Idee regalo

Eccezionale quotidiano: quando gli oggetti di uso comune diventano preziosi

Una caffettiera, una pentola, un vaso, un portaombrelli sono anche pezzi della nostra vista. Per questo valgono tanto oro quanto pesa il semplice piacere di riconoscersi.

di Di Mattia Carzaniga. Styling di Lea Anouchinsky

Destroyer di INTERNI VENOSTA è una serie di vasi/sculture pezzi unici nati dal riuso di comuni flaconi di detersivo, trasformati grazie ad applicazioni in acciaio, ottone e bronzo. Il progetto è realizzato in Toscana da Fabbri Services e vuole nobilitare gli oggetti quotidiani destinati allo scarto, rendendoli collezionabili. È possibile inviare al team il proprio flacone: una volta accettato, viene reinterpretato con applicazioni metalliche artigianali. Ogni pezzo viene consegnato con certificato di autenticità.

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L’incarto dei biscotti della Fornaia di Monceau. Le tazze di caffè di La mia notte con Maud. La scala di legno del Ginocchio di Claire. La Monstera deliciosa dell’Amore il pomeriggio. Il telefono delle Notti della luna piena. Il tavolo di fortuna – due assi, una tovaglia bianca, i piatti che si è riusciti a rimediare – allestito nella campagna di Reinette e Mirabelle. Potrei andare avanti ancora, e ancora. Vorrei vivere in un film di Éric Rohmer perché non c’è niente di più bello e sicuro di un film di Éric Rohmer. Ma, più di tutto, vorrei vivere in un film di Éric Rohmer per stare in mezzo a quegli oggetti. Ai suoi oggetti. A quelle lampade fioche e a quei libri ingialliti, a quelle bottiglie di vino novello e a quelle caraffe che diventano vasi per ospitare fiori di campo. Cosa definisce il mondo di un regista, il mondo parallelo che è un altro – è il mondo del cinema –, ma che sembra così vicino a quello che conosciamo, così nostro? Gli oggetti, e basta.

A sinistra, Frying Pan, specchio a parete a forma di padelladisegnato da Studio Job per GHIDINI 1961 (1.400 €). Derivato dalla serie Farm, è realizzato in alluminio con finitura orolucido e prodotto a Villa Carcina (BS). A destra, Butler di Richard Hutten per GHIDINI 1961 (1.315 €) è un portaombrelli in ottone lucido dalla silhouette di un ombrello capovolto, con il manico-gancio pensato per appendere gli ombrelli pieghevoli..

Il mio giochino preferito è sul profilo Instagram di MUBI, la piattaforma cinéphile che, guarda caso, è zeppa di titoli di Rohmer. Si chiama “Guess the film”. È un carosello di immagini volutamente casuali, apparentemente banali, che del film di turno dicono tutto senza mostrare nulla, o almeno non quello che, solitamente, ci riporta dentro un film, dentro un mondo: i volti degli attori che diventano e inventano le vite degli altri. Ci sono solo – indovinate un po’ – gli oggetti. E bastano quelli a dirci dove ci troviamo, in che universo alternativo siamo. Un tovagliolo arricciato su un tavolo di gala, un borsellino pieno di sterline stropicciate, una boccetta di veleno: è Gosford Park di Robert Altman! Una teiera sotto i raggi del sole d’estate, una sveglia che indica le cinque e dieci, un vaso su un trespolo: è Monica e il desiderio di Ingmar Bergman! Un piatto di limoni, un uncinetto su un divano, due pale di fico d’India usate come insalatiera: è Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore! È un gioco bellissimo perché ci riporta, lungo la strada della memoria, là dove riconosciamo una storia, e dove riconosciamo noi stessi. E lo fa attraverso gli oggetti che quella storia l’hanno abitata, che ci hanno abitati. La sicurezza degli oggetti. È il titolo di un altro film di un po’ di anni fa. «Quando inizi a collezionare oggetti, inizi a pensare che ti importi di loro», dice un personaggio di quella storia. «E quando non ci sono più, quando si rompono o qualcuno te li ruba, ti senti come se anche una parte di te se ne fosse andata. Quando hai delle cose e all’improvviso non ce le hai più, ti senti come se fossi scomparso». Ecco, è proprio quella cosa lì. Non riconoscerci più perché non vediamo più le cose che costruiscono il (nostro) mondo.

