Donazioni con sms, gli operatori telefonici non sono agenti contabili
Esclusa la giurisdizione contabile: il denaro resta privato fino al versament
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La Corte dei Conti ha escluso che gli operatori telefonici, quando raccolgono donazioni via Sms per la Protezione civile nell’ambito del protocollo con la Presidenza del Consiglio, siano «agenti contabili» dello Stato; il denaro resta privato fino al versamento e non diventa denaro pubblico all’origine.
La prova sta nel modello operativo: gli utenti impartiscono un ordine privatistico al proprio gestore (prelievo da carta/conto/prepagata) per trasferire una somma predefinita; la Protezione civile offre trasparenza ex post sull’impiego dei fondi ma non delega agli operatori un servizio pubblico di incasso.
Nessuna responsabilità erariale
La posta in gioco era alta: qualificare gli operatori come agenti contabili avrebbe importato responsabilità erariali analoghe a quelle dei concessionari del gioco lecito, con esposizione su donazioni non perfezionate e su qualsiasi anomalia tra pledging e incasso. La sentenza 69/2026 pubblicata il 20 aprile ripristina in questo senso certezza operativa e nei fatti incentiva la prosecuzione del canale Sms senza oneri e rischi impropri.
Gli operatori avevano di fatto congelato il rinnovo del protocollo in attesa di quest’esito a valle di un contenzioso che ha visto interessati tutti i principali operatori. «Questa sentenza è importante perché restituisce ai gestori telefonici la serenità di poter continuare a svolgere questa attività benefica senza correre alcun rischio» commenta Filippo Degni, avvocato dello Studio Police & Partners che ha seguito Wind Tre.
Perché non si parla di denaro pubblico
La sentenza sceglie una ricostruzione civilistica del meccanismo. L’invio dell’sms al numero solidale viene letto come un atto di liberalità del cliente. Anzi, il provvedimento sottolinea espressamente che si tratta di una donazione di modico valore, pari a 2 euro, che si perfeziona solo con il versamento della somma al destinatario finale, cioè attraverso la Protezione civile. Prima di quel momento, osservano i giudici, non si è ancora compiuto il trasferimento che consente di parlare di denaro pubblico.









