Edifici green: decide il Governo, no ai diktat dell’Europa
La posizione del ministro dell’Ambiente Gilbero Pichetto Fratin sul tema della normativa europea sulla sostenibilità ambientale del patrimonio immobiliare
di Gilberto Pichetto Fratin*
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Caro Direttore,
in merito al dibattito che si è sviluppato intorno al tema sulla proposta della direttiva Ue riguardante la prestazione energetica degli edifici, ci tengo a precisare che sarà il Governo italiano e nessun altro a decidere tempi e modi per rendere sostenibile il patrimonio immobiliare del nostro Paese. Su questo tema il governo non ha accettato alcun testo penalizzante per l’Italia. Al contrario, il nostro Paese ha vinto una battaglia a Bruxelles, facendo passare una soluzione di mediazione sugli standard minimi di prestazione che alcuni Paesi volevano più stringenti. L’alternativa sarebbe stata rimanere sull’Aventino e subire decisioni altrui che ci avrebbero solo danneggiato.
Ciò che questo governo ha accettato, a valle di una vittoria diplomatica, è stato infatti solo «l’orientamento generale della direttiva», che punta a ottenere un parco immobiliare decarbonizzato e ad alta efficienza energetica entro il 2050. Sarà poi il nostro piano nazionale di ristrutturazione a prevedere una tabella di marcia con obiettivi stabiliti a livello nazionale in vista dell’obiettivo della neutralità climatica nel 2050 che l’Italia ha siglato e che il Presidente Meloni ha ribadito in più occasioni.
Va ricordato che lo strumento della Direttiva, rispetto a quello del Regolamento, stabilisce un obiettivo comune da conseguire per i Paesi europei, che rimangono però liberi di definire la traiettoria nazionale con cui conseguirlo. A tal proposito va chiarito che:
- nessun obbligo di ristrutturazione degli edifici esistenti è previsto al 2030, anno dal quale solo gli edifici residenziali di nuova costruzione dovranno essere ad emissioni zero. Per gli edifici residenziali esistenti, l’orizzonte è il 2050;








