Draghi: «Difesa Ue passaggio obbligato, serve debito comune»
Il discorso a sei mesi dalla presentazione del Rapporto sulla competitività: urgente sforzo coordinato su bollette, innovazione e sicurezza. «Fabbisogno finanziario già cresciuto. No a tagli a spesa sociale e sanitaria»
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I punti chiave
- «Sicurezza messa in dubbio dal cambiamento nella politica estera Usa»
- La spia rossa del risparmio che fuoriesce dall’Ue
- Costo dell’energia prima causa di debolezza: «Tagliare le bollette»
- Prezzi del gas e dell’elettricità freno alla competitività
- Tassazione italiana «tra le più elevate d’Europa»
- Rinnovabili, cittadini «stanchi di aspettare i benefici»
- Stop all’eccesso di regolamentazione, serve «meno confusione»
- Innovazione, l’Europa «continua a perdere terreno»
- La strada? Un mercato unico europeo dell’IA
- Difesa comune, favorire le sinergie industriali
- Procurement va concentrato su poche piattaforme
- Serve strategia Ue anche per le tecnologie, dai droni al cloud
- Ricorso al debito comune unica via. No a tagli a sanità e spesa sociale
- L’Europa agisca «come un solo Stato»
- Conviene mantenere «gigantesco surplus commerciale»?
- I rischi della cessione di sovranità inferiori ai danni da mancato mercato unico
- I fondi si trovano anche eliminando gli sprechi: il caso della ricerca
- La prima sfida sarà sui meccanismi decisionali dell’Ue
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A maggior ragione davanti al cambiamento della politica estera degli Usa l’Europa «deve agire come un solo Stato», a partire dai tre fronti chiave: riduzione del costo dell’energia, innovazione e difesa. Con il ricorso al debito comune e una deregolamentazione non selvaggia, ma massiccia. Per la prima volta Mario Draghi torna in Parlamento, «con emozione e con tanta gratitudine». Mancava dal 21 luglio 2022, il giorno dell’annuncio delle sue dimissioni da premier alla Camera. Oggi in Sala Koch al Senato l’attesissima audizione alle commissioni congiunte Politiche Ue, Bilancio e Industria sul suo Rapporto sul futuro della competitività europea, commissionato all’ex presidente della Bce dalla Commissione e adottato dalla presidente Ursula von der Leyen per gli orientamenti politici del nuovo Esecutivo comunitario.
Draghi al Senato, il video integrale del suo discorso
Il discorso di Draghi arriva a sei mesi dalla presentazione del Rapporto, in uno scenario internazionale già radicalmente cambiato, anzi terremotato, dall’inedito asse tra Trump e Putin, e lo stesso giorno delle comunicazioni alle Camere della premier Giorgia Meloni alla vigilia del Consiglio europeo di giovedì, che punta a definire una posizione unitaria dei Ventisette sul sostegno all’Ucraina e sui prossimi passi per la difesa comune.
Colpisce che la cifra che il piano ReArm Europe vorrebbe mobilitare per rafforzare la capacità europea di difendersi sia la stessa di quella che Draghi aveva ipotizzato come necessaria per rilanciare la competitività del Vecchio Continente: 800 miliardi di euro. Colpisce allo stesso modo che i settori industriali europei più in crisi, come l’automotive, stiano puntando alla diversificazione produttiva proprio verso i settori ad alto potenziale di crescita, come la difesa e l’aerospazio.









