Welfare

Click Day per il Bonus Dote Famiglia: guida e scadenze per le domande

Dalle risorse per lo sport agli elettrodomestici, diversi contributi debuttano o saranno erogati entro dicembre. Fondi, requisiti e procedure tra le criticità. Ma il carrello resta vuoto

di Michela Finizio

(Adobe Stock)

7' di lettura

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Si apre la stagione autunnale dei bonus. Dall’aiuto per lo psicologo a quello per gli elettrodomestici, passando per la Dote Famiglia e la Carta Dedicata a te, sono sei le novità per le famiglie in arrivo questo autunno. La corsa all’attuazione (parliamo di norme per lo più introdotte lo scorso dicembre, con la legge di Bilancio) deve chiudersi entro fine anno per utilizzare i fondi stanziati per il 2025: queste sei misure, che debuttano o vengono erogate nei prossimi mesi, complessivamente valgono 1,7 miliardi di euro.

Famiglia, psicologo, elettrodomestici: arriva la stagione dei bonus

I limiti delle misure

Non mancano però le criticità. In alcuni casi sono i fondi insufficienti, come nel caso del Bonus psicologo i cui stanziamenti potranno coprire poco più di 6mila domande. In altri casi i ritardi dei decreti attuativi, come per l’incentivo sugli elettrodomestici. Ci sono poi limiti e condizioni che restringono la platea dei beneficiari, come l’obbligo di residenza in un’area ad alto pendolarismo per godere del bonus auto elettriche in arrivo a metà ottobre. O come il limite massimo di Isee (l’indicatore della situazione economica equivalente delle famiglie) a 15mila euro per la Dote Famiglia e la carta Dedicata a te. Tutte misure, come le ultime due, in capo a ministeri diversi (nello specifico il dipartimento per lo Sport e il ministero dell’Agricoltura, sovranità alimentare e foreste), che prevedono procedure differenti – spesso complesse – di accreditamento ed erogazione degli importi.

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Fa discutere anche il limite di reddito da lavoro a 40mila euro per le madri lavoratrici con due figli che attendono l’una tantum di 480 euro entro dicembre (40 euro al mese nel 2025 a patto che abbiano lavorato tutto l’anno e fino ai dieci anni del figlio più piccolo). La misura, inizialmente nata come una decontribuzione, ha cambiato perimetro e forma già diverse volte, generando non poca confusione. Istituita a fine 2023, da ultimo è stata ritoccata a luglio con il Dm Economia che, per quest’anno, l’ha estesa alle lavoratrici autonome e a tempo determinato (escluse però colf e badanti) e ha affidato i fondi all’Inps per l’erogazione diretta, previa richiesta della beneficiaria (si attendono le istruzioni). Salvo ulteriori modifiche in manovra, però, nel 2026 il bonus tornerà nelle mani dei datori di lavoro e un decreto dovrà definire l’entità dello sgravio contributivo.

Per molte di queste agevolazioni, i budget limitati impongono il meccanismo del click day: i fondi vengono attribuiti in base all’ordine di presentazione delle domande, fino a esaurimento delle risorse. Esaurimento che spesso avviene in poche ore. La corsa ai bonus si accende proprio mentre il Governo sta studiando un nuovo pacchetto di aiuti per il ceto medio da introdurre con la prossima manovra. Rimodulazione dell’Irpef, detrazioni per i figli e aiuti alle giovani coppie: la nuova ricetta del Governo dovrebbe affiancare le altre misure strutturali per il sostegno al reddito, già finanziate per i prossimi anni, tra i quali l’assegno di inclusione, l’assegno unico per i figli, il bonus nido oppure i mille euro per i nuovi nati.

ATTESE DEI CONSUMATORI

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I tagli e la sfiducia

Gli sforzi appena descritti – pur disorganici – vanno tutti nella direzione di sostenere il portafoglio delle famiglie in difficoltà e il potere d’acquisto del ceto medio. A luglio – l’ultimo mese monitorato dall’Istat – le vendite al dettaglio hanno registrato crescita zero in valore rispetto al mese precedente e un lieve calo nei volumi (-0,2%). In particolare, rispetto allo stesso mese del 2024 le vendite dei beni alimentari sono cresciute in valore (+2,9%) a causa dell’inflazione, ma sono calate in volume (-0,8%). Proiettando con un’immagine l’indicatore Istat all’interno di un supermercato, negli ultimi anni il carrello della spesa degli italiani si è progressivamente svuotato: fatto 100 quanto si comprava in media nel 2021, oggi si compra 92,5 (-7,5%) in termini di volumi. «I consumi restano deboli – afferma Fedele De Novellis di Ref Ricerche – mentre inflazione e pressione fiscale hanno schiacciato il potere d’acquisto delle famiglie. Nuove misure di sostegno al reddito non ce ne sono state negli ultimi due anni e gli incentivi sono pochi e transitori».

