Effetto dotazione, reddito di cittadinanza e giustizia contributiva
L'aver riportato il tema della povertà al centro del dibattito politico è stato certamente un merito, così come è stato un grande merito aver dato supporto economico in anni così difficili come quelli che abbiamo recentemente vissuto a milioni di persone
di Vittorio Pelligra
4' di lettura
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Una delle proposte-bandiera dell'ultima campagna elettorale è certamente quella del mantenimento, della riformulazione o dell'abolizione del reddito di cittadinanza. Forze politiche contrapposte hanno issato questa bandiera in cima alle loro piattaforme di proposte e sappiamo com'è andata a finire.
Giovedì scorso è stata definitivamente approvata col voto del Senato la prima manovra economica del governo Meloni dalla quale il reddito di cittadinanza uscirà certamente depotenziato, non sappiamo ancora bene né come né di quanto, ma certamente quella bandiera dovrà definitivamente essere piantata per rispettare la promessa fatta all'elettorato di centro-destra.
La povertà nella società italiana
Certamente l'introduzione del reddito di cittadinanza e ancora prima quelle del REI, il reddito di inclusione da parte del governo Renzi, hanno costituito un momento importante nella storia recente del nostro Welfare; il tema della povertà, infatti, era ormai uscito da tempo dai radar della politica economica e quasi non se ne parlava più se non in corrispondenza dell'uscita dei rapporti Istat o Caritas. Eppure, i dati diventavano anno dopo anno sempre più drammatici. Quindi l'aver riportato questo tema al centro del dibattito politico è stato certamente un merito, così come è stato un grande merito aver dato supporto economico in anni così difficili come quelli che abbiamo recentemente vissuto a milioni di persone che altrimenti avrebbero avuto certamente grandi difficoltà a uscire da una condizione di grave indigenza.
Certo il reddito di cittadinanza era stato pensato come uno strumento complesso non solo di supporto al reddito ma anche di inclusione lavorativa e su questo lato, per ragioni che non possiamo analizzare qui, il provvedimento è stato quasi un totale “flop”. Una riforma, dunque, anche solo di questa parte della misura era indispensabile.
Il peso della retorica elettorale
La retorica elettoralistica di quelli che più fortemente si sono opposti al reddito di cittadinanza ha assunto toni differenti, quelli di una riforma pensata contro gli innumerevoli fannulloni che, soprattutto al Sud, preferiscono stare sul divano che andare a cercarsi un lavoro, contro i cosiddetti “occupabili”.









