Caro carburante

Ecco i risparmi certificati che genera il carpooling

In Regione Lombardia e nel settore bancario il numero di persone più coinvolte

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Il caro carburanti come leva per le politiche di mobilità locale. Mentre il prezzo della benzina continua a pesare sui bilanci delle famiglie, Comuni e Città metropolitane iniziano a guardare al carpooling non più soltanto come a uno strumento di sostenibilità ambientale, ma come a una risposta concreta all’aumento del costo degli spostamenti quotidiani. È una delle evidenze che emergono dall’Osservatorio Aziende in Movimento 2026 di Jojob, che per la prima volta mette in relazione la crescita delle community aziendali con i primi progetti di mobilità condivisa promossi direttamente sui territori.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

«Il tema dell’inquinamento ambientale l’ha sempre fatta da padrone, ma non è mai stato sufficiente a smuovere alcune decisioni politiche - osserva Gerard Albertengo, amministratore delegato di Jojob -. Probabilmente invece l’incremento del costo del carburante, insieme alle tensioni e alle preoccupazioni sui rifornimenti energetici, sta dimostrando che possono esistere soluzioni per vecchi problemi, come la necessità di ridurre il consumo di petrolio: il carpooling risponde a questa necessità”.

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Un supporto per i pendolari

La dimensione economica è particolarmente evidente per i pendolari. Con il diesel passato da 1,70 a 2,20 euro al litro, ad esempio, un lavoratore che percorre mediamente 27 chilometri per raggiungere il posto di lavoro va incontro a un incremento della spesa annuale vicino agli 800-900 euro. In questo contesto si registrano i primi progetti sperimentali promossi dalle amministrazioni locali. Torino, Brescia e Firenze rappresentano oggi i principali esempi di una tendenza ancora agli inizi, ma che potrebbe accelerare nei prossimi anni. I tre progetti hanno prodotto complessivamente 94.852 tragitti certificati, di cui 41.996 effettuati come conducenti e 52.856 come passeggeri. La condivisione ha consentito di stimare 1,18 milioni di chilometri di percorrenza in auto individuale evitati e 153.404 chilogrammi di emissioni dirette di CO₂ evitate, con quasi 42mila euro di incentivi distribuiti agli utenti.

Il progetto della Città metropolitana di Torino, finanziato con fondi europei Alcotra nell’ambito del progetto Amici, è attivo dal settembre 2025 e ha raggiunto 37.366 tragitti. A Brescia, dove sono coinvolti 15 Comuni, il sistema riconosce 7 centesimi al chilometro sia al conducente sia al passeggero, fino a un massimo di 2 euro al giorno per persona: dall’avvio sono stati certificati 13.817 tragitti. Firenze è invece il progetto territoriale più maturo, con 43.669 tragitti certificati.

Il dato interessante, per le amministrazioni, è che il carpooling può essere trasformato in una politica pubblica misurabile, un sistema che mette insieme community territoriali, incentivi, certificazione dei viaggi e rendicontazione. La possibilità di quantificare i tragitti, i chilometri sottratti alla circolazione individuale e gli incentivi erogati consente di affiancare questa modalità agli strumenti tradizionali di mobilità locale. «Il carpooling sta iniziando a interessare anche l’amministrazione pubblica italiana - dice Albertengo -. Per ora, però, viene promosso ancora sempre in forma sperimentale. L’aspettativa è che nel giro di uno o due anni possano arrivare forme di incentivazione anche a livello nazionale, sul modello di Francia, Spagna e Germania».

Il prossimo territorio a entrare nella rete italiana sarà Sassari, ma l’interesse non si limita alle aree a maggiore densità industriale. È proprio questo uno degli elementi che possono modificare la geografia del carpooling nei prossimi anni. Dove il pendolarismo per lavoro è più intenso, la domanda nasce soprattutto dalle aziende e dai lavoratori, mentre nei territori più periferici può invece diventare uno strumento per rispondere a esigenze di mobilità che il trasporto pubblico fatica a soddisfare.

Una nuova marcia per il carpooling aziendale

La spinta economica non riguarda però soltanto le amministrazioni. Anche nelle imprese il carpooling sembra vivere una nuova fase. L’Osservatorio 2026 censisce 2.790 sedi e 182.265 dipendenti, distribuiti in tutte le 20 regioni. Rispetto al 2025 le sedi sono aumentate del 3,4%, i dipendenti del 5,1% e soprattutto le organizzazioni uniche del 32,9%. Nel primo semestre 2026 le community aziendali hanno generato 387.151 viaggi condivisi, per oltre 5,28 milioni di chilometri di percorrenza individuale evitati e 686,6 tonnellate di emissioni dirette di CO₂ stimate, con un risparmio economico complessivo di 2,11 milioni di euro. «Le aziende stanno valorizzando maggiormente il welfare, supportando il potere d’acquisto del proprio dipendente e valorizzando la competitività rispetto alla concorrenza», commenta l’amministratore delegato di JoJob.

La distribuzione per settore rende visibile la varietà delle organizzazioni. Il comparto bancario conta 2.170 sedi, il 77,8% del totale, ma il dato riflette soprattutto la capillarità delle filiali: le organizzazioni bancarie censite sono 7 e coinvolgono 31.476 dipendenti. Il metalmeccanico ha invece 187 sedi, 13 organizzazioni e il bacino di dipendenti più ampio, pari a 46.496 persone. Seguono, per numero di sedi, trasporti (79), logistica (54), retail (41), beni e servizi al consumatore (39), lusso (36), alimentare (34), chimica (31), utilities (27), tecnologia (22) e farmaceutica (17). Completano il quadro università, telecomunicazioni, automotive, manifattura, finanza, servizi, consulenza e informatica. Per numero di dipendenti, dopo il metalmeccanico e il bancario, si distinguono alimentare (18.764), logistica (15.523), beni e servizi al consumatore (12.156) e telecomunicazioni (10.597).

«Il maggior numero di viaggi si registra tra le imprese della logistica e del metalmeccanico, settori caratterizzati da una forte presenza di turnisti e, in molti casi, da livelli retributivi più contenuti – sottolinea Albertengo -. Nei comparti come farmaceutica, chimica, alimentare e soprattutto lusso, il carpooling risponde anche a una logica di competitività sul welfare e di attrazione dei talenti».

Anche la geografia conferma il ruolo del pendolarismo. La Lombardia è la prima regione per numero di sedi coinvolte, con 553 siti, seguita da Emilia-Romagna con 442 e Lazio con 280. A livello provinciale Roma conta 211 sedi, Brescia 142 e Milano 121.

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