Crescita dei casi

Ebola in Rd Congo, superate le 1.500 vittime nell’epidemia

Si aggrava il bilancio di una delle emergenze «a più rapida espansione» nella storia del virus

dal nostro corrispondente Alb.Ma.

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A woman collects a food donation from the World Food Programme at the Rwampara Ebola treatment center in Ituri, eastern Congo, Wednesday, July 29, 2026. (AP Photo/Dieudonne Dirole) APN

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Cresce ancora il bilancio delle vittime dell’ultima epidemia di Ebola nella Repubblica democratica del Congo, classificata dalle autorità come una di quelle a «più rapida espansione» nella storia del virus. Gli ultimi dati diramati dalle autorità registrano un totale di 1.521 decessi e 3.442 contagi, con un rialzo delle morti al ritmo del 50% rispetto alla settimana precedente.

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Le Nazioni unite hanno (ri)lanciato l’allarme sul contenimento del virus, dichiarando che la capacità di risposta all’emergenza deve essere accresciuta di «tre o cinque volte» per reggere il passo della sua diffusione. I dati diffusi dall’agenzia Associated Press registrano 797 pazienti in isolamento o ricovero ospedaliero a fronte di 615 guariti. Il tracciamento è più carente, con una quota del 78% dei contatti monitorati contro la soglia del 95% necessaria a interrompere la trasmissione. Una nota positiva arriva invece dall’Uganda: Kampala ha dichiarato la guarigione del suo ultimo caso, anche se l’Organizzazione mondiale della sanità ribadisce che il Paese deve considerarsi ancora a rischio.

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La portata del virus

L’epidemia è stata dichiarata a metà maggio e nasce dalla variante Bundibugyo, ritenuta più insidiosa perché non esistono vaccini o trattamenti adeguati alla sua risposta. La gestione del virus è complicata dal bacino fisico di diffusione, la provincia dell’Ituri: una regione sul confine orientale della Repubblica democratica del Congo popolata di miniere artigianali, piagata da anni di conflitto armato e minacciata, ora, anche dall’avanzata dei ribelli filo-ruandesi degli M23 in guerra con i regolari congolesi nel Kivu. L’intreccio di disfunzioni logistiche e tensioni politiche sta intralciando gli interventi del personale sanitario, già bersaglio anche di aggressioni e penalizzata da risorse inferiori a quelle necessarie. Le Nazioni unite hanno rilevato che meno della metà dei 2,1 miliardi di dollari richiesti sono arrivati a destinazione nella Rd Congo.

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  • Alberto Magnani

    Alberto MagnaniCorrispondente

    Luogo: Nairobi

    Lingue parlate: inglese, tedesco

    Argomenti: Lavoro, Unione europea, Africa

    Premi: Premio "Alimentiamo il nostro futuro, nutriamo il mondo. Verso Expo 2015" di Agrofarma Federchimica e Fondazione Veronesi; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"

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