Petrolio, la Nigeria si affida alla Cina per il rilancio delle sue raffinerie
dal nostro corrispondente Alberto Magnani
di Ana Somavilla (El Confidencial) | Justina Maciūnaitė (Delfi. Lituania), Afrodite Tziantzi (Efsyn. Grecia) Michela Finizio (Il Sole 24 Ore, Italia)
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Riunioni di quartiere, condivisione di spazi in cui stendere i panni e persino la fila al solito fornaio per comprare il pane. Se per gli spagnoli è una realtà abituale, per il resto d’Europa non è così comune. Infatti, la Spagna è il paese europeo con il maggior numero di persone che vivono in appartamenti: il 65%, stando agli ultimi dati Eurostat.
«La convivenza fa parte della nostra cultura», afferma Sergio Nasarre, professore di diritto civile e fondatore della Cattedra UNESCO sull’abitare dell’Università Rovira i Virgili di Tarragona. Questa predisposizione, spiega, deriva dal concetto di proprietà orizzontale, nato dallo spirito di democratizzazione dell’accesso alla proprietà.Secondo l’esperto, l’unità abitativa nota come appartamento rispondeva alla necessità di ricostruire il patrimonio abitativo dopo la conclusione della guerra civile spagnola nel 1939, raggiungendo la massima espansione nel 1960.
Questa soluzione avrebbe consentito di suddividere il suolo urbano per creare un sistema abitativo più «accessibile», che implica indirettamente «la condivisione della vita di quartiere».Gloria Román, dottore di ricerca in Storia Contemporanea presso l’Università di Granada, delinea il contesto storico e assicura che questa dignificazione sia dell’appartamento che della proprietà è da attribuire alle politiche promosse durante il regime franchista e dopo il massiccio esodo rurale alla fine degli anni Cinquanta.
«Il contrasto era elevato, perché si passava dalla miseria conseguente alla guerra civile al presunto progresso degli anni Sessanta», chiarisce Román. Inoltre, aggiunge che si è trattato di un processo in cui i beni di consumo e il loro possesso «sono diventati simboli di prosperità e progresso». Ampliando la questione al contesto internazionale, secondo il confronto pubblicato da Eurostat, Svizzera (63,4%) e Germania (62,7%) occupano la seconda e la terza posizione della classifica, dietro alla Spagna.
Al contrario, Belgio (22,4%), Paesi Bassi (18,7%) e Irlanda (10,6%) si trovano in fondo, poiché hanno scommesso maggiormente sul modello abitativo unifamiliare.