Ecco quanto sono sicuri i sei viadotti sotto inchiesta
di Maurizio Caprino
3' di lettura
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Ma oggi sono davvero a rischio i sei viadotti su cui la Procura di Genova ha aperto un’indagine perché i report sulla loro sicurezza sarebbero stati edulcorati? Ad avere dubbi non sono stati solo gli inquirenti, dopo aver visto i documenti acquisiti negli uffici di Autostrade per l’Italia (Aspi) e della Spea (la società di progettazione dello stesso gruppo, per il quale svolge anche le verifiche di sicurezza): è intervenuto - già lo scorso autunno - anche il ministero delle Infrastrutture. Che ha riscontrato più di un rischio potenziale.
Per le tre opere ubicate nel Centro-Sud (il viadotto Moro sulla A14 in provincia di Chieti, il viadotto Sarno sulla A30 in provincia di Salerno e il ponticello Paolillo sulla A16 in provincia di Foggia), tutto è riportato in una lunga nota firmata il 23 novembre 2018 dagli ispettori territoriali del ministero, inviata alla direzione generale di vigilanza sulla concessioni autostradali (Dgvca) dello stesso dicastero e alle Prefetture competenti sui luoghi in cui si trovano i viadotti sotto indagine. Il Sole 24 Ore è in grado di pubblicare questa nota.
In effetti, dal documento emergono vari problemi. Tanto che in più di un caso sono state prescritte limitazioni al traffico, dovute a «decadimento manutentivo...tale da non poter dimostrare il raggiungimento di adeguato standard di sicurezza con il regolare transito della circolazione».
Sul Moro si parla di ammaloramenti non solo superficiali del calcestruzzo di pile, travi e solette, ma non si era riusciti a stabilire quanto in profondità arrivasse. Riscontrato anche un degrado dei trefoli di precompressione delle travi.
Sul Sarno nessun problema particolare al viadotto centrale, ma degrado sull’omonimo svincolo contiguo, anch’esso costituito da un viadotto.

