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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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Il 58% degli italiani risparmia. E’ il dato più alto degli ultimi 20 anni. Si consolida la categoria di risparmiatori “intenzionali”, che accumulano con obiettivi precisi (la casa, i figli, l’età della pensione), rispetto a chi risparmia a scopo precauzionale. La previdenza è una preoccupazione condivisa tra generazioni, la casa rimane il fulcro del patrimonio italiano, con quasi l’80% degli intervistati che vive in un’abitazione di proprietà e la compra in diverse fasi della vita. Le obbligazioni si confermano lo strumento finanziario preferito e se restano marginali le azioni nell’ultimo anno i prodotti di risparmio gestito hanno risalito la china. La sicurezza continua a prevalere tra gli obiettivi di chi risparmia.
Sono queste le evidenze principali dell’Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2025, realizzato da Intesa e Fondazione Einaudi. «L’Italia si conferma in Europa come uno dei più grandi giacimenti di risparmio - ricorda Gian Maria Gros-Pietro, Presidente di Intesa Sanpaolo, - e sua volta l’Europa lo è a livello mondiale con 33mila miliardi, ma ogni anno 300 miliardi attraversano l’Atlantico per finanziare economie esterne. Il compito degli operatori finanziari è fertilizzare il risparmio perchè quando viene affidato a un gestore che lo presta e lo fa fruttare, quella moneta circola e a produrre valore. «L’alta propensione al risparmio degli italiani è una grande virtù che si va consolidando - gli fa eco Giuseppe Lavazza, neo presidente del Centro Einaudi - ed il risparmio è una forma di emancipazione democratica».
La ricerca, condotta su un campione di 1.500 intervistati, analizza le dinamiche degli investimenti finanziari delle famiglie italiane e ne mette in luce comportamenti e opinioni. Focus dell’edizione 2025 è la Silver Age, realizzato attraverso un sovra campionamento di 200 individui di età tra i 60 e gli 85 anni. «Sono agenti economici attivi: in media, quasi 2 su 3 continuano ad accantonare una quota significativa delle proprie entrate, sono motori del welfare familiare, sostenendo anche economicamente figli e nipoti - spiega Giuseppe Russo , direttore del Centro Einaudi- dedicando loro parecchio tempo. Infine, una percentuale non trascurabile continua a svolgere attività lavorative quotidiane. I progetti dei silver raccontano di una generazione che non si ferma: tra il 12 e il 13% ha in programma viaggi, brevi o lunghi: non è solo turismo, ma ricerca di benessere psicofisico. Così il risparmio è strumento di protezione e libertà».
Gli italiani sono sempre più attenti al risparmio per affrontare gli imprevisti futuri, preoccupati per la terza età ma pronti ad aiutare le nuove generazioni, disponibili ad investire nel mattone e molto meno in strumenti finanziari. Risparmiano più gli uomini (61%) che le donne (57%) e le persone con il titolo di studio più elevato con oltre il 90% dei laureati che dichiara di possedere una piena indipendenza finanziaria (84,2% il totale campione). Per il 36% degli intervistati le risorse accantonate servono ad affrontare imprevisti futuri mentre c’è un 38% di risparmiatori “intenzionali” (il 38%) che hanno obiettivi precisi di accumulazione (casa, figli, età della pensione). La previdenza è una preoccupazione generazionale. Circa il 24,5% ha sottoscritto una forma pensionistica complementare: una percentuale in crescita, raddoppiata negli ultimi 15 anni, sebbene ancora minoritaria. Resta bassa la diffusione di polizze Long Term Care (LTC), ma anche sanitarie e vita, specie tra i giovani. L’interesse per le polizze LTC resta limitato anche nell’età più avanzata. Soltanto il 17,9% degli intervistati è protetto da una forma di assicurazione (individuale o familiare, collettiva o aziendale) che copre, in tutto o in parte, le spese mediche.La casa rimane il fulcro del patrimonio italiano, con quasi l’80% degli intervistati che vive in abitazioni di proprietà. La voglia di case non si spegne neanche con l’avanzare dell’età: oltre il 7% degli over 60 dichiara intenzioni o ambizioni di acquisto nei prossimi anni, spesso per miglioramenti abitativi o riposizionamenti geografici conseguenti al pensionamento. Ben il 22% degli acquisti effettivi degli over-55 riguarda alloggi per i figli. Sul fronte degli investimenti, le obbligazioni rimangono lo strumento preferito, con un quinto dei risparmiatori italiani del campione che le possiede: il 44% di questi ha operato nell’ultimo anno, con un rapporto di 2 a 1 tra chi ha acquistato e chi ha venduto. Restano marginali le azioni: solo il 4,6% deli intervistati ha operato in Borsa negli ultimi dodici mesi. La sicurezza continua a prevalere tra gli obiettivi che gli intervistati si pongono quando si impiegano i risparmi. Nel rapporto 2025, tuttavia, le citazioni scendono per la prima volta sotto il 50 per cento: la colloca al primo posto il 47% degli intervistati. A determinare la prudenza del campione concorre sicuramente anche un’alfabetizzazione finanziaria non elevata: solo 4 soggetti su 10 ritengono sufficiente il proprio livello di competenza.
Se il risparmio precauzionale resta dominante tra gli ultraottantenni, legato soprattutto a incertezze sanitarie e imprevisti, va detto che i silver appaiono motori del welfare familiare, sostenendo economicamente figli e nipoti e dedicando loro tempo. Il 70 per cento ritiene che “bisogna lasciare almeno la casa ai figli”; la metà circa reputa che “l’eredità sia un dovere morale”. Un dato sorprendente riguarda il lavoro retribuito. Percentuali non trascurabili di over 60 continuano infatti a svolgere attività lavorative quotidiane: si tratta del 59,7% degli uomini e del 44,4% delle donne nella fascia 61-70, percentuali che scendono (ma resistono) anche nelle età successive (31,5% e 28,5% nella fascia 71-80; 12,2% e 12,1% negli over 81). Quando proiettano le proprie aspettative sui prossimi 12-18 mesi, i silver mantengono un ottimismo temperato. Con riferimento al risparmio futuro, il rapporto tra ottimisti e pessimisti si mantiene sopra l’unità (tra 1 e 2), a indicare che la capacità di continuare a risparmiare rappresenta per i silver non solo una forma di sicurezza personale, ma anche l’adempimento a quello che molti considerano un dovere morale verso le generazioni successive. Appare positivo anche il saldo tra soddisfatti e insoddisfatti del patrimonio accumulato, con una prima fase caratterizzata da soddisfazione elevata (45-55% per entrambi i generi), seguita da un minimo del 30-35% nella fascia centrale di età e, infine, da un recupero successivo, specialmente fra gli uomini (fino al 50-52%).