Effetto Hormuz sui prezzi alla produzione: a marzo +4,4%
Impennata legata all’energia. Su base annua +4,2%, dal -2,7% di febbraio
di Luca Orlando
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Primo strappo verso l’alto dei prezzi alla produzione, che a marzo “rispondono” in modo puntuale all’avvio della guerra di Usa e Israele in Iran, impennandosi soprattutto nella componente energetica. L’indice di riferimento si porta così ai livelli massimi dall’inizio del 2023.
Così, nelle rilevazioni Istat, i prezzi alla produzione dell’industria aumentano del 4,4% su base mensile e del 4,2% su base annua (era -2,7% a febbraio).
Sul mercato interno i prezzi crescono del 5,9% rispetto a febbraio e del 5,4% su base annua (da -3,7% del mese precedente). Al netto del comparto energetico, la crescita dei prezzi è molto più contenuta su base sia congiunturale (+0,4%) sia tendenziale (+1,5%; da +1,2% di febbraio).
Guardando ai singoli settori, vi sono comunque aree che già a marzo reagiscono ai rincari innescati dall’energia e alle strozzature della supply chain: per la metallurgia l’aumento su base annua è del 4%, per la chimica di oltre un punto.
Sul mercato estero i prezzi aumentano dello 0,9% su base mensile (+0,2% area euro, +1,4% area non euro) e dell’1,1% su base annua (+1,3% area euro, +1,1% area non euro).








