Pmi ad alto potenziale

Egm ai raggi X: iVision Tech vede un balzo dei ricavi del 41,8%

Il maggior fatturato è stato registrato nei primi sei mesi dell’anno: l’incremento è stato di 7,6 milioni di euro

di Valeria Novellini

MILANO PIAZZA AFFARI

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Dieci milioni di paia di “smart glasses” nel 2026. Questo l’obiettivo di produzione del colosso dell’occhiale EssilorLuxottica. Ma a questi si aggiungeranno, ovviamente su scala numerica molto minore, anche gli occhiali intelligenti Hj Tech, da poco presentati alla fiera parigina Silmo 2025 da iVision Tech con il nuovo brand “giovane” Hj che deriva da quello proprietario proprietario Henry Jullien. Questi occhiali, disponibili in quattro modelli e adattabili a lenti da vista e da sole, integrano una tecnologia bluetooth che consente di ascoltare musica, ricevere telefonate, usare il navigatore Gps ed accedere a numerose funzioni dello smartphone.

iVision Tech si conferma così sempre più “tech”, e del resto a giugno 2025 è stata acquisita da Innovatek Srl (facente capo a Carlo Fulchir, padre degli azionisti di riferimento di iVision Tech) la società Dec Elettronica Srl, specializzata nella produzione di progettazione interna e produzione di schede e apparecchiature elettroniche personalizzate e destinata quindi a essere la partner tecnologica per la finalizzazione e l’approdo sul mercato dell’occhiale per non vedenti “iSee”, presentato alla fiera Mido di Milano a febbraio 2025 e per il quale è stato già ottenuto il brevetto in Italia nonché la registrazione presso il Ministero della Salute quale Dispositivo medico di Classe 1, il che consente agli utenti di usufruire dei contributi ministeriali per le disabilità visive.

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Contemporaneamente all’acquisizione di Dec Elettronica Srl (per 922.000 euro da pagare in rate entro 2 anni) è stato invece ceduto il 51% di Teknoema Srl (che era stato rilevato a maggio 2024) a Pietro Nesci e Barbara Montanari, che ne detenevano il residuo 49%, per un importo di 1,02 milioni, la medesima somma per cui la quota era stata acquisita. Anche Teknoema Srl è attiva nel medesimo settore di Dec Elettronica Srl e pertanto le due società sarebbero state sovrapponibili; l’acquisizione dell’intera partecipazione in Dec Elettronica Srl consente a iVision Tech di controllare completamente la parte tecnologica dell’occhiale “iSee”.

I numeri

Nel frattempo iVision Tech ha chiuso il primo semestre 2025 con un balzo dei ricavi pari al 41,8% a 7,6 milioni; nel periodo sono stati prodotti 265.000 pezzi (570.000 nell’intero 2024), ma i ricavi da vendita occhiali sono scesi del 21% a 4,22 milioni (-27% a 2,54 milioni per quelli in conto lavoro, -36% a 0,83 milioni per quelli in conto pieno – lavorazione dalla progettazione alla consegna – e +43% a 0,86 milioni per i prodotti semifiniti). Ma Dec Elettronica Srl ha contribuito per ben 2,02 milioni ai ricavi del gruppo grazie alla vendita di componenti elettronici, ed altri 0,65 milioni sono derivati dalla vendita di lenti realizzate dalla controllata bulgara Ivilens Ood; entrambe queste ultime voci di ricavo non erano presenti nel primo semestre 2024.

Il primo semestre 2025 ha beneficiato di proventi non ricorrenti

L’ebitda del gruppo è balzato del 77,2% a 1,84 milioni, ma va sottolineato che nel primo semestre 2025 i conti hanno beneficiato di proventi non ricorrenti per 2,18 milioni derivanti dal rilascio parziale del fondo rischi e oneri per perdite stimate connesse all’acquisizione del 45% di Zetronic Srl avvenuta a fine 2024 (il residuo 55% è stato rilevato da Innovatek Srl). Questa società opera nel settore delle soluzioni ottiche ad alta precisione per il settore della mobilità e, precisamente, sensori per la guida autonoma, sistemi di assistenza alla guida e tecnologie di illuminazione avanzate. Ed in tale contesto è probabilmente più funzionale ai piani di sviluppo di Innovatek Srl; difatti ad aprile 2025 Zetronic Srl, tramite un aumento di capitale riservato da 3 milioni, ha acquisito il 52% di Estrima, altra società dell’Euronext Growth Milan che produce e commercializza mini-veicoli elettrici a marchio “Birò”. E grazie a un accordo con il ceto bancario raggiunto a fine luglio 2025, Estrima è uscita dalla procedura di Composizione negoziata della crisi a cui aveva avuto accesso a inizio dicembre 2024.

