Shopping digitale

E-commerce, aumentano gli acquisti online. E anche le frodi

Nel 2024 circa il 45% dei consumatori Ue è stato vittima di truffe facendo shopping su siti web e piattaforme

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Sempre più persone, in Europa, fanno shopping online: nel 2018 era il 66 per cento, nel 2025 addirittura il 78 per cento. Con l’espansione dell’e-commerce, però, sono aumentate anche le frodi: nel 2024 circa il 45 per cento dei consumatori Ue ne è stato vittima. Lo sostiene lo studio «Frodi e finti negozi online», realizzato per il Parlamento europeo su richiesta della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La ricerca, pubblicata a luglio, spiega che circa il 66 per cento dei soggetti truffati si era imbattuta in recensioni non autentiche, mentre il 61 per cento aveva notato che gli sconti offerti sembravano troppo elevati. In Italia, secondo il report, una persona su cinque sarebbe stata vittima di truffe facendo shopping online: le perdite documentate nella prima metà del 2024 avrebbero raggiunto la cifra di 114 milioni di euro, per un incremento del 71 per cento rispetto all’anno precedente.

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Le fasi della truffa

La truffa, spiega lo studio, si articola in due fasi: prima si cattura l’attenzione del consumatore e poi si conclude la vendita, che in varie modalità si rivela fraudolenta. Sono moltissime le modalità con cui ciascuna delle due tappe può essere realizzata e possono così crearsi molteplici combinazioni: ogni truffa, per così dire, è unica nel suo genere.

Per quanto riguarda la prima operazione, cioè attrarre il consumatore, sono almeno tre i modus operandi: i malintenzionati possono costruire un’identità falsa, magari clonando lo store di un marchio reale e affidabile. Si può inoltre generare traffico sul proprio sito sfruttando le potenzialità della rete, per esempio manipolando le ricerche e utilizzando percorsi ingannevoli di spam. O ancora, il cliente può essere indotto a finalizzare l’acquisto eliminando ostacoli di vario tipo: vengono offerti sconti elevatissimi che riducono il costo, si manipolano le recensioni per fornire un’immagine affidabile o ancora si prevedono garanzie ingannevoli nei termini di acquisto.

Una volta che la vendita si è conclusa la truffa entra nella seconda fase, che a sua volta può articolarsi in almeno tre modalità. In primo luogo, è possibile che vengano vietati i resi e che al tempo stesso non sia fornito un rimborso. Possono anche essere rubate le credenziali con cui è stato effettuato il pagamento. Queste operazioni ricadono sotto l’ombrello del danno finanziario e dell’impossibilità di restituire ciò che si è acquistato.

Una seconda tattica usata dai truffatori è quella di spedire merci contraffatte o non conformi alle normative vigenti o, ancora, molto diverse da quanto mostrato online al momento dell’acquisto. Da ultimo, può accadere che la consegna venga continuamente rimandata oppure che vengano recapitate scatole vuote o contenenti solo alcuni dei prodotti ordinati. In altri casi, la spedizione non viene effettuata.

Raccomandazioni

Le molteplici combinazioni possibili rispondono a due modalità fraudolente di operare: in un caso, si tratta di negozi falsi in cui l’operatore controlla tutto il processo. Nella seconda ipotesi, invece, si sfrutta l’affidabilità di una piattaforma o di un marchio per attirare il consumatore. Tra le raccomandazioni del report la possibilità di anticipare la tutela a prima che l’acquirente paghi, per esempio introducendo controlli preventivi sulle interazioni tra azienda e cliente, i cosiddetti touchpoint digitali.

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