Design

Dutch Design Week 2024 in bilico tra reale e virtuale

Oltre 2600 i designer presenti alla rassegna olandese, una delle più importanti del Nordeuropa. Isola protagonista con quattro mostre e cento creativi

di Enrico Marro

«Real Unreal»: quest’anno la Dutch Design Week si è divertita a indagare il sempre più complesso rapporto tra mondo fisico e virtuale (foto di Cleo Goossens).

5' di lettura

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“Real Unreal”: già dal titolo la Dutch Design Week 2024 si è divertita a indagare il sempre più complesso rapporto tra mondo fisico e virtuale, tra materia e digitale. La rassegna olandese di Eindhoven, una delle più importanti del Nordeuropa, ha radunato i lavori di oltre 2600 designer da tutto il mondo distribuiti in oltre cento location della città, dalla Strijp-S (ex area industriale di Philips che oggi ospita un secondo “Bosco Verticale” di Stefano Boeri) alle zone in centro vicine alla piazza disegnata da Massimiliano Fuksas.

Uno scorcio della Ketelhuisplein, ex cuore industriale di Eindhoven e della Design Week, con a destra la Trudo Vertical Forest di Stefano Boeri (foto di Max Kneefel).

Decine di migliaia i pezzi esposti come sempre all’insegna della ricerca e della sperimentazione, dagli arredi ai complementi, dall’illuminazione alla videoart, dalla ricerca sui materiali all’integrazione con il digitale.

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Oltre 2600 i designer ammessi alla rassegna olandese, con decine di migliaia di pezzi esposti (foto di Cleo Goossens).

A trainare l’anima sperimentale della rassegna anche le duecento opere degli studenti della Dutch Design Academy, che proprio in quest’occasione alzano il velo sulle loro “tesi di laurea”. Cinque le macrocategorie che hanno fatto da filo conduttore dell’evento olandese: Thriving Planet, Living Environment, Health & Wellbeing, Equal Society e Digital Future.

Cinque le macrocategorie che hanno fatto da filo conduttore dell’evento olandese: Thriving Planet, Living Environment, Health & Wellbeing, Equal Society e Digital Future (foto di Max Kneefel).

Record di richieste di partecipazione

«Abbiamo registrato il record di sempre di richieste di partecipazione - spiega al Sole 24 Ore Miriam Van Der Lubbe, cofondatrice della Dutch Design Week al suo terzo anno di direzione creativa della rassegna - con un numero importante di visitatori e un programma molto denso, che ha riservato un’attenzione particolare al professional design».

La Dutch Design Week 2024 ha registrato il record storico di richieste di partecipazione (foto di Max Kneefel).

«Il tema di quest’anno esplora i confini sempre più sfumati tra reale e immaginario, fisico e digitale - continua Van Der Lubbe - in un mondo che ha fatto delle polarizzazioni e delle contraddizioni la sua cifra. In questo contesto il design deve cercare di tracciare un futuro possibile immaginando l’inimmaginabile, rendendolo tangibile».

Miriam Van Der Lubbe, cofondatrice della Dutch Design Week al suo terzo anno di direzione creativa della rassegna.

Tra le novità di quest’anno anche il Grand Project per gli spazi pubblici, con 90 progetti di cui 12 diventeranno realtà nella città olandese.

I tre ambassador

Tre gli ambassador di quest’edizione: Julia Watson (Lo-TEK Institute), Bas van de Poel (Modem) e quell’André Doxey, ora Head of Design e vice president di Lego, che ha vent’anni di carriera a Nike sulle spalle e altri otto come direttore creativo di Adidas.

André Doxey, Head of Design e vice president di Lego: è stato uno dei tre “ambassador” dell’edizione 2024. Ha sulle spalle vent’anni di carriera a Nike e altri otto come direttore creativo di Adidas.

«Abbiamo coinvolto profili molto diversi tra loro, con approcci speculari ma anche complementari - spiega la direttrice artistica dell’evento - da quello più commerciale di André a quello radicale e attivista di Julia, molto attenta alla ricerca sui materiali e a grandi sfide come il climate change».

I Dutch Design Awards

Tra le chicche sparse per la città vanno innanzitutto ricordati i dieci finalisti dei Dutch Design Awards, divisi nelle cinque macrocategorie.

«Metamorphonic», delicata collezione di complementi firmata dall’ingegnere-designer Yuta Ikeya: è uno dei dieci finalisti ai Dutch Design Awards.

Tra di loro merita senz’altro Metamorphonic, la delicata collezione di complementi firmata dall’ingegnere-designer Yuta Ikeya, che combina la tecnologia con l’opera dei bachi da seta in un’inedita “co-creazione” di oggetti da parte di diverse specie animali.

Da tronco ad arredo

A fianco dei Design Awards ecco l’esperimento di Crafted Connections, un workshop dal vivo lungo una settimana in cui un tronco diventa complementi di arredo in legno con intarsi in porcellana: un inno all’artigianato ma anche all’interazione tra uomo e natura, poiché in questo caso è lo stesso tronco, con le sue venature e imperfezioni, a “suggerire” al falegname-designer come procedere al taglio e alla levigatura, ispirando la creazione degli oggetti.

«Crafted Connections», un workshop dal vivo lungo una settimana in cui un tronco diventa complementi di arredo in legno con intarsi in porcellana (foto di Max Kneefel).

