Pmi ad alto potenziale

Egm ai raggi X: per Mare Engineering balzo dei ricavi del 46% dopo lo shopping

Dopo la raffica di acquisizioni, l’azienda di Pomigliano d’Arco (Napoli) ha visto nel 2025 un aumento del giro d’affari importante

di Valeria Novellini

PIAZZA AFFARI MILANO PALAZZO DELLA BORSA ESTERNI VALORI IMAGOECONOMICA

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Mare Engineering tra metà 2025 e inizio 2026 è stata la protagonista della prima Opa “non concordata” all’Euronext Growth Milan su Eles, attiva nella produzione delle macchine per soluzioni di test sui semiconduttori. Non sono stati risparmiati colpi di scena da entrambe le parti: continui rialzi del prezzo di offerta, comunicati stampa intesi a suffragare o smentire la congruità di tali prezzi, azioni legali, tourbillon di amministratori indipendenti nel Consiglio di Amministrazione Eles.

E com’è finita? Con il prossimo delisting di Eles, ma non a seguito dell’Opa di Mare Engineering (che, almeno inizialmente, aveva comunicato di non pensare al delisting) bensì di quella successiva di Xenon Aifm (facente capo al gruppo Xenon Private Equity che, ironia della sorte, sarà anch’esso a breve acquisito – in questo caso è un’operazione concordata – da Equita Group per un controvalore di 70 milioni di cui il 50% cash e il 50% in azioni Equita Group derivanti da un aumento di capitale riservato a 5,8253 euro per azione). Dopo vari rialzi il corrispettivo dell’Opa Xenon sulle azioni Eles è stato portato a 3,2 euro per azione Eles (si era partiti, con la prima Opa di Mare Engineering, da 2,25 euro per azione). Mare Engineering ha deciso così di apportare all’Opa Xenon le 8.218.624 azioni Eles di cui disponeva a seguito delle diverse Opa nonché di numerosi acquisti diretti sul mercato per un controvalore complessivo di 26,3 milioni, realizzando una plusvalenza di circa 5,6 milioni. Non male.

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I numeri

Tutto ciò dimostra che – almeno per ora – le Opa non concordate sull’Euronext Growth Milan risultano assai problematiche, sia perché il flottante disponibile sul mercato è spesso relativamente scarso, sia per la presenza quasi costante (è anche il caso di Eles) di azioni a voto plurimo in capo agli azionisti di riferimento che rendono difficile il raggiungimento del quorum nelle assemblee chiamate a deliberare su temi di rilievo. Va detto che Mare Engineering aveva proposto a Eles un progetto industriale nei settori Aerospazio e Difesa, Semiconduttori e Digitale e Ai, sottolineando peraltro i non brillantissimi risultati ottenuti da Eles nel primo semestre 2025. Eles ha però chiuso il 2025 con ricavi in aumento dell’1,5% a 36,2 milioni, un ebitda salito del 13,3% a 6,8 milioni (+20,7% a 7,2 milioni su base adjusted), un ebit e un utile netto rispettivamente balzati del 45% a 3,4 milioni e del 68,3% a 2,1 milioni, oltre a disporre a fine 2025 di una liquidità netta di 5,4 milioni (1,4 milioni al 31/12/2024). Ed è un peccato che con questi risultati esca dall’Euronext Growth Milan.

Rilevata La Sia tramite Opa e acquisite altre società in Italia e all’estero

Mare Engineering, anche non considerando il caso Eles, ha da tempo intrapreso una strategia di crescita per linee esterne che ha dato luogo fra l’altro all’acquisizione di La Sia, sempre all’Euronext Growth Milan (stavolta mediante un’Opas “concordata” in ragione di 0,64 azioni Mare Engineering di nuova emissione e 0,6308 euro per ogni azione La Sia).

Il delisting è avvenuto l’8 settembre 2025. Non solo. A fine 2025 sono state incorporate in Mare Engineering, oltre a La Sia, Powerflex e M2R Holding, è stata acquisita I.d.e.a. Srl ed è stata perfezionata l’acquisizione di Rack Peruzzi Srl, del 55% di Workgroup, del rimanente 49% di Mare Group CZ sro (già WebRex sro) con sede nella Repubblica Ceca e del 51% del search fund EasyGo Srl lanciato in collaborazione con Borgosesia (a marzo 2026 la partecipazione in EasyGo Srl, che nel frattempo ha acquisito la società di software Emm System Srl, è stata portata al 100%, mentre su Borgosesia, anche qui ironia della sorte, è stata lanciata un’Opa volontaria totalitaria da parte di Alba Srl a 0,71 euro per azione). Tramite Workgroup Srl a marzo 2026 è stato infine raggiunto un accordo per rilavare il 52% di Iem Srl (software di gestione e analisi dei dati aziendali).

