Draghi centrerà 29 target su 55, il nuovo governo chiuderà gli altri
Tra gli obiettivi lasciati al nuovo esecutivo l'attuazione della concorrenza. I balneari creano comunque tensione: Lega e FdI non vogliono che l'iter parta (con il rischio di non arrivare in tempo)
di Carmine Fotina , Giorgio Santilli
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
A dispetto delle polemiche da campagna elettorale, il governo Draghi ha segnato in modo nettissimo sull’attuazione del Pnrr lo spartiacque fra la propria azione e quella del prossimo governo. Un taglio netto che non lascia margini di ambiguità o spazio a interpretazioni strumentali.
Le tabelle messe a punto da Palazzo Chigi elencano infatti i 29 provvedimenti e target che l’attuale esecutivo vuole portare al traguardo entro il mese di ottobre e i 22 che invece arriveranno a conclusione fra novembre e dicembre. Solo per citare le riforme principali, oggetto di attenzione a Bruxelles, nel gruppo che Draghi porterà al traguardo, al netto di complicazioni politiche sempre possibili, c’è la riforma del processo penale e civile. Nel gruppo che resterà al nuovo governo l’attuazione della legge sulla concorrenza.
Al nuovo Governo il compito di scandire la marcia per raggiungere i target
Il riferimento generico a novembre e dicembre nella quarta tabella indica in realtà una scelta netta: sarà compito del nuovo governo scandire la marcia verso il raggiungimento di questi obiettivi. Quel che il governo Draghi può ancora fare, dove le condizioni tecniche (e politiche) lo consentiranno, è avviare l’iter di esame di alcuni provvedimenti previsti per fine anno, con la prima approvazione in Cdm.
Un atteggiamento che è una forma di riguardo per l’azione del prossimo governo. Che sarà il solo responsabile del raggiungimento o meno dei 55 target, ma potrebbe essere ostacolato in questo percorso proprio dal fatto che l’iter di alcuni provvedimenti non sia stato neanche avviato. Alcuni decreti hanno bisogno di pareri del Consiglio di Stato e del Parlamento, passaggi non facili e non rapidi. Facile andare fuori tempo massimo e la Ue non perdona. Tanto più che il prossimo Parlamento e il prossimo governo saranno liberi di modificare il testo approvato in via preliminare.
Il nodo balneari e l’attuazione della concorrenza
A scatenare tensioni è proprio il tema dei balneari e più in generale l’attuazione della concorrenza. La legge annuale del 2021 è entrata in vigore il 27 agosto (era uno dei target di fine anno). Ma secondo il cronoprogramma del Pnrr vanno approvati entro l’anno anche i 19 provvedimenti attuativi: sette decreti legislativi, per altrettante deleghe al governo, sei decreti ministeriali e sei atti di altro tipo.




