Pmi ad alto potenziale

Egm ai raggi X: Franchetti cresce nel 2025 e fa shopping in Brasile

I ricavi sono saliti del 32,4% a 7,4 milioni. La società ha comprato il 55% del gruppo Ecr con sede a San Paolo attivo in ingegneria per infrastrutture stradali e ferroviarie

di Valeria Novellini

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Franchetti do Brasil. Questo non perché il cognome è presente nel Paese carioca già dai primi del ‘900 (a causa dell’immigrazione dal Veneto), né perché nel 2025 il 25% del valore della produzione del gruppo è stato generato in Brasile. Ma soprattutto grazie all’accordo siglato a marzo 2026 per l’acquisizione del 55% del gruppo Ecr con sede a San Paolo (Ecr Engenharia Ltda ed Ecr Tecnologia e Engenharia Ltda), attivo nei servizi di ingegneria per infrastrutture stradali, ferroviarie, mobilità urbana, infrastrutture idriche, ponti, viadotti, gallerie, tunnel ed edifici civili complessi. E questo cambia tutto: con questa operazione (il cui perfezionamento è atteso entro il primo semestre 2026) si prevede che il valore della produzione raddoppierà.

I numeri

Intanto già il 2025 è stato molto brillante per Franchetti (che ha consolidato per l’intero esercizio Matildi e Partners Srl, acquisita a fine 2024, e la newco austriaca Strucinspect GmbH rilevata a fine gennaio 2025). I ricavi sono infatti saliti del 32,4% a 7,4 milioni ed il valore della produzione del 45,7% a 13,1 milioni, di cui 9,8 generati in Italia (+40%) e 3,3 in Brasile (+65%), con una variazione delle rimanenze passata da 3,3 a 5 milioni ed altri ricavi operativi passati da 110.300 a 484.000 euro.

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L’ebitda, a seguito di costi per servizi balzati dell’86,8% a 6,5 milioni ed oneri diversi di gestione passati da 241.000 a 605.300 euro, è salito solo dell’8,2% a 3,68 milioni e, per effetto di ammortamenti e svalutazioni passati da 1,12 a 1,49 milioni, l’ebit si è attestato a 2,19 milioni (-3,8%). Il saldo negativo della gestione finanziaria è passato da 365.100 a 737.000 euro (al 31/12/2025 l’indebitamento finanziario netto, a seguito delle acquisizioni effettuate, ammontava a 2,1 milioni a fronte di una liquidità netta di 1,1 milioni a fine 2024; il rapporto Debt/Equity è però irrisorio e pari a meno di 0,1 volte).

L’utile netto ha risentito di oneri non ricorrenti e maggiori imposte

Poiché il tax rate è balzato dal 21,1% al 41%, alla fine l’utile netto è diminuito del 43.2% a 855.500 euro. È stata decisa la distribuzione agli azionisti di un dividendo pari a 0,04 euro per azione, in pagamento dall’1/7/2026, corrispondente a un monte dividendi di 257.429 euro (pay-out prudenziale e pari al 30% dell’utile netto consolidato; la capogruppo ha chiuso l’esercizio con un utile netto di 322.400 euro). Va qui sottolineato che nel 2025 Franchetti ha sostenuto oneri non ricorrenti (inclusi negli oneri finanziari) relativi a rettifiche di valore su Strucinspect GmbH, ancora in fase di avvio operativo.

Una volta che l’acquisizione di Ecr sarà perfezionata, Franchetti approverà il nuovo piano industriale, le cui linee guida sono state già però indicate e prevedono, oltre alla crescita organica partendo da un backlog aggregato di 90 milioni (Ecr nel 2025 ha conseguito un valore della produzione di 10,4 milioni, un ebitda di 2,5 milioni e cassa netta per 0,3 milioni), l’ulteriore sviluppo della piattaforma tecnologica e industriale, l’espansione internazionale e un ulteriore sviluppo per linee esterne.

Sotto il profilo tecnologico va ricordato che a ottobre 2025 è stata siglata una partnership con Almaviva finalizzata alla sinergia tra la piattaforma Moova di Almaviva (diagnostica delle infrastrutture) e la piattaforma Digiroads di Franchetti (ingegneria predittiva che consente di prolungare la vita utile delle infrastrutture tramite analisi strutturali e dati in tempo reale).

