Draghi: «Nel Recovery plan c’è il destino dell’Italia. Avremo 248 miliardi, nessun taglio al superbonus»
Le comunicazioni del presidente del Consiglio alla Camera: «Evitare che fondi vadano solo a monopolisti, il gusto del futuro prevarrà su corruzione, stupidità e interessi costituiti»
di Riccardo Ferrazza
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Nel Pnrr c’è «la misura di quello che sarà» il ruolo dell’Italia «nella comunità internazionale, la sua credibilità e reputazione come fondatore Ue e protagonista del mondo occidentale. È questione non solo di reddito e benessere, ma di valori civili e sentimenti che nessun numero e nessuna tabella potrà mai rappresentare». Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi illustrando alla Camera il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) su cui è stato raggiunto sabato sera l’intesa di massima con la commissione europea, grazie all’impegno in prima persona del presidente del Consiglio.
Parlando in Aula Draghi ha spiegato che «l’accelerazione della crescita può essere superiore a quanto riportato nel Pnrr se riusciamo ad attuare riforme efficaci e mirate a migliorare la competitività della nostra economia». «Nel complesso - ha detto il premier - potremo disporre di circa 248 miliardi di euro». E ha concluso il suo intervento in cui ha posto l’accentpo su giovani, Sud, concorrenza dicendo: «Sono certo che l’onestà, l'intelligenza, il gusto del futuro prevarranno sulla corruzione, la stupidità, gli interessi costituiti».
Nel piano il destino del Paese
Nell’apertura del suo discorso Draghi ha sottolineato: «Sbaglieremmo tutti a pensare che il Pnrr pur nella sua storica importanza sia solo un insieme di progetti, di numeri, scadenze, obiettivi. Nell'insieme dei programmi c'è anche e soprattutto il destino del Paese». Rivolgendosi all’aula ha aggiuntio: «Metteteci dentro le vite degli italiani, le attese di chi ha sofferto la pandemia, l’aspirazione delle famiglie, le giuste rivendicazioni di chi non ha un lavoro o di chi ha dovuto chiudere la propria attività, l’ansia dei territori svantaggiati, la consapevolezza che l’ambiente va tutelato e rispettato».
Primo obiettivo è riparare danni pandemia
«Il Recovery ha tre obiettivi - ha spiegato Draghi -: il primo con un orizzonte ravvicinato è riparare i danni della pandemia, che ci ha colpito più dei nostri vicini europei, il pil caduto è dell’8,7%, i giovani e le donne hanno sofferto di più il calo dell’occupazione. Le misure di sostegno hanno attutito l’impatto sociale ma questo si è sentito sulle fasce più deboli».
Nel complesso 248 miliardi di euro
Oltre al Pnrr da 191,5 miliardi e al Piano complementare da 30,6 miliardi, ha detto Draghi, «sono stati stanziati, inoltre, entro il 2032, ulteriori 26 miliardi da destinare alla realizzazione di opere specifiche». «È poi previsto il reintegro delle risorse del Fondo sviluppo e coesione, utilizzate nell’ambito del dispositivo europeo per il potenziamento dei progetti ivi previsti per 15,5 miliardi. Nel complesso potremo disporre di circa 248 miliardi di euro».







