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Economia ligure, sul podio le utilities e poi trasporti e logistica

Deloitte ha analizzato le performance delle imprese nell’area: fatturato a 63 miliardi, utile netto a 2,6 miliardi e 131mila occupati

di Raoul de Forcade

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Oltre 63 miliardi di euro di fatturato, più di 2,6 miliardi di euro di utile netto e oltre 131mila occupati. Crescita del fatturato del 40% (+18% in termini reali), dell’utile netto complessivo (+88%) e dei dipendenti (+12%). Sono alcuni dei numeri chiave dell’economia ligure secondo l’analisi di Deloitte intitolata Why Liguria. Il bello e il buono, presentata al palazzo della Borsa di Genova e basata sull’analisi delle performance di oltre 1.300 imprese liguri dal 2018 al 2024. Un report da cui emerge che i settori con migliori performance sono le utilities, seguite da trasporti e logistica, legati a filo doppio con la blue economy. L’analisi si ferma al 2024 perché basata sulle revisioni fiscali di bilancio delle aziende, che arrivano a quell’anno (quelle del 2025 non sono ancora disponibili).

Quattro macrosettori

Il tessuto economico ligure, si legge nello studio, è segnato da una concentrazione settoriale significativa, con quattro macrosettori (utilities, manifattura, commercio, trasporti e logistica) che generano l’82% del fatturato complessivo. In linea con il trend nazionale, le grandi imprese, in Liguria, rappresentano solo l’1,6% del totale (22 aziende), ma concentrano quasi la metà del fatturato, con oltre 30 miliardi di euro e un risultato netto superiore a 1,3 miliardi. Accanto a questa élite industriale, che impiega più di 26 mila addetti, c’è il segmento delle imprese di medie dimensioni, che costituiscono l’11,2% del campione e garantiscono il più grande contributo a livello occupazionale nella regione, con oltre 42 mila posti di lavoro.

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Le quattro province della Liguria, sottolinea Deloitte, presentano una composizione economica molto diversificata, con specializzazioni territoriali marcate. Genova concentra la maggior parte del fatturato regionale e dell’occupazione, con un’economia basata sul trasporto marittimo, la logistica portuale e la nautica; La Spezia mostra una specializzazione sulla costruzione navale; Savona è il centro dell’industria chimica e petrolifera; Imperia, infine, presenta un’economia più diversificata e orientata più verso il turismo, l’agricoltura e l’industria alimentare.

I settori più performanti della Liguria, nel periodo 2018-2024, vedono le utilities (servizi di pubblica utilità) in testa al podio: in particolare, il comparto della fornitura di energia, con il 5,1% delle imprese del campione regionale, ha generato il 24,2% del fatturato totale (il più alto in valore assoluto) arrivando a 15,4 miliardi di euro di ricavi e un utile netto di 457 milioni di euro. Inoltre, il settore delle utilities ha registrato una crescita complessiva del 48% nel fatturato nel periodo 2018-2024, mentre l’utile netto è cresciuto del 76% e l’occupazione è cresciuta dell’11,8%.

Nautica e porti eccellenze del territorio

I trasporti e la logistica restano però il motore dell’economia del territorio: generano 10,8 miliardi di fatturato (17,1% del totale) e registrano una marginalità media dell’8%, risultando il settore più redditizio tra i principali. La nautica e il trasporto marittimo rappresentano, infatti, l’eccellenza riconosciuta a livello mondiale della Liguria, dove spicca il settore della costruzione navale (navi da crociera, yacht, imbarcazioni specializzate). Accanto a questi comparti, la logistica portuale rende la regione uno snodo cruciale per il commercio internazionale, in particolare per il traffico tra il Nord Europa e il Mediterraneo.

Il manifatturiero ligure, con 316 imprese e 28.140 dipendenti, genera 14,5 miliardi di euro di fatturato (22,8% del totale). Il settore ha registrato una crescita complessiva del 31% nel fatturato nel periodo 2018-2024, mentre l’occupazione è rimasta sostanzialmente stabile, con una leggera contrazione del 2%.

Il commercio, con 394 imprese e oltre 21mila dipendenti, rappresenta il 18,6% del fatturato totale (11,8 miliardi di euro). Il settore ha registrato una crescita complessiva del 43% nel fatturato nel periodo 2018-2024, mentre l’utile netto è cresciuto del 97% (anche se la marginalità media rimane molto bassa, passando da 0,9% nel 2018 a 1,2% nel 2024). L’occupazione è cresciuta del 30,5%, indicando una generale espansione del settore.

Negli ultimi anni, spiega Eugenio Puddu, senior partner Deloitte & Touche e responsabile del progetto Why, «Le imprese della regione hanno avviato un percorso di riposizionamento strategico, migliorando la capacità di generare valore, anche in un contesto economico complesso, segnato da crisi pandemiche, tensioni geopolitiche e dinamiche inflattive, che hanno colpito soprattutto il settore energetico».

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