Edizione 2024

I primi 40 anni di Assogestioni.Le prossime sfide

di Isabella Della Valle

2' di lettura

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“Alla ricerca di nuovi equilibri. Investire negli scenari globali”. È questo il titolo della 14esima edizione del Salone del Risparmio, il consueto appuntamento targato Assogestioni che vuol essere un punto di incontro tra gli operatori del settore e i risparmiatori. L’evento, in programma dal 9 all’11 aprile 2024 si terrà anche quest’anno a Milano al centro congressi Allianz MiCo e ospiterà 150 marchi, 300 relatori per oltre 120 conferenze e disporrà di 8mila metri quadri di area espositiva. Sono previsti 7 percorsi tematici che si svilupperanno in varie direzioni, ma con un punto di partenza comune: i cambiamenti in atto da un punto di vista economico, geopolitico, finanziario, e tematiche sempre più centrali come la deglobalizzazione, l’invecchiamento della popolazione, l’intelligenza artificiale, la lotta al cambiamento climatico e la regolamentazione. Aprirà i lavori il presidente di Assogestioni Carlo Trabattoni e all’evento parteciperanno importanti personalità in ambito politico, accademico ed economico. Alla conferenza di apertura è atteso il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti.

Ma quest’anno l’edizione del Salone è anche l’occasione per celebrare i 40 anni di attività di Assogestioni, l’associazione dei gestori nata nel 1984, anno d’esordio dei fondi comuni nel nostro Paese. Per questo importante anniversario è stata organizzata una conferenza ad hoc. Come sottolinea Fabio Galli, direttore generale di Assogestioni, il valore del risparmio poggia le sue radici già nella Costituzione, senza però aver trovato terreno fertile fino alla promulgazione della legge introduttiva dei fondi comuni, la numero 77 del 23 marzo 1983.

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«L’Italia quattro decenni fa non aveva un mercato dei capitali - spiega Galli -. Gli anni di boom economico furono un periodo silente sotto questo profilo, mentre negli ultimi 40 anni abbiamo assistito a una grande espansione, alla quale il risparmio gestito ha contribuito con una crescita che ha visto il patrimonio passare da zero a 2.300 miliardi di euro. Come? Tramite l’introduzione di un modello professionale di gestione degli investimenti, basato su diversificazione e orientato al lungo termine. Un modello incardinato sul valore della fiducia che collega tutti gli attori della filiera. È qui che risiede la funzione sociale del nostro settore: l’industria del risparmio gestito può e vuole essere una fonte di stabilità e di crescita per il sistema Paese». L’industria del risparmio gestito ha avuto una notevole evoluzione che la coinvolgono anche nell’ambito di importanti progetti comunitari come la Capital market union. «Non c’è più spazio per soluzioni solo nazionali - prosegue Galli - e la competitività del nostro Paese in un sistema integrato è la vera sfida per la nostra industria».

In relazione allo stato di salute dell’industria, infine, Galli traccia un quadro di sostanziale tenuta del mercato nel 2023, dopo un 2022 negativo. E ora? «L’interesse per i titoli di Stato agli attuali rendimenti - conclude Galli - andrebbe inserito in un’ottica di diversificazione di portafoglio. Resta questa la raison d’etre del risparmio gestito; accompagnare i risparmiatori italiani verso tutte le opportunità di investimento nel mondo e costruire il loro futuro».

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