Moto Enduro

Ducati DesertX my2026, com’è fatta la seconda generazione della travel enduro

Ducati ha completamente ridisegnato la DesertX intorno al nuovo motore V2 e al telaio monoscocca. In arrivo nuove sospensioni e suite elettronica

di Gianluigi Guiotto

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Con una nuova tappa della World Première 2026, Ducati ha presentato la seconda generazione della DesertX, il modello con cerchio anteriore da 21” con cui la Casa di Borgo Panigale è entrata nel 2021 nel mondo del fuoristrada più impegnativo. Obiettivo della seconda generazione, in arrivo ad aprile e sviluppata con l’esperienza maturata anche nei 1.500 km di deserto della Norra Mexican 1000 Rally: migliorare l’efficacia in offroad senza rinunciare al piacere di guida su strada tipico delle Ducati, realizzando una moto facile per i principianti e, allo stesso tempo, performante nelle mani dei professionisti.

Tutta nuova

La DesertX è stata ridisegnata da zero, partendo dal nuovo motore Ducati V2 di 890 cc e 110 cv, il bicilindrico a quattro valvole per cilindro più leggero mai prodotto da Ducati; grazie al sistema di fasatura variabile delle valvole di aspirazione IVT, unico nel segmento, ha un’erogazione generosa su tutto l’arco di utilizzo, con una risposta pronta a ogni apertura del gas: infatti, la curva della coppia massima (92 Nm) è più sostenuta rispetto al modello precedente: il 70% è disponibile già a 3mila giri, garantendo prontezza di risposta e grandi accelerazioni in uscita di curva. La rapportatura definita specificamente per la DesertX offre le prime quattro marce più corte per superare anche gli ostacoli più impegnativi, e una sesta più lunga per migliorare consumi e comfort nei veloci trasferimenti.

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Il telaio monoscocca, unico nel segmento e sviluppato in una versione specifica per la DesertX, sfrutta il motore come elemento strutturale e svolge anche la funzione di airbox, garantendo la massima compattezza e una maggior rigidità del telaio per migliorare maneggevolezza e intuitività nella guida. Anche il forcellone in alluminio è stato sviluppato specificamente per la DesertX: è abbinato a una sospensione posteriore con leveraggi progressivi Full-floater, soluzione che migliora sia il comfort sia il comportamento in offroad, con una risposta più morbida nella prima fase e più sostenuta quando aumentano le sollecitazioni. Nuova è anche la forcella Kayaba, più scorrevole e con regolazioni idrauliche indipendenti su entrambi gli steli.

Il nuovo impianto frenante è Brembo, con pinze monoblocco M4.32 e nuovi dischi da 305 mm, pastiglie dedicate e pompa assiale con leva di nuovo design, per offrire al pilota maggior modulabilità in fuoristrada e un miglior feeling alla leva, mantenendo la giusta potenza frenante nell’uso su strada.

Nuova ergonomia

Cambia anche la posizione di guida, specialistica: il nuovo triangolo sella-manubrio-pedane è stato definito arretrando queste ultime e avanzando sella (posta a 880 mm da terra) e manubrio, ottenendo una posizione meno seduta del pilota per migliorare la guida sportiva su strada e il controllo della moto in fuoristrada.

Non solo: il nuovo serbatoio in polimero da 18 litri è più snello e leggero, facilita i movimenti in sella e grazie ai crash-pad di protezione è resistente anche nel caso delle tipiche cadute a bassa velocità nell’uso in fuoristrada.

Elettronica per fango e terra

La gestione si avvale di un pacchetto elettronico degno di Ducati, su una piattaforma inerziale a 6 assi, e sviluppato per l’impiego off-road grazie all’esperienza dei piloti e collaudatori Ducati: non manca nulla, nemmeno i riding mode (ben sei, di cui due per il fuoristrada) e l’Abs Cornering, con quattro livelli di regolazione. I vari dispositivi elettronici si regolano tramite il nuovo cruscotto Tft da 5”, più completo, con due prese Usb di serie e tre modalità di visualizzazione (Road, Road Pro e Rally).

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