Ecco Libra, criptovaluta di Facebook: garantita da asset reali
di Pierangelo Soldavini
4' di lettura
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Una valuta stabile basata su una blockchain sicura e open source, garantita da una riserva di asset reali e governata da un’associazione indipendente, una moneta semplice che si trasformi nell’infrastruttura finanziaria per permettere a miliardi di persone di accedere ai servizi bancari. È Libra, la criptovaluta lanciata oggi da Facebook - ma partirà operativamente nel 2020 -, insieme a una serie di altri attori del comparto finanziario, tecnologico, telecom e venture capital, con l’obiettivo di aprire la strada a un sistema finanziario globale economico, efficiente, accessibile e più connesso.
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L’annuncio è arrivato da Menlo Park dove da oltre un anno è al lavoro una squadra specifica guidata dall’ex presidente di PayPal, David Marcus, che ha ideato l’architettura di un sistema in cui Facebook è solo uno degli attori, per evitare qualsiasi tipo di polemiche sulla nuova montagna di dati altamente sensibili che il social network si troverebbe a gestire.
La blockchain e le criptovalute offrono grandi potenzialità, secondo il “white paper” diffuso nella notte californiana: «Sono decentralizzate, accessibili a livello globale, economiche e sicure», anche se queste caratteristiche sono state messe finora in ombra dalla volatilità e dalla scarsa scalabilità.
Cosa sarà Libra
«Il mondo ha bisogno di una valuta globale, nativa digitale, che possa integrare tutte le qualità delle migliori valute globali: stabilità, bassa inflazione, accettazione globale e fungibilità», spiega il white paper. Per questo Libra sarà una stablecoin, una criptovaluta la cui stabilità sarà basata sulla copertura di una riserva di asset reali : sarà quindi garantita dalla parità con un paniere di «asset a bassa volatilità, come depositi bancari e titoli di Stato a breve termine denominati in valute di Banche centrali stabili e ad alta reputazione».