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Moka Oro 24K di D&G CASA per BIALETTI è una caffettiera da tre tazze in oro, con logo D&G: una reinterpretazione in edizione limitata della classica Moka Express (1.950 €).

Inizia come un “Guess the film” anche il lussureggiante, disperato Queer di Luca Guadagnino, un altro autore che dà un’anima alle cose, ci parla, e le fa parlare con noi. Una macchina da scrivere, un orologio, un manoscritto, un pacchetto di Camel e un posacenere pieno di mozziconi, un passaporto, una siringa. Chiamali col loro nome. E poi lasciali abbandonati sopra un letto, che è un altro oggetto, ed è il luogo in cui avviene il trionfo e la perdizione di Lee, cioè di William S. Burroughs, che ha ispirato questa storia di un altro uomo che si sente come se fosse scomparso. Forse perché, a poco a poco, scompaiono le cose attorno a lui – o, semplicemente, quelle cose non bastano più a dirci (e dirgli) chi è.

Il juke-box domestico Perspective Cavalière di HERMÈS MAISON (310.000 €) in legno è rivestito in pelle taurillon e poggia su una base in vetro colato a mano, con 6 altoparlanti (2 bassi, 2 medi in fibra di lino, 2 tweeter in alluminio/magnesio), comandi touch, streaming wireless, capacità per 10 Lp, base in vetro di Murano.

Ecco: se fossero solo gli oggetti ciò che ci tiene qui, nel mondo presente o in quello che immaginiamo, perché altrimenti saremmo destinati a scomparire? Se fossero quell’eccezionale domestico che compone la nostra casa dunque la nostra vita, altrimenti non sapremmo chi siamo? Mi viene in soccorso Chuck Palahniuk: «Ecco cosa facciamo noi esseri umani: ci trasformiamo in oggetti. Trasformiamo gli oggetti in noi stessi». Noi siamo il libro, il vaso di fiori, la scala su cui si accende il desiderio di quel tizio sgangherato ritratto da Rohmer.

Perché scegliamo questo o quell’oggetto? Me lo domando sempre. Perché ci trasciniamo tra saloni del mobile e svendite di design come se cercassimo noi stessi? Forse perché noi siamo tutte le cose, anche (soprattutto) quelle che non abbiamo, che troviamo esposte in una vetrina o proiettate sullo schermo di un cinema. Le intercettiamo, e per un attimo seguiamo un altro destino, un’altra vita. Una nuova sicurezza. Perché quel giradischi o quella caffettiera, tra tutti? Perché quello spazzolino e quell’innaffiatoio? Si attesta che il primo film comico della storia del cinema, anzi il primo film con una vera trama, sia L’innaffiatore innaffiato. Era il 1895. Un ragazzo, un giardiniere, una birichinata. L’oggetto domestico diventa davvero l’eccezionale, il tuffo verso l’ignoto. Perché, allora, scegliamo quell’oggetto? Per la storia che contiene anche se ancora non lo sappiamo, per la storia in cui ci porta – o quella che scriviamo noi.