Da menzionare anche Joris De Groot con le sue “scarpe industriali”, le calzature della linea 2000N create con materiali e tecnologie mutuati dagli interni delle automobili. Oppure, restando alle calzature, il futuribile 3D printed footwear di Kristiyan Hristov, ispirato all’evoluzione del mondo animale reinterpretata con ricerche in ambito VR.

Un dettaglio della collezione «2000N», le “scarpe industriali” create da Joris De Groot con materiali e tecnologie mutuati dagli interni delle automobili.

Isola si fa in quattro

Sempre piu importante la presenza di Isola, la piattaforma di design nata a Milano ed “esportata” nei Paesi Bassi e in Medio Oriente, alla sua sesta edizione olandese: a Eindhoven quest’anno ha portato quattro mostre con oltre cento designer. Il tutto raggruppato sotto il cappello del tema “This Future Is Currently Unavailable”, trasversale alle varie rassegne del 2024.

Elif Resitoglu, direttrice creativa di Isola.

A ospitare Isola quest’anno è stata la vulcanica Area 51, il più grande skatepark coperto d’Olanda: «uno spazio ex industriale enorme nel cuore dell’evento olandese - spiega Elif Resitoglu, direttrice creativa di Isola - dove design e urban culture hanno trovato un punto di sintesi nel nome della forza della community. Nelle nostre rassegne abbiamo prestato grande attenzione al prodotto, per creare nuove prospettive in una rassegna da sempre votata alla ricerca sperimentale».

Le linee pulite di «Forms Unfolding»

Ma vediamo le quattro mostre. Forms Unfolding si concentra sugli elementi essenziali del design funzionale, attraverso il ripensamento delle tecniche tradizionali e industriali.

Una rassegna dalle linee pulite, minimaliste. Pensiamo per esempio alla seduta CBAR Hammer in alluminio, forgiata a colpi di martello, solida e leggerissima, oppure alla sedia Bocht costruita con 14 strati di linoleum.

La sedute «Ko To Ko» del norvegese Kogl, ispirata agli sgabelli da mungitura della tradizione scandinava.

Ma anche alle luci soffuse della collezione Blampas, dalle forme “cosmiche” e con colori delle lampade intercambiabili, oppure all’essenziale Ko To Ko del norvegese Kogl, ispirata alle sedie da mungitura della tradizione scandinava.

I pezzi iconici di «Disclosure»

Disclosure invece si sviluppa nei 350 metri quadri del piano interrato di Area 51, coinvolgendo più di quaranta designer con pezzi unici da collezione che combinano artigianato digitale e innovazione.

Nella più iconica mostra «Disclosure» ecco la «Poodle Armchair» dal corpo in acciaio e seduta in velluto, opera di Mati Sipiora (Polonia).

«Rispetto a Forms Unfolding questi pezzi sono più iconici e “carichi” - chiarisce Resitoglu - i classici “collectibles” in bilico tra arte e tecnologia». Tra i pezzi forti abbiamo le sedie sudcoreane Prospero series in bioplastica e la geometrica Poodle Armchair dal corpo in acciaio e seduta in velluto.

Le «Prospero series» in bioplastica firmate da Somyeong-lee (Sud Corea).

Ma anche i coloratissimi orsi collectibles della serie indiana Toi Haus o l’ingegnosa CoWave: pannelli acustici stampati in 3D dopo aver rilevato le onde cerebrali del committente. La personalizzazione al massimo livello.

«CoWave», opera dell’olandese Aga Blonska: pannelli acustici stampati in 3D dopo aver rilevato le onde cerebrali del committente Ovvero la personalizzazione al massimo livello.

Il fascino mediorientale di «Routes to Roots»

Sui campi pratica dello skatepark, Isola ripropone poi l’itinerante Routes to Roots, viaggio attraverso il design di Medio Oriente e Nordafrica.

Composta da 120 sfere in acciaio ecco la «Tila Chair» firmata da Shepherd Studio (Bahrain), uno dei pezzi forti della mostra «Routes to Roots» dedicata al design mediorientale e nordafricano.

«Una mostra che smentisce il luogo comune di un design mediorientale carico, eccessivo e troppo legato alla tradizione - spiega la direttrice creativa di Isola - : i pezzi esposti sono invece leggeri, poetici, contemporanei».

Intriganti il tavolo Concentric Console, ispirato alla sinuosità delle dune, e la lampada Medallion che rievoca la magica semplicità dei gioielli arabi. Senza dimenticare l’iconica Tila Chair, composta da 120 sfere in acciaio.

La ricerca sui materiali di «The Floor is Yours»

Ma la vera novità a Eindhoven targata Isola è The Floor is Yours, allestita tra gli specchi di una scuola di danza al primo piano di Area 51.

Uno scorcio di «The Floor is Yours», allestita tra gli specchi di una scuola di danza: da sinistra, i tessuti della collezione «Physis» e le sedie appese «Chair» (foto di Anwyn Howarth).

«Una rassegna all’insegna della ricerca sui materiali», spiega la stilista Anya van de Wetering, curatrice assieme a Karel Bodegom e Wisse Trooster. Incantevoli le lampade Physis, cucite da stampanti 3D all’insegna della leggerezza, ma anche Stapled, sedia e lampada in legno unite dai punti di una cucitrice.

«Stapled», sedia in legno “costruita” con punti da cucitrice, opera del giovanissimo Filip Pista (Romania).

O le preziose porcellane cinesi di The Blob - super white, dalle linee stravaganti e armoniose al tempo stesso.

I visitatori della Dutch Design Week 2024 hanno sfiorato quota 340mila. Bambini inclusi (foto di Cleo Goossens).


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