Il circuito strategico

Dopo i salesiani, Danieli collabora a 10 scuole Ats in meccatronica

Il gruppo di Udine allarga il perimetro della formazione e il target di studenti: fino a 500 all’anno. La presidente dell’Accademy, Perabò: «In Tunisia si studia cantieristica. Ci concentriamo anche su Tashkent»

di 24Ore NextMed

Un impianto produttivo del gruppo

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Formazione internazionale come leva industriale, strategica e geopolitica. Non solo per rispondere alla crescente carenza di competenze tecniche in Italia e in Europa, ma anche per costruire un modello stabile di partenariato con i Paesi caratterizzati da una forte crescita demografica e da milioni di giovani in cerca di occupazione qualificata. Il gruppo siderurgico Danieli, leader nel settore dei prodotti lunghi, sta consolidando sempre più il circuito della formazione integrandolo con il territorio di Udine e con quello delle altre sedi estere. «Il modello parte dall’Egitto», spiega Paola Perabò, presidente di Danieli Academy e figura di riferimento nei progetti educativi del gruppo friulano, «ma guarda già a Tunisia, Uzbekistan, Turchia e ad altri Paesi del Mediterraneo e dell’Asia centrale. Un sistema che integra imprese, ITS, università, scuole tecniche e governi locali, con l’obiettivo di creare filiere formative collegate direttamente ai fabbisogni industriali. Il percorso Al Cairo è iniziato nel 2021». La relazione tra Danieli e il Paese nordafricano, però, nasce prima. «Danieli è presente in Egitto dagli anni precedenti al Duemila. In tutti questi anni abbiamo collaborato alla realizzazione di grandi impianti siderurgici, dagli impianti di laminazione dei prodotti lunghi a quelli dei prodotti piani. Ora alla base del progetto c’è la consapevolezza che il nodo delle competenze rappresenti ormai una questione strutturale», aggiunge Perabò.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La meccatronica

Da un lato l’Europa affronta una crescente scarsità di tecnici specializzati; dall’altro Paesi come l’Egitto devono gestire enormi masse giovanili. «L’Egitto ha 25 milioni di giovani che deve collocare», commenta. «Quando nel 2021 l’ingegner Benedetti incontrò il presidente egiziano e gli disse: “Mandaci qualche ragazzo a studiare a Udine”, la risposta fu: “Quanti ne vuoi? Mille? Duemila?” Noi siamo partiti con venti». Da quell’esperienza pilota è nato un modello oggi più strutturato. Danieli e ITS Academy Udine hanno iniziato a ospitare giovani provenienti dalle scuole italiane dei Salesiani del Cairo e di Alessandria, istituti che garantiscono un diploma riconosciuto dal sistema italiano e nei quali l’insegnamento avviene anche in lingua italiana.

Loading...

«Nel 2022 abbiamo portato in Italia i primi due ragazzi egiziani: sono stati gli apripista», racconta Perabò. «Da allora abbiamo portato circa settanta giovani a studiare in Italia». L’inserimento lavorativo è una diretta coneguenza. «Tutti quelli che volevano restare in Italia sono stati collocati con successo», sottolinea. «Sono ragazzi che studiano italiano per cinque anni, hanno forte motivazione sociale e professionale e vedono nell’Europa un’opportunità concreta di crescita».

Un ulteriore passaggio è quello sviluppato con l’imprenditore egiziano Ahmed Elsewedy, definito dalla presidente di Danieli Academy «un visionario per il proprio Paese». In collaborazione con il gruppo di Udine, Elsewedy sta realizzando dieci scuole di meccatronica sul modello degli istituti tecnici applicati italiani. «Parliamo di Applied Technological School che formeranno giovani destinati al mondo produttivo egiziano ma anche, con determinati percorsi, all’industria europea», aggiunge Perabò. «Solo questo progetto potrà coinvolgere tra i 250 e i 500 studenti».

La meccatronica rappresenta un ambito chiave perché direttamente collegato ai fabbisogni industriali avanzati. Tuttavia il sistema si sta allargando ad altri comparti. In Tunisia, ad esempio, Danieli e ITS Academy stanno lavorando a un progetto dedicato al settore delle costruzioni e della gestione dei cantieri complessi. Parallelamente cresce anche la collaborazione universitaria internazionale. ITS Academy Udine ha recentemente ottenuto il primo posto in un bando ministeriale sull’internazionalizzazione grazie a un progetto sviluppato insieme alla New Technology Cairo University.

Il caso Tunisia

Accanto alla formazione degli studenti emerge un altro tema strategico: la preparazione dei docenti locali. «Uno dei problemi di questi Paesi mediterranei e non solo è proprio la competenza dei docenti», osserva Perabò. «Una delle prime richieste che ci è arrivata dall’università egiziana è stata: aiutateci a incrementare le competenze dei nostri insegnanti». In sintesi, l’investimento non si limita alla selezione del personale e alle Borse di studio. Il gruppo mette a disposizione tempo, competenze, know how industriale e reti internazionali. «L’azienda è importante perché serve un presidio concreto sul territorio», afferma Perabò. «Chiudendo il cerchio avviato dalla diplomazia».

La novità Uzbekistan

L’attenzione alle sfumature della geopoliticca aggiunge, infine, altri tasselli al particolare incastro del percorso formativo applicato alla fabbrica. «I Paesi che hanno tanti giovani da collocare stanno cercando sbocchi alternativi rispetto al passato», conclude Perabò, citando il caso dell’Uzbekistan, dove molti studenti prima guardavano alla Russia. «Oggi quei governi cercano partnership educative con l’Europa». A far spostare l’attenzione verso Ovest un fatto tanto semplice quanto drammatico: per i ragazzi uzbeki andare a lavorare in Russia significa quasi automaticamente venire arruolati e andare al fronte. Sono scombussolamenti da cui nascono nuovo opportunità per l’inverno demografico dell’Europa. E sebbene i numeri siano ancora esigui, in questo scenario, la formazione tecnica diventa uno strumento che intreccia industria e politica internazionale.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti