Guerra

Presidenza Ue: «Al via iter per apertura primo capitolo adesione Kiev». Zelensky: vogliamo costruire i Patriot in Ucraina

Questa mattina un incendio è scoppiato nel terminal petrolifero di San Pietroburgo in seguito a un raid ucraino. Kiev ha anche colpito navi e infrastrutture nel vicino porto di Kronstadt

aggiornato alle 13:42

Alcuni membri della Guardia d'Onore camminano accanto a un lanciatore del sistema di difesa aerea Patriot dopo aver celebrato la Giornata delle Forze Aeree ucraine, nel contesto dell'attacco russo all'Ucraina, in una località non specificata, Ucraina, 4 agosto 2024. REUTERS/Valentyn Ogirenko/Foto d'archivio REUTERS

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«Oggi la presidenza cipriota ha avviato i preparativi per l’apertura formale del primo capitolo (”cluster”) nei negoziati di adesione dell’Ucraina e della Moldavia. Questo evento segna una tappa fondamentale nel loro percorso di integrazione europea e invia un messaggio forte di unità e determinazione da parte dell’Ue. Nei prossimi giorni continueremo a lavorare con impegno per portare a termine le discussioni in seno al Consiglio in vista dell’apertura formale del gruppo tematico». Lo annuncia la presidenza di turno cipriota dell’Ue.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Zelensky: «Al momento non siamo al centro dell’attenzione»

“Siamo in contatto con la controparte americana per quanto riguarda i nostri negoziati. Stiamo aspettando l’arrivo della squadra negoziale, ma, a mio parere, ci vorrà ancora molto tempo. Purtroppo, al momento non siamo al centro dell’attenzione. A mio avviso, l’Iran è la questione numero uno per gli Stati Uniti e poi viene la questione ucraina. Purtroppo, siamo in coda”. È quanto ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in conferenza stampa con il Segretario generale della Nato Mark Rutte, in missione in Ucraina accompagnato dall’intero Consiglio atlantico, ovvero i rappresentanti permanenti dei 32 alleati (o i vice) e il presidente del comitato militare della Nato Giuseppe Cavo Dragone. In agenda, un faccia a faccia con Zelensky, che negli ultimi mesi ha moltiplicato gli appelli agli alleati affinché rafforzino il sostegno alla difesa aerea dell’Ucraina contro gli attacchi missilistici russi.

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Rutte: non c’è unanimità su adesione Kiev alla Nato

Il Segretario generale della Nato Mark Rutte, da parte sua, ha dichiarato che nonostante il percorso di avvicinamento di Kiev all’Alleanza sia “irreversibile”, al momento non esiste un consenso unanime sull’adesione dell’Ucraina alla Nato. “La Nato, come sapete, è sia politica sia pratica”, ha affermato Rutte, sostenne che il “percorso dell’Ucraina verso la Nato è irreversibile”, pur tuttavia “la parte pratica è che, al momento, non c’è unanimità su questo”.

“Quindi, ancora una volta, guardandolo da una prospettiva pratica, ciò che vediamo ora è che le forze armate ucraine sono sempre più interoperabili con la Nato. Ciò che osserviamo è che, quando si parla di standard, stiamo sempre più usando gli stessi standard; per quanto riguarda la nostra industria, è sempre più interconnessa”, ha sostenuto Rutte, evidenziando tuttavia che “quando si parla della piena adesione alla Nato, la risposta quasi definitiva è che al momento non c’è unanimità su questo”.

Pressing di Kiev per i sistemi di difesa Patriot

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha imposto venerdì come scadenza per finalizzare le procedure necessarie all’attuazione dell’accordo per l’acquisizione di ulteriori sistemi di difesa aerea Patriot e dei relativi missili.

«Ho tenuto una riunione sulle ulteriori forniture di sistemi e missili per la difesa aerea all’Ucraina. Abbiamo raggiunto un accordo al più alto livello politico per l’acquisto dei Patriot, ma la sua attuazione sul piano finanziario, giuridico e tecnico è ancora in sospeso. L’attesa si è protratta troppo a lungo», ha scritto Zelensky su Telegram.

Secondo il presidente ucraino, i fondi del pacchetto europeo di sostegno all’Ucraina, pari a 90 miliardi di euro, insieme ad altre risorse finanziarie disponibili, devono essere impiegati con la massima rapidità per rafforzare la protezione della popolazione e delle infrastrutture del Paese.

Zelensky ha anche espresso insoddisfazione per i ritardi nell’iter del contratto. «Purtroppo, ad oggi non sono stati completati nemmeno i passaggi giuridici necessari. Ho fissato una scadenza definitiva di una settimana per portare a termine tutte le attività preparatorie», ha detto.

Zelensky: vogliamo costruire i patriot in Ucraina

Alla riunione del Consiglio Nato-Ucraina Zelensky ha poi sottolineato che “la capacità produttiva attuale dei Patriot non è sufficiente per soddisfare tutte le minacce esistenti e potenziali nel mondo”, ed è per questa ragione che ha chiesto “il rilascio di licenze per la produzione di sistemi Patriot in Ucraina”. “L’Ucraina ha già dimostrato, con molti tipi di armi e specialmente con i droni, di poter muoversi rapidamente e produrre sistemi moderni su larga scala. Quindi chiedo il vostro sostegno a livello politico per ottenere decisioni positive anche su queste licenze”, ha osservato Zelensky.

Primo ok dell’Eurocamera al report su Kiev: «Bene progressi verso l’adesione»

«Le riforme dell’Ucraina relative all’adesione all’Unione europea sono incoraggianti, al pari di quelle compiute sullo stato di diritto e sulla lotta alla corruzione». Lo si legge nella relazione sull’Ucraina votata oggi in commissione Affari esteri all’Eurocamera e che ha incassato 54 voti a favore e 17 contrari. Nel testo, che passerà ora al vaglio dell’Aula di Strasburgo, gli eurodeputati sottolineano che «nulla sull’Ucraina potrà essere deciso» senza il coinvolgimento del Paese stesso, in particolar modo per quanto riguarda la fine della guerra di aggressione della Russia e, in questo contesto, gli eurodeputati rivolgono il loro invito a palazzo Berylamont per «nominare un negoziatore europeo di alto livello con un mandato chiaramente definito per rappresentare l’Ue nei colloqui diplomatici».

In merito alle riforme di Kiev, necessarie per il processo di adesione ai 27, il testo elogia gli sforzi compiuti dall’Ucraina per «salvaguardare la separazione dei poteri in tempo di guerra», ma sottolinea allo stesso tempo la necessità di affrontare il «deterioramento delle relazioni tra il potere legislativo e quello esecutivo» e l’importanza garantire «l’integrità delle cariche giudiziarie al fine di mantenere gli organismi anticorruzione liberi da interferenze politiche». Infine, nella relazione viene espressa una ferma denuncia nei confronti degli Usa, «che subordinano le garanzie di sicurezza statunitensi per l’Ucraina al ritiro di quest’ultima dalla regione del Donbass».

San Pietroburgo si prepara al Forum economico internazionale e gli ucraini attaccano

Questa mattina un incendio è scoppiato nel terminal petrolifero di San Pietroburgo in seguito a un raid effettuato con droni ucraini. Lo ha riferito il canale Telegram russo Astra, che ha diffuso immagini dell’accaduto.  Alexander Drozdenko, governatore dell’oblast di Leningrado, ha annunciato che 50 droni sono stati abbattuti nella regione.

Zelensky, parlando con i giornalisti in merito ai raid dell’esercito di Kiev su San Pietroburgo, ha detto: “Credo che questi siano attacchi giusti. Solo un giorno fa c’è stato un attacco massiccio. Abbiamo risposto di conseguenza”. Ha inoltre annunciato che è “solo questione di tempo” la possibilità “di aumentare l’intensità delle nostre reazioni” contro Mosca.

epa13012594 Un cartellone pubblicitario del Forum economico internazionale di San Pietroburgo (Spief) a San Pietroburgo, in Russia, il 3 giugno 2026. La 29ª edizione del Forum economico internazionale di San Pietroburgo si terrà dal 3 al 6 giugno 2026. EPA/ANATOLY MALTSEV

Giornata odierna in cui è previsto l’inizio del Forum economico internazionale di San Pietroburgo - Spief, il St. Petersburg International Economic Forum - nota anche come la Davos russa di Putin anche se mano a mano ha perso importanza.

Inoltre, nell’aeroporto di San Pietroburgo-Pulkovo 54 voli sono stati ritardati a causa degli attacchi.

Successivamente, nella tarda mattinata, le forze di difesa ucraine hanno anche colpito navi e infrastrutture nel porto di Kronstadt, nella regione di Leningrado, vicino San Pietroburgo.

Lo ha affermato lo Stato maggiore delle Forze armate ucraine, come riporta Rbc. Si tratta quindi del secondo attacco nella regione dove oggi comincia il Forum economico internazionale di San Pietroburgo (Spief), che venerdì vedrà la presenza del presidente russo Vladimir Putin.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha brevemente commentato gli attacchi ucraini che hanno colpito San Pietroburgo questa mattina. «L’operazione militare speciale prosegue proprio per evitare attacchi simili a quello di San Pietroburgo», ha dichiarato, evocando - secondo l’agenzia di stampa statale russa Tass - il «carattere sistematico» delle «risposte della Federazione Russa».

Attaccato bus russo in Crimea: otto morti e 10 feriti

Un attacco di droni ucraini contro un autobus in viaggio da Mosca a Simferopol, in Crimea, ha causato la morte di otto persone e il ferimento di altre dieci, secondo quanto riferito dalle autorità della regione di Donetsk, in Ucraina, controllata da Mosca, dove è avvenuto l’attacco.

«A Yenakiyevo, un drone ha colpito un autobus che collegava Mosca a Simferopol; secondo le prime informazioni, sette civili sono stati uccisi. Altre undici persone hanno riportato ferite di varia gravità e stanno ricevendo le cure necessarie», ha scritto Denis Pushilin, capo dell’amministrazione locale istituita dalla Russia, su Telegram. «Il bilancio degli uccisi è salito a otto», ha riferito più tardi Pushilin in un’intervista al canale televisivo Zvezda, ripresa dalla Tass.

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha condannato l’attacco definendolo una «caccia all’uomo» da parte delle forze ucraine. Il Comitato investigativo nazionale ha aperto un’inchiesta sull’episodio sulla base dell’articolo 205 del Codice penale, che punisce gli «atti di terrorismo».

Due pompieri uccisi in un attacco di droni ucraini in Russia

Due vigili del fuoco russi sono rimasti uccisi e altri due feriti in un attacco di droni ucraini nella regione di Smolensk, secondo quanto reso noto dal governatore, Vasily Anokhin. Anche un civile è rimasto ferito, ha aggiunto Anokhin sul suo canale nel servizio di messaggeria Max, citato dalla Tass. Il governatore ha precisato che i quattro pompieri erano all’opera per spegnere un incendio nel distretto municipale di Yershichsky quando sono stati investiti dai detriti di un drone ucraino che era stato intercettato dalle difese aeree. Anokhin ha detto che la scorsa notte le forze ucraine hanno lanciato 31 droni sulla regione di Smolensk nel tentativo di colpire importanti infrastrutture.

Nel corso della notte le forze armate ucraine hanno lanciato 354 droni contro una quindicina di regioni russe, comprese quelle di Mosca e San Pietroburgo. Lo rende noto il ministero della Difesa, aggiungendo che tutti i velivoli senza pilota sono stati intercettati. A San Pietroburgo, dove oggi comincia il Forum economico internazionale con la partecipazione di molti ospiti stranieri, compresa una delegazione ufficiale Usa, un attacco ha provocato un incendio in un terminal petrolifero.