Quanto all’internazionalizzazione, a fine novembre 2025 Franchetti ha siglato un accordo strategico con un operatore sudamericano che le consentirà di essere presente, oltre al Brasile, anche in Cile, Messico, Colombia e Perù. La società inoltre partecipa alla realizzazione del ponte sospeso in acciaio da 95 metri “Marangara Bridge” in Rwanda, di cui è stata completata la posa dei cavi portanti a febbraio 2026. 

Il livello di indebitamento rimane contenuto anche post acquisizioni

Per l’acquisizione del 55% di Ecr, Franchetti pagherà al closing circa 7,5 milioni di euro; è previsto un earn-out fino a un controvalore di 3,2 milioni al raggiungimento di soglie previste dell’ebitda. Simest finanzierà l’operazione fino al 49% del totale, in base a un accordo di investimento Esg-linked basato su obiettivi legati alle attività di formazione del personale estero e alla cybersecurity.

Poi ci sono il pagamento di un earn-out variabile (massimi 850.000 euro) da effettuare entro il 30 giugno 2026 relativamente all’acquisizione del 67% di Matildi e Partners Srl e, a seguito dell’acquisizione del residuo 33% previsto entro il 30 giugno 2027, un ulteriore importo di 1,39 milioni nonché un eventuale earn-out fino a 1 milione (in base alla media dell’ebitda di Matildi e Partners Srl nel biennio 2026 – 2027) da corrispondersi però dopo l’approvazione del bilancio 2027 dell’azienda acquisita che avverrà quindi nel 2028. Invece, quanto a Strucinspect GmbH, dopo il pagamento al closing di 874.000 euro, la quota residua di 1 milione doveva essere corrisposta entro un anno e quindi entro fine gennaio 2026.

Detto ciò, anche considerando gli esborsi massimi previsti nel 2026, oltre al pagamento del dividendo, il rapporto Debt/Equity del gruppo Franchetti a fine anno (ovviamente “a bocce ferme”) non supererebbe le 0,5 volte, consentendo quindi a Franchetti di proseguire nella strategia di crescita per linee esterne qualora fossero individuati ulteriori obiettivi interessanti in Italia o all’estero.

Franchetti compare per la prima volta, al 114.mo posto, nella classifica predisposta dalla società specializzata Guamari Srl basata sui risultati 2024 e dedicata alle Top 200 società di ingegneria italiane; visti i risultati 2025 è già destinata a scalare la classifica ed ancor più con l’acquisizione di Ecr. Naturalmente sarà necessario integrare pienamente la società brasiliana nel gruppo visto che l’ebitda margin del 2025, pari al 24%, è lievemente inferiore al 28,1% di Franchetti. A titolo di cronaca si ricorda che La Sia, ora integrata nel gruppo Mare Engineering, risultava al 74.mo posto della classifica Guamari.

E l’Italia? I ponti crollano, le autostrade e le gallerie si fessurano, e di società come Franchetti c’è sempre più bisogno. I cavalcavia e i viadotti nel nostro Paese sono 61.000 (di cui 1.900 già a rischio infrastrutturale) e uno studio dell’Osservatorio Digital & Smart Infrastructures del Politecnico di Milano stima che con maggiori investimenti in Ai e manutenzione predittiva vi sarebbe una riduzione del rischio pari al 40% e risparmi di costo per 10 miliardi.

L’Anas è fra i principali clienti del gruppo Franchetti ma, al 30/6/2025 (ultimo dato disponibile), generava solo il 6,3% dei ricavi consolidati (inclusa Matildi e Partners). Altri enti pubblici contavano complessivamente per il 20,2% dei ricavi del gruppo. Eppure, nel recente rapporto sulla digitalizzazione a cura dell’Oice (associazione delle organizzazioni di Ingegneria, architettura e Consulenza tecnico-economica), viene rilevato che nel 2025 le gare di progettazione in Bim (Building Information Modeling) sono salite dell’80,7% in numero e di oltre il 150% in valore rispetto al 2024 (di questi bandi l’Anas rappresenta il 40% del totale), e nel 67% delle gare è previsto un punteggio premiale per chi esegue la progettazione in Bim. Tecnologia di cui ovviamente Franchetti dispone.

E qui arrivano le consuete “dolenti note”: il misero flottante (17,93% del capitale sociale) e il ridottissimo volume di scambi. Franchetti può contare su partecipazioni azionarie qualificate di investitori istituzionali (Axon Partners detiene l’8,04% del capitale sociale e Algebris Investments Limited il 5,31%), ma per rivitalizzare il titolo ci sarebbe bisogno di una platea di investitori più ampia e di una maggiore copertura da parte degli analisti.

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