Tornando a iVision Tech, l’ebitda del primo semestre 2025 al netto dei proventi non ricorrenti sarebbe stato negativo per 607.000 euro (a fronte di un valore positivo per 1,04 milioni nello stesso periodo del 2024). L’ebit è balzato da 134.000 a 399.000 euro e, pur dopo oneri finanziari netti in aumento da 170.000 a 380.000 euro, l’utile netto è passato da 2.000 a 25.000 euro in presenza di un effetto fiscale positivo passato da 38.000 a 9.000 euro. Qui occorre ovviamente sottolineare che anche la parte bassa del conto economico risulta positiva grazie al contributo dei proventi non ricorrenti, ma è stata anche penalizzata da oneri per 267.000 euro (anch’essi non ricorrenti) riferiti alla svalutazione dell’avviamento derivante dalla cessione di Teknoema Srl.

Rapporto Debt/Equity su livelli fisiologici

Per quanto riguarda la situazione finanziaria, al 30/6/2025 l’indebitamento finanziario netto ammontava a 8,56 milioni, in lieve aumento rispetto agli 8,29 milioni di fine 2024; il rapporto Debt/Equity risultava pari a 0,85 volte, quindi su livelli fisiologici. Il titolo iVision Tech è poco scambiato (nonostante un flottante relativamente elevato, pari a oltre il 34% del capitale sociale), ma le quotazioni sono attualmente superiori a 2 euro per azione, e di conseguenza il prezzo di esercizio dei warrant per il terzo e ultimo periodo (luglio 2026), pari a 1,53 euro per azione, è ampiamente “in the money” e ne potrebbero derivare nuovi mezzi finanziari.

Tra fine 2024 e inizio 2025 sono state emesse due tranches di minibond per un controvalore complessivo di 1,2 milioni, della durata residua di 6 anni e sottoscritti da investitori istituzionali. Questi bond hanno in parte determinato l’incremento degli oneri finanziari nel primo semestre 2025 (la cedola è pari alla media dell’Euribor a 6 mesi, attualmente pari a circa il 2,1%, più 290 punti base), ma fortunatamente tali emissioni sono state inferiori rispetto all’importo originariamente previsto di 5 milioni grazie all’ottenimento di un finanziamento bancario da 2 milioni a condizioni favorevoli.

Il settore dell’occhialeria in Italia non sta attraversando un bel momento, anche se la situazione sembra migliore rispetto a quella di altri comparti del segmento Moda e Lusso. Per fortuna iVision Tech non è presente nel mercato statunitense (dove i dazi hanno pesantemente colpito l’export del Made in Italy), ma ha dovuto ugualmente far ricorso nel primo semestre 2025 a contratti di solidarietà fino al 23 giugno; i dipendenti del gruppo però hanno raggiunto 201 unità, 4 in più rispetto a fine 2024, grazie all’ingresso di Dec Elettronica Srl.

I nuovi prodotti inizieranno a contribuire ai risultati dal 2026

I dati dell’associazione di categoria Anfao per il primo semestre 2025 hanno delineato per l’occhialeria italiana una contrazione dell’export pari al 3,7% a 2,8 miliardi (calo determinato per lo più dal mercato USA, con un -34,7%, e con riferimento ai prodotti agli occhiali da sole con un -5,5% a 1,9 miliardi, mentre le montature e le lenti sono rimaste stabili rispettivamente a 839 e 64 milioni). Ma pur in questo contesto si segnala in positivo l’export verso l’Europa (+8%), con un discreto andamento, fra l’altro, per il mercato francese (+2,5% nonostante le tensioni politiche ed economiche).

In Francia iVision Tech può beneficiare della forte presenza e riconoscibilità dello storico brand Hanry Jullien e del nuovo marchio Hj, per il quale al Mido di febbraio 2025 sono stati presentati i primi 9 modelli disponibili da vista e da sole realizzati nel bio-acetato Mazzucchelli composto per il 60% da materiali biologici e per il 40% da materiali riciclati certificati. Mentre per il brand Henry Jullien è stata presentata la “limited” edition” Luxe da sole con 6 modelli dalla montatura in titanio interamente “Made in Italy”.

Complessivamente per iVision Tech il 2025 sarà ancora un anno di transizione dato che le vendite degli smart glasses “iSee” per i non vedenti e quelle dei nuovi “smart glasses” Hj Tech inizieranno a contribuire ai conti del gruppo dal 2026 e, inoltre, sono state avviate azioni di ristrutturazione industriale e commerciale per potenziare l’attività della controllata francese iVision Tech France Sas (con il riavvio produttivo dell’impianto di Lons-Le-Saunier in Borgogna).

Però non si può non sottolineare come iVision Tech si sia in poco tempo completamente trasformata da “semplice” terzista per i brand del lusso dell’occhialeria a azienda innovativa con la proposta di prodotti ad alto contenuto tecnologico in concorrenza diretta con i colossi del settore. Proprio in questi giorni EssilorLuxottica ha acquisito l’elvetica Ikerian Ag che, con il marchio RetinAi, offre soluzioni tecnologiche per monitorare l’evoluzione di patologie che possono determinare la perdita della vista. Ma dato che purtroppo non è sempre possibile evitarne il peggioramento, un prodotto come “iSee” di iVision Tech, sebbene con un bacino di utenza potenziale non elevatissimo, è importante dal punto di vista sociale.

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