La platea dei richiedenti
Proviene dalle regioni del Sud e delle Isole il 55,2% delle richieste. Il 23% arriva dal Nord e il 21,4% dalle regioni del Centro. Anche secondo i dati ufficiali forniti dal ministero del Lavoro fino a venerdì scorso e riferiti alla totalità delle domande, la prima regione per numero di richieste è la Campania (con oltre 20mila aspiranti beneficiari).
Guardando all’età di chi ha fatto domanda, emerge la netta prevalenza dei richiedenti fra 30 e 67 anni, che rappresentano l’82,5% del totale.
Sono in netta minoranza, invece, i giovani sotto i 30 anni: si fermano al 6,7 per cento. La norma inserita nel decreto sul reddito di cittadinanza, che consente agli over 26 di essere considerati come un nucleo familiare a sé, quando non convivono più con i genitori, anche se sono ancora fiscalmente a loro carico - per far sì che possano chiedere il sussidio - non ha quindi avuto, per ora, un grande effetto. Questa scarsa incidenza dei giovani si spiega secondo Paolo Conti, direttore del Caf Acli, con il fatto che «gli under 30 risulteranno più spesso inseriti nel nucleo familiare dei genitori, e quelli che fanno nucleo a sé hanno già probabilmente una fonte di reddito e quindi non presentano la domanda».
Gli over 67 (che potranno accedere alla pensione di cittadinanza) sono il 10,7%: questi richiedenti sono esclusi dal percorso di inserimento lavorativo, obbligatorio invece per i fruitori del sussidio maggiorenni che non siano già occupati o impegnati in un corso di studi o
di formazione.