Diversi mesi e tante riunioni per selezionare i finalisti
Giorgio Zanchini, il giornalista che guida la giuria dei letterati, assicura che una volta che viene chiesta la copia cartacea i libri vengono letti
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Il giornalista Giorgio Zanchini è il nuovo presidente della giuria dei letterati del premio Campiello, la giuria che si occupa di selezionare i cinque libri finalisti, oltre al premio dedicato ai giovani e all’opera prima.
Nella votazione di quest’anno non ha voluto che il suo voto fosse dirimente, perché?
In realtà ho cercato, ho sperato che non fosse dirimente... perché mi dispiaceva decidere io dell’ultimo libro che entrava o meno in cinquina. Alla fine, però si arrivava sempre a un’impasse e quindi ho dovuto scegliere e farne cadere uno. Vabbè, onori ed oneri.
Dopo che l’ex ministro Sangiuliano ha dichiarato di non aver letto i libri che ha votato allo Strega si è discusso molto sul fatto che i giurati dei premi letterari siano o meno in grado di leggere tutti i libri che devono valutare. Voi riuscite a leggerli tutti? Quanti libri avete dovuto valutare quest’anno? E se non siete riusciti a leggerli, come fate a votare?
I libri in effetti sono tanti, però debbo dire che ho trovato giurati straordinariamente laboriosi. Non deve sorprenderci, peraltro, sono tutti letterati di fama e prendono molto seriamente il loro compito. Tutti ma proprio tutti gli autori, anche indipendentemente dalle case editrici, possono proporre un pdf - ne arriva qualche centinaio - che viene preso in considerazione a un primo livello di lettura. La giuria sceglie quali leggere con attenzione e completezza e per quelli chiede il cartaceo, che credo permetta una lettura più attenta. E quei romanzi vengono letti, sono diverse decine ma il processo di selezione è lungo, dura mesi, ci sono tante riunioni in cui ci si confronta.