Il freno ai consumi trova un alleato nel peggioramento delle aspettative degli italiani. Nonostante l’inattesa ripresa a settembre dell’indice Istat sulla fiducia dei consumatori (passato da 96,2 a 96,8, in base al dato mensile pubblicato venerdì scorso), è soprattutto sul lungo periodo che emerge il trend negativo. Prendendo in esame un periodo più ampio, il valore medio rilevato nei primi nove mesi dell’anno è sceso da 97 nel 2024 a 96,4 quest’anno, con una flessione più marcata in relazione al sotto-indicatore sul clima economico, passato da 102,8 a 97,3. «A fronte del miglioramento dell’occupazione, non c’è stato però un recupero dei salari reali – aggiunge De Novellis –. Le retribuzioni non hanno recuperato l’andamento dei prezzi e restano ai livelli pre-pandemia. Così il potere d’acquisto delle famiglie si è ridotto e le vendite al dettaglio restano deboli».

FIDUCIA DEI CONSUMATORI

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Al via da oggi alle 12 la Dote Famiglia

L’assegnazione dei 300 euro previsti per le attività sportive extrascolastiche dei figli a carico tra 6 e 14 anni in nuclei familiari con Isee inferiore a 15mila euro avverrà secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande e fino a esaurimento delle risorse disponibili. In pratica, anche per la Dote Famiglia – introdotta con l’ultima legge di Bilancio per il 2025 – il meccanismo sarà sempre quello del click day: otterrà il contributo chi per primo presenterà la domanda, a partire da oggi, sulla piattaforma messa a punto dal dipartimento per lo Sport, previa verifica dei requisiti.

Le risorse stanziate per la misura sono 30 milioni di euro per il 2025 (anche se il dipartimento per lo Sport assicura che sta studiando un rinnovo per il 2026, con rifinanziamento). Pertanto potranno beneficiarne al massimo 100mila ragazzi, purché iscritti a uno dei 18.701 corsi sportivi attivi presso una delle 7.843 associazioni e società sportive dilettantistiche (o enti del Terzo settore) che si sono accreditati nelle scorse settimane. L’elenco dei corsi disponibili è pubblicato online sul sito del dipartimento. Insieme offrono un totale di 829.092 posti ai ragazzi beneficiari del fondo. Insomma, rispetto all’offerta sportiva accreditata, sarà meno di un ragazzo su otto a poter beneficiare dell’aiuto economico.

Sulla piattaforma, aperta da oggi lunedì 29 settembre, i genitori possono presentare la domanda, autocertificando il valore Isee del proprio nucleo familiare e dichiarando di non avvalersi di altro contributo analogo. La misura è infatti incompatibile con altri contributi pubblici simili, inclusi quelli regionali o locali. È possibile presentare domanda al massimo per due figli per ciascun nucleo familiare. Ultimate le verifiche, le risorse verranno poi erogate direttamente agli organizzatori dei corsi (e non alle famiglie). I pagamenti avverranno in tre tranche, previa verifica dell’effettiva frequenza da parte del minore beneficiario da certificare tramite piattaforma: il 30% all’inizio dell’attività; il 40%, a metà del corso; il 30% alla fine del corso. Le realtà sportive accreditate sono sparse in tutto il Paese, ma con marcate differenze: a fronte ad esempio dei 920 enti della Lombardia, se ne incontrano 48 in Molise, 99 in Basilicata oppure 149 in Umbria.

Elettrodomestici, per il voucher manca un decreto

Effetto click day anche per il bonus elettrodomestici. Il contributo dedicato a lavatrici e lavasciuga, forni, frigoriferi, cappe, lavastoviglie, asciugabiancheria e piani cottura sarà disponibile fino all’esaurimento delle risorse. In altre parole, chi farà prima la domanda online sarà premiato. Il bonus è stato istituito dall’ultima legge di Bilancio. E non passa da uno sconto fiscale (come, tra gli altri, il bonus mobili), ma da un contributo incassabile sotto forma di sconto in fattura al momento dell’acquisto in negozio.