Nel 2025 sono stati imputati oneri non ricorrenti per 11,76 milioni

Così nell’esercizio 2025 Mare Engineering ha visto balzare i ricavi del 46,1% a 59,06 milioni. Ma il peso dell’ampliamento del perimetro si è fatto sentire e, di conseguenza, l’ebitda è passato da 6,2 milioni a 331.000 euro, si è passati da un utile operativo di 2,15 milioni a una perdita operativa di 12,3 milioni e la perdita netta è passata da 322.000 euro a 8,67 milioni. Va naturalmente sottolineato che nel 2025 sono presenti svalutazioni di attività correnti e non ricorrenti per ben 9,53 milioni (soli 0,1 milioni nel 2024), ma anche proventi finanziari non ricorrenti per 6,99 milioni (0,17 milioni nel 2024), derivanti da dividendi di partecipazioni finanziarie e valutazione a fair value delle partecipazioni stesse. Su base adjusted l’ebitda sarebbe per contro passato da 9 a 15,9 milioni (+75,8%). Le rettifiche effettuate ammontano a 11,76 milioni e derivano da sopravvenienze passive per 2,96 milioni, oneri legati alle operazioni di M&A, Opa, fusioni e transizione agli Ifrs per 8,07 milioni e accantonamenti per stock option e stock grant per 0,66 milioni. Nel 2024 gli oneri non ricorrenti erano ammontati a 2,73 milioni.

Al 31/12/2025 l’indebitamento finanziario netto (adjusted) ammontava a 24,2 milioni, ovviamente in forte aumento rispetto ai 3 milioni di fine 2024, ma non dava luogo a situazioni di tensione finanziaria in quanto il rapporto Debt/Equity era pari a circa 0,53 volte. Mare Engineering distribuirà agli azionisti un dividendo di 0,03 euro per azione (a valere sulle riserve disponibili), corrispondente a un monte dividendi di 580.000 euro (anche la capogruppo ha chiuso l’esercizio in perdita per 8,92 milioni per lo più a seguito delle citate svalutazioni).

La guidance 2026 indica 95 – 100 milioni di ricavi e 21 – 22,5 di ebitda

Su base pro-forma (includendo per l’intero esercizio La Sia, Rack Peruzzi Srl, I.d.e.a Srl, Rent4Services Srl ed Emm System Srl) i ricavi del gruppo Mare Engineering nel 2025 avrebbero raggiunto 85 milioni e l’ebitda adjusted 19 milioni. La società ha indicato per l’esercizio in corso ricavi fra 95 e 100 milioni, un ebitda fra 21 e 22,5 milioni e un indebitamento finanziario netto fra 15 e 20 milioni. Per quanto riguarda i ricavi, Mare Engineering ha comunicato che a fine febbraio gli ordini della divisione La Sia sono ammontati a 4,25 milioni (+38% rispetto allo stesso periodo del 2025), di cui almeno il 25% (circa 1,06 milioni) sarà fatturato nel 2026; nei settori Industria e Trasporti e Aerospazio e Difesa sono stati acquisiti ordini per 7 milioni di cui il 45% da evadere entro il 2026 (circa 3,15 milioni) ed è stata ottenuta una commessa high-tech per infrastrutture digitali relativa al Bioparco del Mediterraneo da 1,9 milioni, della durata di 9 mesi.

Vi sono poi il nuovo cliente Trenitalia (impianti di manutenzione in Lombardia, Veneto e Piemonte, in Rti di cui Mare Engineering è capofila, per un controvalore di 5,4 milioni complessivi di cui il 15% della quota di competenza, pari al 55%, da fatturare entro il 2026, quindi circa 0,45 milioni), il progetto di ricerca e sviluppo triennale “Spinta” (intelligenza artificiale nella filiera agroalimentare) da 3 milioni per cui si otterranno 1,19 milioni di finanziamento agevolato e 594.000 euro di contributi a fondo perduto) e altre attività tra cui la partecipazione al consorzio che ha realizzato il prototipo di convertiplano Ngtr-Td di Leonardo Helicopters che ha completato con successo il primo volo il 25 febbraio 2026.

Ovviamente, nel 2026 il livello degli ammortamenti (già passato da 4 a 12,6 milioni) è destinato ulteriormente ad aumentare, così come gli oneri finanziari dato l’incremento del debito netto, mentre per quanto riguarda i proventi finanziari va ricordato che Mare Engineering detiene una quota del 10% in Dba Group e del 22,4% in TradeLab (entrambe all’Euronext Growth Milan; la seconda ha rilevato da Mare Engineering un ramo d’azienda e due piattaforme software per 3,88 milioni). Dba Group comunicherà i risultati 2025 a fine maggio (la semestrale al 30/6 ha evidenziato risultati molto positivi), mentre TradeLab ha chiuso l’esercizio con un utile netto di 0,27 milioni ma non distribuirà alcun dividendo agli azionisti.

Mare Engineering è sulla buona strada per creare – come da sue dichiarazioni – il “Polo italiano dell’ingegneria nei settori ad alta tecnologia”, con le attività ex-Powerflex e Rack Peruzzi nell’Aerospazio e Difesa, I.d.e.a. nell’Industria e Trasporti (a questo settore avrebbe dovuto contribuire anche Eles), la divisione La Sia nel comparto Infrastrutture e Costruzioni e Workgroup e TradeLab nelle attività di digitalizzazione delle Pmi. Però, anche se il gruppo intende crescere ancora per linee esterne (e ne ha la capacità finanziaria), a questo punto è probabilmente prioritaria una piena integrazione delle numerose società acquisite nel 2025 allo scopo di migliorare anche la parte bassa del conto economico. Del resto, da un anno a questa parte le quotazioni del titolo sono pressoché stazionarie. Il flottante? È molto elevato, specie per una società dell’Euronext Growth Milan: 45,8% del capitale sociale.

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