Sono un investitore a cui piace l’innovazione e l’impatto. Questo è il tema fondamentale non solo di Newcleo ma anche di Planet Smart City. Sono un investitore che non disdice poi la cultura e l’arte dove però è più difficile investire perché non ci sono quei ritorni che invece caratterizzano il mondo dell’innovazione. Il mecenatismo da questo punto di vista non è così maturo.
Cosa guarda per valutare i suoi investimenti?
Siccome la prima azienda che avevo fondato, nel settore della medicina nucleare, aveva avuto un grande impatto sui pazienti perché abbiamo introdotto trattamenti nel campo oncologico che hanno cambiato la loro vita, allora questa idea di cambiare la vita delle persone me la sono portata dietro. Si cambia lavorando sulle cose che contano, la salute, l’energia, l’abitare. Il tema dell’innovazione è importante perché può portare un cambiamento positivo. Planet Smart City ha come obiettivo quello di cambiare la vita a classi sociali non agiate, siamo nell’Affordable housing, un comparto che si rivolge a persone che hanno l’aspirazione di comprare una casa e fare famiglia. L’idea è quella di creare non più quartieri dormitori, che spero appartengano per sempre al passato, ma luoghi dove è bello vivere e tornare, luoghi che le persone fanno loro, spazi dove potersi emancipare ed elevare socialmente. È quello che hanno fatto i nostri genitori in passato, farci studiare di più e accompagnarci in un percorso di crescita sociale. In effetti ho scelto business dove vedevo potesse esserci un impatto importante.
Questo approccio ha ispirato Newcleo, dunque?
Sì perché Newcleo avrà un impatto importante non solo per il problema della decarbonizzazione dell’energia ma anche sulle risorse e sul trattamento dei rifiuti visto che si tratta di una tecnologia alimentata da scorie nucleari. Guardiamo all’energia in modo un po’ più olistico, prima si considerava soltanto il costo, ora si considera il tema della decarbonizzazione, delle risorse utilizzato e sull’impatto in termini di rifiuti. Il nucleare è sorprendente da questo punto di vista e voglio dimostrare che è così. Fortunatamente grazie al successo in altre imprese sono riuscito a creare quella credibilità che unita alla mia esperienza nel settore del nucleare, dove ho lavorato per 12 anni, ho potuto mettere insieme l’aspetto imprenditoriale con quello scientifico. Ho sentito l’obbligo di lanciare questa idea e farla fiorire.