Fisco

Dove finiscono le nostre tasse? L’indicazione nello specchietto del modello 730

Le imposte sono assorbite, al primo posto, dalla spesa per le pensioni, per poco più del 20% del totale

di Cristina Bartelli

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La precompilata può diventare anche strumento di educazione fiscale. Accanto ai quadri della compilazione, accanto alle voci di oneri e spese detraibili, accanto al prospetto riepilogativo che ci dice se si è a credito o a debito con il Fisco, c’è anche uno specchietto che rappresenta, in maniera grafica, dove finiscono le nostre tasse.

Un’iniziativa che si rinnova da qualche anno e consente, in un certo senso, di essere sempre più contribuenti consapevoli che il sacrificio fiscale del pagare le tasse non è vano.

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Gli importi trattenuti durante l’anno e saldati con i conguagli in busta paga, sono redistribuiti, dunque, nelle diverse voci che compongono la spesa dello Stato. La destinazione è mutevole nel tempo, è definita dalla Ragioneria sulla base di priorità. Lo specchietto è allegato al modello 730, nella area personale ed è scaricabile come la precompilata.

Le destinazioni

Le nostre tasse sono assorbite, al primo posto, dalla spesa per le pensioni, per poco più del 20%, al secondo posto, quest’anno c’è la sanità, con il 18,06%, e al terzo le spese per l’istruzione, con il 10,96%. Al quarto posto arrivano gli interessi sul debito pubblico, 8,37% e poi via via, vedendo diminuire l’impatto in percentuale, il sostegno alla difesa e sicurezza, ai servizi generali delle pubbliche amministrazioni, all’economia e lavoro (comunicazioni, agricoltura, attività manifatturiere), i trasporti. Concludono l’elenco, con un’assegnazione intorno al 2%, il sostegno a protezione dell’ambiente, alla cultura e sport, al contributo sul bilancio Ue, alle abitazioni e all’assetto del territorio.

La nota di spiegazione della ripartizione informa che nel totale delle imposte, oltre all’Irpef, sono ricomprese - se dovute - anche quelle relative alle addizionali regionale e comunale all’Irpef, alla cedolare secca sulle locazioni, al contributo di solidarietà, all’acconto per somme assoggettate a tassazione separata, all’imposta sostitutiva sui premi di risultato, all’imposta sostitutiva per il regime di vantaggio e per il regime forfetario. La destinazione delle imposte - spiega infine l’Agenzia - «è stata predisposta sulla base dei dati analitici della spesa pubblica elaborati dal ministero dell’Economia e delle Finanze».

Un’operazione trasparenza ma anche pedagogica: «Contribuire alla propria comunità è essenziale» - scrive l’Agenzia nella pagina dedicata alla Destinazione delle imposte - «ma riteniamo lo sia anche avere la consapevolezza, per rispetto del cittadino prima ancora che del contribuente, di come vengano utilizzate dallo Stato le risorse fiscali». Non porterà a far pensare che pagare le tasse sia bello ma forse che non siano stati soldi sprecati, sì.

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