Ecco come ridurre gli effetti dei dazi: agire sulle catene di fornitura
Le imprese possono attivarsi per limitare l’onere delle tariffe già in vigore
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Dal 12 marzo gli Stati Uniti hanno istituito diverse tariffe aggiuntive tra cui un dazio ad valorem del 25% sulle importazioni dei prodotti in alluminio e acciaio (e loro derivati). Poi sono stati istituiti nuovi dazi al 25% sulle importazioni di autovetture per trasporto passeggeri e per le parti di automobili rispettivamente a partire dal 3 aprile e dal prossimo 3 maggio.
A queste misure è seguita, dal 5 aprile, una nuova tariffa su ogni tipologia di merce importata negli Usa con un’aliquota base del 10%: livello inizialmente destinato a essere aumentato sulla base delle ormai celebri tabelle mostrate dal presidente Trump nel Giardino delle rose della Casa bianca. All’Unione europea sarebbe toccato il 20% ed è proprio questo livello a essere stato sospeso da Trump per 90 giorni a partire dal 9 aprile.
Durante questa moratoria le parti tratteranno, ma nel frattempo le imprese possono iniziare a ragionare sui meccanismi applicativi delle tariffe.
Le esenzioni
Innanzitutto, tra le diverse esenzioni, una è per le componenti di origine statunitense presenti almeno per il 20% nelle merci importate negli Usa.
L’analisi delle catene di fornitura








