Affitti brevi, il flop della cedolare al 26%: vale solo 17 milioni di gettito extra
di Dario Aquaro e Cristiano Dell’Oste
di Antonio Larizza
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Ripartenza lenta per il mercato delle due ruote in Italia. Dopo il crollo dei mesi precedenti (-97% in aprile e -66% a marzo) il settore lancia «qualche timido e marginale segnale di vitalità». Il mese di maggio ha chiuso con un -10,35% rispetto allo stesso mese del 2019.
Il primo mese di riapertura dei concessionari ha mostrato quindi un recupero, pur se comunque in zona negativa. Il trend emerge dai dati di Confindustria Ancma, associazione nazionale ciclo motociclo e accessori, secondo cui nei primi cinque mesi dell’anno il ribasso è stato pari al 37,8%.
«In contesto di crisi gravissima e di totale assenza di misure incentivanti da parte del Governo per il nostro settore, si tratta di un risultato ottenuto solo grazie alle generose politiche commerciali messe in campo dalle case costruttrici e a chi acquista ancora per passione», ha detto Paolo Magri, presidente di Ancma.
Il totale immatricolato in maggio (veicoli oltre 50cc) si attesta a 25.660 unità. Migliore l’andamento degli scooter (14.510 veicoli, -9,57%) e più marcato il calo delle moto (-11,35% a 11.150 veicoli venduti). I ciclomotori si fermano a 1.335 unità (-27%). Discorso a parte per il mercato dell’elettrico, in netta controtendenza rispetto ai veicoli termici: se i ciclomotori a emissioni zero, con 240 veicoli venduti, segnano un calo dell’11,1%, scooter e moto elettriche, complici le commesse dello scooter sharing, quadruplicano le vendite con 718 pezzi.
Nel periodo gennaio-maggio le immatricolazioni si attestano a 67.802 unità (-38,6% rispetto allo stesso periodo del 2019), con 31.205 moto vendute (perdono il 40,2% del loro mercato) e 36.597 scooter immatricolati (-37,1%). Meno negativo l’andamento dei “cinquantini”, che perdono il 25,9% del venduto e registrano 5.374 pezzi. Il mercato complessivo (immatricolazioni + ciclomotori) si attesta sulle 73.176 unità, appunto con un calo del 37,8%.