Don Milani, Mattarella: “Insegnamento sempre attuale. La differenza tra chi mira in alto e chi in basso”
Il presidente ha ricevuto al Quirinale una delegazione del Comitato nazionale Centenario Don Milani guidata dalla Presidente Rosy Bindi.
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“Grazie per l'opera messa in campo e per il risultato. Tra circa un mese è l'anniversario della nascita di Don Lorenzo Milani. È coinvolgente e indimenticabile vedere dove e come esercitava questa esortazione a studiare. Averla tradotta nella raccolta di riflessioni, delle sue indicazioni, è davvero un contributo in questo momento storico prezioso. È vero: la scuola, la pace, la guerra... persino dentro le scuole, in tante parti del mondo, viene portata la guerra con le armi, la violenza con le armi”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha ricevuto al Quirinale una delegazione del Comitato nazionale Centenario Don Milani guidata dalla Presidente Rosy Bindi.
L'opera
Nel corso dell'incontro è stata presentata l'opera 'Don Milani', pubblicazione che ripercorre la vita di Don Milani, edita da Scintille Editore. “Tu hai citato più volte Papa Francesco - ha aggiunto Mattarella rivolgendosi a Bindi - che ha costantemente parlato contro la cultura dello spreco. E lo spreco di persone, lo spreco di di capacità, di talenti umani, di vite. È quello che in realtà ha mosso Don Lorenzo Milani nello spingere i ragazzi a studiare, a impadronirsi della lingua, nel far capire che lì c'è quello che rende possibile lo sviluppo di ciascuno”.
L'insegnamento
Don Milani “ha detto che la differenza non è tra chi sta in alto e chi sta in basso, ma tra chi mira in alto e chi mira in basso. In questo periodo storico, questo forse è un richiamo particolarmente attuale. La differenza non è tra chi si sente in alto, in connessione di potere, influenzare e chi sente in basso senza questa possibilità, ma tra chi mira in alto e chi mira in basso. Questa è la vera differenza. E questo è un insegnamento che Don Milani ha lanciato non soltanto ai giovani, non soltanto ai ragazzi del suo tempo, di allora, ma per tutti oggi. Per questo -ha concluso Mattarella- gli siamo riconoscenti per l'insegnamento che ha seminato e presentare questi volumi, fare diffondere, conoscere sue riflessioni è un contributo in questo momento così impegnativo, davvero prezioso. Grazie per averlo fatto”.
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