Rivendicazione Zelensky: colpite anche aziende militari

«Questa notte sono stati colpiti obiettivi importanti sul territorio della Russia. Tra questi, il terminale petrolifero di San Pietroburgo. Dalla nostra frontiera statale ucraina a questo obiettivo dell’industria petrolifera russa, che lavora per la guerra, ci sono circa 1.100 chilometri. Sono stati raggiunti anche obiettivi puramente militari nella base di Kronstadt».

Così su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky rivendica gli attacchi con droni nella notte.

«Un altro obiettivo - aggiunge Zelensky - è un’impresa nella regione di Tambov, coinvolta nella produzione di armi russe. La distanza dalla linea del fronte è di quasi 600 chilometri».

Sale a 22 morti bilancio vittime del massiccio attacco russo di ieri

Il bilancio delle vittime del massiccio attacco russo di ieri contro l’Ucraina è salito a 22 morti e 138 feriti.

Le autorità hanno riferito che 16 persone sono state uccise a Dnipro e dintorni, mentre altre sei sono morte nella capitale Kiev. Si tratta di uno dei più gravi attacchi subiti da Kiev dall’inizio della guerra, giunta ormai al quinto anno.

Rutte e tutto il Consiglio atlantico a Kiev

Insieme a lui c’è tutto il consiglio atlantico, ovvero i rappresentanti permanenti dei 32 alleati (o i vice) e il presidente del comitato militare della Nato Giuseppe Cavo Dragone. «Si tratta di un forte messaggio dell’Alleanza all’Ucraina», spiega un’alta fonte alleata, peraltro dopo l’aspra recrudescenza di attacchi da parte russa.

Previsto un incontro con il presidente Volodymyr Zelensky, che negli ultimi mesi ha moltiplicato gli appelli agli alleati affinché rafforzino il sostegno alla difesa aerea dell’Ucraina contro gli attacchi missilistici russi.

Mosca chiede a Parigi il rilascio rapido del capitano della nave sequestrata

L’ambasciata russa a Parigi ha chiesto alle autorità francesi il «rilascio rapido» del capitano russo della nave cisterna Tagor, sequestrata domenica nelle acque dell’Atlantico da forze francesi con la motivazione che violava le sanzioni contro Mosca. Lo ha reso noto la stessa sede diplomatica, citata dalla Tass.

«Le autorità francesi hanno informato l’ambasciata che il capitano della nave cisterna Tagor, cittadino russo, è stato detenuto - ha affermato l’ambasciata -. Tuttavia, la notifica include accuse infondate già formulate in precedenza dalla parte francese contro di lui».

«L’ambasciata si è nuovamente rivolta al ministero degli Affari Esteri francese chiedendo di fornire immediatamente l’accesso consolare al cittadino russo e di garantire il suo rilascio rapido», ha aggiunto la rappresentanza diplomatica.

Il presidente Emmanuel Macron ha reso noto lunedì che il giorno prima la nave, partita dalla Russia, era stata sequestrata dalla Marina militare francese con il sostegno della Gran Bretagna e di altri partner. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha reagito affermando che azioni come questa «rasentano la pirateria».

Macron: «Fare ancora pressione sulla macchina da guerra russa»

«Dobbiamo continuare a fare pressione sulla macchina da guerra russa», ha affermato oggi in conferenza stampa all’Eliseo insieme al primo ministro ungherese Peter Magyar, il presidente francese Emmanuel Macron.

Nel corso del punto stampa, Macron ha affermato che in Ungheria è iniziata una nuova era, a dimostrazione dell’impegno del popolo ungherese verso i valori europei. Il presidente francese ha dichiarato che la riunione del Consiglio europeo del 18-19 giugno discuterà anche del sostegno e dei prestiti UE all’Ucraina. «Dobbiamo fare pressione sulla Russia», ha sottolineato, aggiungendo poi che l’Ucraina dovrebbe entrare nell’Unione europea per i propri meriti.

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