Bottiglie è un set di tre pezzi (715 €) che formano una famiglia di oggetti decorativi in legno: la loro caratteristica è nella combinazione di due finiture di frassino con qualità estetiche diverse. Bucchero (2.825 €)

Il Cavallo e il Colombo (da 550 € il primo e da 500 € il secondo),

Nella sua splendida, ultima mostra alla GAM di Milano, Ugo Rondinone si è messo davanti a Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo. Vi ha riconosciuto, su una scala che non credeva così ampia, l’immagine della cartolina che tenevano appesa in casa i suoi genitori, emigrati nel secolo scorso da Matera alla Svizzera. «Quelli siamo noi», dicevano a lui bambino. Li ha rivisti lì, e ha immaginato un ribaltamento. Ha ripensato i loro oggetti, li ha portati fuori, li ha rimessi in vita. Nella parete di fronte a quegli uomini e a quelle donne in marcia che hanno fatto il Novecento (anche quello di Bertolucci), ecco comparire un muro di falci, rastrelli, setacci, oggetti della campagna e della cucina. Come gli zappatori di Segantini, come gli spigolatori di Agnès Varda. L’arte, e il cinema, ci ha sempre portati lì. Molti anni prima, qualche anno dopo. È sempre la stessa storia. Ma quegli oggetti, nel ribaltamento di Rondinone, sono imbevuti d’oro. Sono diventati nobili. E tutto cambia. È il domestico che diventa eccezionale per davvero. È la stessa storia, è un’altra storia. Sempre la nostra, con gli oggetti che scrivono e decidono quello che eravamo, quello che siamo.

Microcosmi

Nel 2025, Molteni&C presenta la prima collezione di oggetti disegnati da Gio Ponti, Gio Ponti’s Objects: otto pezzi selezionati dall’ampio archivio del maestro, che conta oltre 250 oggetti di design. Con l’accordo siglato con gli eredi, che prevede l’esclusiva mondiale per la riedizione e la commercializzazione di tutti gli arredi progettati da Ponti (fatta eccezione per i diritti ceduti ad altri produttori), nel 2012 Molteni&C ha dato avvio a un programma che riporta in luce il lavoro di ricerca dell’architetto in oltre 50 anni di attività in molti campi – architettura, design, arte applicata ed editoria. Il progetto di riedizione ha dato vita a una collezione di arredi, modelli ideati da Ponti come pezzi unici o in piccola serie, dopo un lungo percorso di ricerca, selezione e studio dei prototipi. Si tratta di microcosmi delle sue idee architettoniche, caratterizzati da un alto valore artigianale e progettuale. Il Cavallo e il Colombo (in alto, da 550 € il primo e da 500 € il secondo), sagomati come origami, raccontano la metamorfosi generatrice di una sola, semplice piegatura. Originariamente realizzati in argento insieme a Lino Sabattini, oggi, nella riedizione di Molteni&C, sono proposti in acciaio inossidabile, materiale caro a Ponti per la sua versatilità e durevolezza. Al centro, Bottiglie è un set di tre pezzi (715 €) che formano una famiglia di oggetti decorativi in legno: la loro caratteristica è nella combinazione di due finiture di frassino con qualità estetiche diverse. Bucchero (2.825 €) è un manufatto etrusco che si distingue per una particolare tecnica di produzione: dopo una cottura ad alta temperatura e l’essiccazione all’aria aperta, l’argilla si priva di ossigeno, acquisendo una colorazione nera lucida. Questa antica arte è tramandata nella bottega Buccheri Antonio Rossi. In basso, Pompei (1.250 €) può essere utilizzato come candelabro, vaso, centrotavola. Sospeso su soli tre appoggi, pare richiamare studi per ardite strutture architettoniche.

UNICI & PREZIOSI BIALETTI, bialetti.com. DELFINA DELETTREZ, delfinadelettrez.com. D&G CASA, dolcegabbana.com/it-it/casa. GHIDINI 1961, ghidini1961.com. HERMÈS MAISON, hermes.com. INTERNI VENOSTA, internivenosta.com. KVADRAT, kvadrat.dk. LORENZI MILANO, lorenzi-milano.com. OSVALDO BENVENUTI, osvaldobenvenuti.it. POLTRONA FRAU, poltronafrau.com.

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