Ecco i risparmi certificati che genera il carpooling
In Regione Lombardia e nel settore bancario il numero di persone più coinvolte
4' di lettura
4' di lettura
Il caro carburanti come leva per le politiche di mobilità locale. Mentre il prezzo della benzina continua a pesare sui bilanci delle famiglie, Comuni e Città metropolitane iniziano a guardare al carpooling non più soltanto come a uno strumento di sostenibilità ambientale, ma come a una risposta concreta all’aumento del costo degli spostamenti quotidiani. È una delle evidenze che emergono dall’Osservatorio Aziende in Movimento 2026 di Jojob, che per la prima volta mette in relazione la crescita delle community aziendali con i primi progetti di mobilità condivisa promossi direttamente sui territori.
Chiedilo al Sole
«Il tema dell’inquinamento ambientale l’ha sempre fatta da padrone, ma non è mai stato sufficiente a smuovere alcune decisioni politiche - osserva Gerard Albertengo, amministratore delegato di Jojob -. Probabilmente invece l’incremento del costo del carburante, insieme alle tensioni e alle preoccupazioni sui rifornimenti energetici, sta dimostrando che possono esistere soluzioni per vecchi problemi, come la necessità di ridurre il consumo di petrolio: il carpooling risponde a questa necessità”.
Un supporto per i pendolari
La dimensione economica è particolarmente evidente per i pendolari. Con il diesel passato da 1,70 a 2,20 euro al litro, ad esempio, un lavoratore che percorre mediamente 27 chilometri per raggiungere il posto di lavoro va incontro a un incremento della spesa annuale vicino agli 800-900 euro. In questo contesto si registrano i primi progetti sperimentali promossi dalle amministrazioni locali. Torino, Brescia e Firenze rappresentano oggi i principali esempi di una tendenza ancora agli inizi, ma che potrebbe accelerare nei prossimi anni. I tre progetti hanno prodotto complessivamente 94.852 tragitti certificati, di cui 41.996 effettuati come conducenti e 52.856 come passeggeri. La condivisione ha consentito di stimare 1,18 milioni di chilometri di percorrenza in auto individuale evitati e 153.404 chilogrammi di emissioni dirette di CO₂ evitate, con quasi 42mila euro di incentivi distribuiti agli utenti.
Il progetto della Città metropolitana di Torino, finanziato con fondi europei Alcotra nell’ambito del progetto Amici, è attivo dal settembre 2025 e ha raggiunto 37.366 tragitti. A Brescia, dove sono coinvolti 15 Comuni, il sistema riconosce 7 centesimi al chilometro sia al conducente sia al passeggero, fino a un massimo di 2 euro al giorno per persona: dall’avvio sono stati certificati 13.817 tragitti. Firenze è invece il progetto territoriale più maturo, con 43.669 tragitti certificati.
Il dato interessante, per le amministrazioni, è che il carpooling può essere trasformato in una politica pubblica misurabile, un sistema che mette insieme community territoriali, incentivi, certificazione dei viaggi e rendicontazione. La possibilità di quantificare i tragitti, i chilometri sottratti alla circolazione individuale e gli incentivi erogati consente di affiancare questa modalità agli strumenti tradizionali di mobilità locale. «Il carpooling sta iniziando a interessare anche l’amministrazione pubblica italiana - dice Albertengo -. Per ora, però, viene promosso ancora sempre in forma sperimentale. L’aspettativa è che nel giro di uno o due anni possano arrivare forme di incentivazione anche a livello nazionale, sul modello di Francia, Spagna e Germania».