A definirne le regole più in dettaglio è stato un decreto del ministro delle Imprese e del made in Italy; un altro provvedimento (un decreto direttoriale) renderà operativa la misura nelle prossime settimane, mettendo in moto la piattaforma.L’elemento chiave del bonus è un voucher, che sarà emesso (attraverso un codice) tramite una piattaforma informatica gestita da PagoPa e Invitalia.

La piattaforma sarà collegata alla banca dati dell’Inps per la verifica delle Dsu: l’Isee, infatti, è decisivo per quantificare l’agevolazione. Il bonus base è di 100 euro, che arrivano a 200 per i nuclei con Isee sotto i 25mila euro. Una volta completata la verifica dei requisiti, la piattaforma rilascerà il voucher, associato al codice fiscale del richiedente, con una scadenza e un importo massimo. Il contributo, infatti, è pari al 30% del prezzo di acquisto e potrà essere quantificato solo in negozio. Con l’emissione del voucher saranno bloccate le risorse che, in totale, sono pari a 50 milioni di euro. Il riconoscimento delle agevolazioni «avviene nel limite delle risorse disponibili», spiega il decreto. Oltre quel limite non ci sarà più diritto allo sconto.

Per ottenere il bonus sarà obbligatorio rottamare un elettrodomestico della stessa tipologia e di classe energetica inferiore. Sulla rottamazione entra in gioco il venditore. Che, una volta decorso il termine per l’esercizio del diritto di recesso, maturerà il diritto a ricevere un importo equivalente al contributo che ha anticipato. Dovrà collegarsi anche lui alla piattaforma informatica, allegando la documentazione di acquisto e quella di smaltimento del vecchio apparecchio. (di Giuseppe Latour)

Aiuto psicologico, già presentate 220mila richieste

C’è tempo fino al 14 novembre per chiedere il bonus psicologo 2025. Ma nei primi dieci giorni (le richieste potevano essere inviate dal 15 settembre) le istanze arrivate all’Inps per ottenere il contributo alle sedute di psicoterapia sono già 220mila, una vera e propria valanga rispetto ai fondi a disposizione. Lo stanziamento per il 2025 ammonta infatti a 9,5 milioni di euro, sufficienti per accogliere circa 6.300 domande.

Il contributo statale pari a 50 euro per seduta può arrivare a 1.500 euro. Per presentare la domanda è necessario un Isee sotto i 50mila euro. L’ammontare del bonus è inoltre inversamente proporzionale al valore dell’indicatore: il tetto massimo (cioè 1.500 euro), riguarda solo chi ha un’Isee sotto i 15mila euro. Scende a 1.000 euro se l’Isee va da 15.000 a 30mila euro e si riduce ulteriormente a 500 euro se l’Isee è compreso fra 30mila e 50mila euro. Poiché la graduatoria viene stilata in base all’Isee, dando precedenza a valori più bassi, negli anni passati l’esiguità dei fondi rispetto all’enorme quantità di domande ha fatto sì che a beneficiare del bonus siano stati coloro che avevano Isee inferiori a 15mila euro. A parità di Isee, conta l’ordine di presentazione delle richieste. Introdotto dal governo Draghi nel 2022 per contrastare gli effetti psicologici della pandemia, il bonus psicologo è destinato a persone in condizioni di depressione, ansia, stress e fragilità psicologica.

La domanda va presentata per via telematica accedendo al portale web dell’Inps. È possibile rivolgersi al contact center multicanale, contattando il numero 803.164 (gratuito da rete fissa) o lo 06164164 (rete mobile a pagamento). Dopo la scadenza del 14 novembre, l’Inps stilerà le graduatorie dei beneficiari. Da quest’anno il bonus decade se non viene effettuata almeno una seduta di psicoterapia entro 60 giorni dalla comunicazione di accoglimento della domanda. Va inoltre completamente utilizzato entro 270 giorni. Il professionista cui rivolgersi può essere scelto fra gli psicoterapeuti iscritti all’Albo degli psicologi che hanno aderito all’iniziativa. (di Bianca Lucia Mazzei)

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