Petrolio, la Nigeria si affida alla Cina per il rilancio delle sue raffinerie
dal nostro corrispondente Alberto Magnani
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Effetto coronavirus sull’economia cinese, con l’attività manifatturiera che a gennaio è cresciuta al ritmo più lento degli ultimi cinque mesi e la domanda di petrolio in netto calo, mentre l’allarme blocca la ripresa delle attività economiche in alcune province dopo il Capodanno.
Goldman Sachs prevede che iIl coronavirus rallenterà la crescita mondiale nel 2020, pesando fino a 0,3 punti percentuali. Con la revisione al ribasso, Goldman Sachs stima ora che la crescita mondiale si attesterà al 3,25% quest’anno, in leggero aumento rispetto al 3,1% del 2019.
La frenata della domanda di petrolio e il conseguente crollo delle quotazioni (con il Wti sceso intorno ai 50 dollari e il Brent a 54) starebbe spingendo l’Opec, secondo diverse fonti, a valutare un taglio immediato della produzione di greggio nell’ordine di 500mila barili al giorno. Martedì e mercoledì una riunione dell’Opec ne discuterà.
Non solo, ma secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg la Cina sta valutando se abbassare l’obiettivo di crescita per il 2020. Il governo potrebbe mettere in campo una serie di misure a sostegno dell'economia, tra cui un innalzamento del tetto al rapporto tra deficit e pil. Il target annuale di crescita cinese viene generalmente reso noto a marzo. Secondo gli economisti la Cina dovrebbe puntare a una crescita «attorno al 6%» dopo la forchetta del 6-6,5% fissata per il 2019, chiuso con una crescita del 6,1 per cento. Ma anche l’obiettivo del 6%, alla luce degli ultimi sviluppi, potrebbe essere rivisto al ribasso.
Indice Caixin in frenata
L’indice Caixin, che misura appunto l’attività manifatturiera, a gennaio è sceso dal 51,5 al 51,1 (le attese erano del 51,3), anche se rimane comunque superiore alla soglia dei 50 punti, che separa la crescita dalla contrazione. Segnali analoghi erano arrivati venerdì dall’indice Pmi, sceso a quota 50.
Domanda di petrolio in picchiata
Diversi analisti citati da Bloomberg riferiscono inoltre di un brusco calo della domanda di petrolio, calata circa del 20% (tre milioni di barili al giorno), secondo le stime dell’agenzia. La flessione è forse il maggiore shock subito dalla domanda di greggio dalla crisi finanziaria del 2008-2009 e potrebbe forzare la mano all’Opec e ai suoi alleati, che stanno considerando una riunione di emergenza per tagliare la produzione e arginare il calo dei prezzi.