di El Salvador

FOTO D'ARCHIVIO: Il presidente di El Salvador Nayib Bukele interviene durante una conferenza stampa con il presidente eletto del Cile José Antonio Kast (non presente nella foto) presso la Casa Presidenziale a San Salvador, El Salvador, il 30 gennaio 2026. REUTERS/Jose Cabezas/Foto d'archivio

Il testo introduce la condanna alla pena perpetua per i reati di omicidio - compreso il femminicidio - stupro e appartenenza a bande criminali, considerate gruppi terroristici, negando il diritto alla libertà condizionale o alla scarcerazione anticipata.

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Organizzazioni come la Commissione Interamericana per i Diritti Umani (Cidh) e Human Rights Watch (Hrw) denunciano tuttavia che tali misure sono incompatibili con gli standard costituzionali internazionali.

Secondo la Cidh “l’imposizione dell’ergastolo a bambini e adolescenti è incompatibile con la giurisprudenza interamericana, in quanto sproporzionata rispetto all’obiettivo della riabilitazione”.

Sulla stessa linea l’ong Hrw afferma che la riforma penale “contraddice gli standard internazionali, poiché le pene per i minori dovrebbero essere sostanzialmente più brevi e offrire reali opportunità di riabilitazione”.

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Il governo di Bukele è oggetto di numerose denunce per l’impatto delle dure politiche contro la criminalità introdotte fin dal 2022 insieme allo stato di eccezione costituzionale, misura in vigore ancora oggi grazie a 49 proroghe consecutive.

Secondo dati ufficiali citati dalla Cidh più di 91.500 persone sono state arrestate dall’inizio dell’emergenza, mentre Ong per i diritti umani denunciano almeno 500 decessi nelle prigioni nello stesso periodo.

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