La vertenza

Edim Bosch, ufficiale la cessione alla piemontese Tecnomeccanica

Prorogata la Cassa integrazione guadagni straordinaria per i siti produttivi del Gruppo in provincia di Belluno e di Monza Brianza

di Barbara Ganz

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Nell’incontro nel quale si discuteva la richiesta di proroga della Cassa integrazione guadagni straordinaria per i siti produttivi del Gruppo Edim Bosch, con sedi in provincia di Belluno e di Monza Brianza, l’azienda ha ufficializzato il nome del soggetto subentrante: sarà la società Tecnomeccanica a rilevare gli stabilimenti di Setteville e Villasanta.

La svolta

Tecnomeccanica Spa è una realtà specializzata nella pressofusione di alluminio per automotive e illuminotecnica. Ha già integrato Mea Srl a Moncalieri nel 2018, con cui ha esteso il proprio raggio d’azione alla progettazione e costruzione di stampi, aggiungendo questo know how allo stampaggio di minuterie metalliche destinate a svariati comparti industriali e alle apparecchiature elettriche. Successivamente ha acquisito nel 2024 il sito produttivo di Crevalcore dalla multinazionale Marelli per la cifra simbolica di 1 euro. Con quella operazione a zero costi, nata da una crisi industriale complessa per lo stabilimento emiliano, Tecnomeccanica ha diversificato ulteriormente la produzione attraverso lo stampaggio plastico e il potenziamento della progettazione.

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Il passaggio assume un valore politico prima ancora che industriale: l’acquirente ha dato la disponibilità di presentarsi al tavolo sindacale prima ancora di siglare il contratto definitivo e questo viene ritenuto «un segnale di distensione volto a chiudere una stagione di incertezza e a preparare il terreno per una pacificazione sociale necessaria dopo mesi di limbo», afferma Mauro Zuglian della Fim Cisl Belluno Treviso.

La vertenza

Nella vertenza Edim-Bosch, la direzione aziendale aveva comunicato l’esistenza di una formale richiesta di acquisto lo scorso 10 aprile, rompendo un lungo silenzio. Il percorso di salvataggio era strettamente vincolato alla scadenza del 5 maggio 2026, data di termine della procedura di Composizione negoziata della crisi.

Lo scorso luglio, in un incontro tra le rappresentanze sindacali e la direzione di Edim (Engineering Die-Casting & Machining), azienda di componentistica del gruppo tedesco, erano stati presentati i dati economici aggiornati e le prospettive aziendali: un fatturato con un trend negativo e un bilancio aziendale evidenzia perdite significative, e ricadute sempre più gravi sull’occupazione. Le previsioni per il 2025 indicavano un Ebit ancora fortemente negativo, con conseguenze dirette sull’organico, destinato a ridursi dai 332 dipendenti di gennaio a 230.

La proroga della cassa integrazione per 13 settimane - con scadenza fissata al 5 agosto - rappresenta l’ossigeno necessario per traghettare l’azienda verso la nuova proprietà. Tuttavia, al tavolo è emerso chiaramente che l’ammortizzatore non è considerato una soluzione di lungo periodo. «L’obiettivo - prosegue Zuglian – è quello di usare meno cassa integrazione possibile, un piano ambizioso che punta al riassorbimento totale della forza lavoro grazie a un nuovo portafoglio clienti e commesse fresche. Tecnomeccanica sembra intenzionata a trasformare i poli produttivi in asset capaci di reggersi sulle proprie gambe, evitando la strada della lenta dismissione».

Il prossimo 27 aprile sarà il vero banco di prova: la discussione si sposterà sulla gestione pratica dei turni e sulla rotazione dei lavoratori.

La posizione del sindacato

«Come organizzazioni sindacali, riteniamo questo passaggio un punto di svolta fondamentale per la salvaguardia di un asset industriale strategico. La Cigs richiesta è lo strumento necessario per traghettare i lavoratori e le attività verso la nuova gestione. In attesa che l’operazione di cessione venga definita in ogni dettaglio tecnico, abbiamo già formalizzato la richiesta di un incontro urgente con la direzione di Tecnomeccanica per un confronto su temi per noi fondamentali. Vogliamo avere garanzia della tenuta del perimetro occupazionale per tutti i lavoratori coinvolti, poter visionare il piano industriale che ci aspettiamo sia solido e strutturato per avere prospettive di lungo periodo di stabilità per i siti di Setteville e Villasanta e avere la definizione dei termini del passaggio per tutelare i diritti e le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici dei due stabilimenti», hanno dichiarato i sindacalisti della Fiom e della Fim bellunesi, unitariamente alle loro Rsu, concludendo: «Auspichiamo che i tempi tecnici della cessione siano il più brevi possibile ed è essenziale avviare immediatamente il confronto sindacale per conoscere nel dettaglio il progetto industriale della nuova proprietà. Sarà nostra cura convocare le assemblee dei lavoratori non appena avremo riscontri concreti dal tavolo negoziale per condividere i dettagli dell’accordo e le future prospettive di lavoro».

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