Energia e Ambiente

È crisi idrica in Sicilia, acqua razionata per un milione di cittadini

di Nino Amadore

3' di lettura

3' di lettura

Il dato ufficiale parla di 850mila persone ma sono molti di più, sicuramente oltre un milione. In pratica un quinto della popolazione siciliana sarà interessato nei prossimi mesi dal piano di riduzione delle forniture di acqua a causa della crisi idrica. Il dato certo riguarda le misure per fronteggiare la crisi di Siciliacque (la società di sovrambito che fornisce l’acqua alle società di gestione o ai Comuni partecipata al 75% da Italgas): il nuovo piano di razionamento, dopo quello di inizio gennaio, riguarda 93 Comuni nelle province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Palermo e Trapani, per un bacino di circa 850 mila residenti.

Sono previste riduzioni della portata d’acqua fra il 10% e il 45% : le punte maggiori sono previste in 15 centri del nisseno e dell’agrigentino. «La decisione, presa di concerto con le autorità regionali, è conseguente alla situazione di severità idrica in atto in Sicilia e tende a conciliare il soddisfacimento del fabbisogno delle persone con la necessità di salvaguardare gli invasi» spiegano da Siciliacque. Di mese in mese, complice il clima particolarmente asciutto ma anche i difetti strutturali storici dei grandi invasi e le perdite delle reti siciliane con punte che sfiorano il 50%, la situazione non fa altro che peggiorare. Il 2023 è stato il quarto anno consecutivo con precipitazioni al di sotto della media e anche i primi mesi di quest’anno, caratterizzati da temperature più alte e scarsità di piogge, hanno confermato questa tendenza.

Loading...

La giunta regionale, guidata da Renato Schifani, ha approvato lo stato di crisi e di emergenza nel settore idrico potabile fino al 31 dicembre per le province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina, Palermo e Trapani. Contestualmente la giunta ha nominato il segretario generale dell’Autorità di bacino Leonardo Santoro Commissario delegato con l’incarico di individuare e attuare tutte le misure necessarie per superare la fase più critica. Un fronte strategico è sicuramente quello infrastrutturale: secondo un monitoraggio fatto l’anno scorso su 46 invasi della Sicilia, 4 sono fuori esercizio, 17 con invaso limitato alcune delle quali (una decina) in attesa ancora del collaudo. È capitato persino che le dighe siano state svuotate per non mettere in pericolo la tenuta strutturale con sprechi e danni alle campagne.«Dalla diga Trinità di Castelvetrano si continua a sversare acqua che l’invaso non può contenere per problemi di autorizzazioni. In una annata particolarmente siccitosa è un lusso che certamente non ci si può permettere» ha denunciato qualche giorno fa il presidente della Cia della Sicilia Occidentale Camillo Pugliesi. La diga Trinità aspetta il collaudo dal 1959. «Abbiamo un quadro concreto e preciso delle opere da attuare in collaborazione con il governo nazionale – ha spiegato Schifani –. Riteniamo che il Piano nazionale possa essere lo strumento più idoneo per avere le risorse necessarie». Il piano della Regione prevede una spesa di circa 150 milioni per cinque interventi ritenuti urgenti.

Lo spreco d’acqua

Dal canto suo Siciliacque, che ogni anno fornisce 70 milioni di metri cubi di acqua a un bacino di 1,6 milioni di persone, ha avviato un piano che prevede interventi nel breve, medio e lungo periodo: nel breve è previsto lo sfruttamento di sei nuovi pozzi e i lavori sono in corso; nel medio-lungo termine sono previsti interventi tecnologico (con un investimento di 19,6 milioni) per il controllo da remoto degli impianti con l’obiettivo di portare le perdite dall’attuale 16% al 12 per cento; nel lungo periodo sono previsti invece lavori in varie parti della Sicilia per oltre 100 milioni finanziati con fondi Pnrr.

Altro capitolo dolente riguarda agricoltura e zootecnia: a febbraio è stato dichiarato lo stato di crisi ed emergenza siccità per il settore zootecnico e il direttore generale del dipartimento Agricoltura Dario Cartabellotta è stato nominato commissario per l’emergenza. L’altroieri il governatore siciliano e l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino hanno incontrato il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida: «Ho chiesto – dice Sammartino –la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per la siccità. La situazione senza precedenti che vive la nostra regione necessita di interventi straordinari per la salvaguardia del sistema agricolo siciliano».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti