Terzo Fattore

Dynamo, una raccolta fondi da 2 milioni di chilometri

Per raccogliere risorse a favore del Camp, la fondazione mette in campo la sfida sportiva a cui partecipano persone e aziende

di Laura Sconfietti

Il top foundraiser singoli Franco Taddei, che corre a favore di Dynamo

5' di lettura

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E se praticando il proprio sport preferito fosse possibile sostenere una raccolta fondi? È questo l’obiettivo della due milioni di chilometri, evento sportivo, sfida non competitiva a cui stanno partecipando aziende e singoli per cumulare chilometri con un unico scopo: quello di sostenere Dynamo Camp, partecipando e donando a Dynamo i chilometri percorsi muovendosi in bici, correndo o praticando qualunque altro sport. Un evento già consolidato e già alla sua quinta edizione. Lo scopo? Raggiungere due milioni di chilometri (49 volte il giro della Terra), raccogliendo donazioni per sostenere la sfida di Dynamo, fondazione che da 17 anni offre in modo gratuito a bambini e famiglie di tutta Italia attività e laboratori di terapia ricreativa.

In soli tre mesi la distanza percorsa collettivamente ha superato i 1623.729km, superando così i 1.124.872 km raggiunti nell’edizione precedente e raccogliendo donazioni per oltre 123.966 euro, con un totale di 1.944.908 chilometri.

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E la sfida è ancora aperta: iniziata il 1° maggio e attiva sino al 30 settembre 2024, sono molte le squadre che stanno ancora scaldando i motori. La partecipazione aziendale, già copiosa, è destinata ad aumentare, molte aziende sono partite a macinare chilometri da luglio e agosto, apportando ulteriori donazioni in favore di Dynamo.

Ma a cosa serve una raccolta fondi?

«La raccolta fondi serve a trovare le risorse per lo sviluppo dei nostri programmi, attraverso la relazione con i donatori, individui, aziende e fondazioni. Serve a sviluppare strategie a medio e lungo termine, per sostenere tutte le attività di Dynamo Camp. Ma, oltre all’aspetto finanziario, riesce anche a coinvolgere la comunità e a promuovere la responsabilità sociale, permettendo a individui e aziende di contribuire attivamente» spiega il responsabile raccolta fondi di Dynamo Camp, Mauro Picciaiola.

Secondo quanto riportato nel bilancio sociale 2023: donazioni e contributi ammontano a complessivi 10,9 milioni di euro, di cui un milione relativo all’utilizzo della riserva donazioni in natura e altri ricavi. La restante parte, ovvero 9,8 milioni sono frutto di una strategia che punta a una diversificazione delle fonti di finanziamento sempre più bilanciata. «Nel 2023 la crescita più importante è stata del segmento individui, che è cresciuto del +21% raggiungendo il 38% del totale» continua Picciaiola.

Anche la partecipazione delle aziende alla raccolta fondi segna un cambiamento rispetto agli altri anni. Prendendo come riferimento la raccolta fondi 2023, rispetto a quella degli anni 2021 e 2022, infatti, si nota come l’andamento del segmento aziende da solo supera oltre il 47% del totale e, unito a quello degli individui, supera l’80%: contributo che permette a Dynamo di accelerare la sua crescita e il suo impatto.

La partecipazione aziendale

Le imprese che partecipano alla sfida permettono di dare continuità alla missione di Dynamo Camp grazie al loro contributo finanziario, diventando non solo sostenitrici, ma veri e propri partner che condividono la missione e gli obiettivi della fondazione.

Nella 2 milioni di km, il ruolo delle aziende si è rivelato determinante. Divisi per squadre, sono molti gli individui e le aziende che stanno correndo in favore di Dynamo: per un totale di 1,621 iscritti, con oltre 60 singoli e 11 aziende, queste ultime con un numero complessivo di 1.653 dipendenti iscritti, che stanno svolgendo un ruolo cruciale nel macinare chilometri e raccogliere donazioni.

Già alla quinta edizione, novità di quest’anno è un’attenzione alla partecipazione aziendale, con la creazione di pacchetti ad hoc pensati per favorire l’engagement. Queste possono prendere parte alla sfida creando diversi team e sfidandosi anche tra loro. L’idea è che le aziende che salgono a bordo della 2 milioni di km possano favorire la partecipazione attiva dei dipendenti a sostegno di una causa sociale, incrementando i cosiddetti indicatori Esg: Environment, Social and Governance.

È stato pensato anche un momento di preparazione fisica alla sfida con un coach, che – attraverso call o incontri – possa dispensare loro tutti i consigli per potersi preparare al meglio.

Attualmente sono in gara aziende di diverse dimensioni, dalle più piccole alle più grandi come Amazon, che da solo ha totalizzato oltre 123.391 chilometri, per un totale di oltre 60 squadre registrate.

Una challenge nata in America

La sfida prende in origine ispirazione da una grande iniziativa di raccolta fondi internazionale, che ha raccolto oltre 972 milioni di dollari: la Pan Massachusetts Challenge, uno dei principali eventi americani che legano sport e raccolta fondi e che dal 1980 raccoglie – attraverso lo sport – donazioni per la ricerca contro il cancro. Nonostante i numeri differenti, complice la diversa tradizione e cultura americana nel supporto alle buone cause, il meccanismo è analogo: coinvolgere un gran numero di persone intorno a una causa sociale.

Nata nel 2016 come sfida ciclistica, con il nome Dynamo Bike Challenge (una vera e propria gran fondo intorno a Dynamo Camp), e rinnovata nella formula durante la pandemia trasformandosi in evento diffuso, sempre ciclistico, con il nuovo nome «2milioni di km», da ormai due edizioni è aperta ad altri sport: corsa, nuoto, vela, golf, skate e ogni altro sport in cui si percorre una distanza.

Grazie alla partecipazione di aziende come Intercos e Baker Hughes, la raccolta è stata da poco aperta ai dipendenti di tutte le sedi estere, aprendo di fatto la raccolta a tutto il mondo (permettendo a chiunque – grazie al respiro internazionale delle aziende in questione – di partecipare attivamente alla sfida e rendendo il sito interamente accessibile in lingua inglese).

Partecipando alla sfida si sceglie di sostenere il lavoro dei volontari e di tutte le persone che rendono possibile la sfida di Dynamo: offrire programmi di Terapia Ricreativa ai bambini con patologie gravi, sia ospitandoli a Limestre – in provincia di Pistoia, luogo dove sorge il Camp, appositamente concepito e strutturato per far vivere sfide ed emozioni a bambini e famiglie – sia raggiungendoli in associazioni, ospedali e coi Dynamo City Camp sul territorio italiano.

Da poco è iniziato un nuovo Dynamo City Camp proprio nella città di Milano, in cui sarà possibile – grazie alla novità creata e introdotta al suo interno – ospitare genitori e caregiver in uno spazio di coworking, mentre i figli svolgono le loro attività.

Il ruolo degli individui

Sono oltre 79 gli iscritti legati ad altre squadre o singoli. Tra gli individui, primo nei top foundraiser singoli è il sanminiatese Franco Taddei, classe ’67, con oltre 12.519 km raccolti e 2.890 euro di donazioni (al 10 settembre 2024): ciclista appassionato e grande sognatore. L’obiettivo personale di Franco era raggiungere Capo Nord, attraversando 7 nazioni, percorrendo oltre 4.000 km e superando il circolo polare artico.

In occasione della sua prima visita al Camp di Limestre, Franco Taddei spiega: «Volevo fare qualcosa di più, per questo ho scelto di dedicare i miei km a Dynamo. Il mio sogno da solo non bastava, avevo bisogno di una marcia in più».

Laura Sconfietti partecipa a “Terzo Fattore”, una partnership tra Il Sole 24 Ore e l’Università Cattolica con il sostegno di TechSoup. L’iniziativa vuole promuovere la conoscenza del terzo settore. Gli studenti effettuano stage in organizzazioni non profit e raccontano gli aspetti più significativi delle loro esperienze.

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