Progetto Mim-Indire

Educare al rispetto e alla parità, via ai corsi di formazione degli insegnanti

I percorsi formativi, con un investimento di 3,11 milioni di euro, si articolano su base triennale e coinvolgono l’intera comunità scolastica. È prevista la partecipazione attiva degli studenti.

di Redazione Scuola

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L’educazione affettiva entra a scuola. Sono ai nastri di partenza i corsi di formazione degli insegnanti per educare al rispetto, alle relazioni, all’empatia e alla parità di genere. Ad annunciarli è il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che rende così operativo il progetto di formazione “Educazione al rispetto e alla parità di genere”, promosso dallo stesso ministero in collaborazione con Indire.

Un primo passo per diffondere tra gli studenti una cultura del rispetto e dell’uguaglianza attraverso un approccio organico e strutturato, con l’obiettivo di evitare, in futuro, episodi drammatici come quello accaduto a fine marzo a Bergamo dove un ragazzo di 13 anni ha accoltellato la sua professoressa di francese.

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Educazione affettiva a scuola

«La scuola è il luogo in cui si formano cittadini consapevoli, capaci di costruire relazioni sane e positive - ha detto il ministro Valditara -. Importante in questo progetto è anche il coinvolgimento attivo degli studenti. A differenza delle inutili chiacchiere dei polemisti di professione, noi per la prima volta stiamo realizzando l’educazione affettiva nelle nostre scuole».

I percorsi formativi

I percorsi formativi, sviluppati da Indire con un investimento di 3,11 milioni di euro, si articolano su base triennale e coinvolgono l’intera comunità scolastica. È prevista la partecipazione attiva degli studenti, attraverso percorsi di sensibilizzazione co-progettati e iniziative di cittadinanza, finalizzate a rafforzare il senso di responsabilità sociale.

L’intero progetto infatti si inserisce nel quadro delle nuove linee guida per l’educazione civica e delle indicazioni nazionali, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della scuola nella prevenzione e nel contrasto di discriminazioni e stereotipi di genere. Al centro vi è la promozione di relazioni basate sull’empatia e sulla dignità della persona, in linea con i principi costituzionali.

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