L’Agenzia

Dogane, la rete nazionale antifrode a tutela della salute e di 88 miliardi di entrate tra dazi, accise, tabacchi e giochi

Dalla prima Conferenza nazionale antifrode emerge che nel primo trimestre 2026 Un pacco su dieci di modico valore è irregolare

di Redazione Roma

ADM AGENZIA DELLE ACCISE, DOGANE E MONOPOLI, TARGA IMAGOECONOMICA

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Rapidità di intervento, analisi di rischio, digitalizzazione e multidimensionalità. Sono le quattro parole chiave dell’agenzia delle Dogane chiamate a tutelare gli 88 miliardi di entrate che tra dazi, accise e tasse su giochi, tabacchi affluiscono alle casse dell’Erario.

Fiscalità di accise, monopoli e dogane vale quasi 88 miliardi

«I numeri parlano chiaro», ha detto il viceministro ministro all’Economia, Maurizio Leo, aprendo a Roma i lavori della prima Conferenza nazionale antifrode organizzata dall’agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Come ricorda il viceministro la fiscalità delle accise, dei monopoli e delle dogane vale quasi 88 miliardi, con un incremento nel 2025 dell’1,73% di cui, approssimando per difetto, 33 miliardi riguardano i prodotti energetici e il gas, altri 27 arrivano dai dazi in dogana, ben 15 miliardi dalle accise sui tabacchi, 11 miliardi dai giochi in concessione e 1,4 miliardi dai prodotti alcolici.

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La tutela di queste risorse e della stessa salute pubblica passa per la nuova Rete Nazionale Antifrode, ha sottolineato il direttore dell’agenzia delle Dogane e dei Monopoli, roberto Alesse. «Si tratta di una struttura che, tramite l’integrazione delle capacità di analisi e di controllo dell’Agenzia, rafforza il raccordo tra le attività informative, investigative e di supporto tecnico scientifico». Non solo. «Il nuovo approccio moderno e innovativo, aggiunge il direttore, consente di reagire con maggiori tempestività ed efficacia alle minacce emergenti e sempre più sofisticate.

Le spedizioni di piccolo valore

Difficile abbassare la guardia. La spia rossa, ad esempio, si è accesa anche sulle spedizioni di piccolo valore, finite sotto il faro anche dell’ultima legge di Bilancio. Come indicato in una nota della stessa Agenzia nel primo trimestre 2026, a fronte di circa 200 mila spedizioni di modico valore al giorno, la percentuale dei controlli doganali è cresciuta del 20% rispetto allo stesso periodo del 2025, portando alla luce un aumento significativo delle difformità, passate dall’8,4% al 9,9%, che hanno fatto emergere un dato importante: una spedizione su dieci di quelle controllate non è regolare.

Il viceministro Leo ha comunque rimarcato la multidimensionalità dell’agenzia e della stessa rete antifrode che finisce per toccare tre comparti. «Per quanto riguarda il comparto delle dogane, sono sotto gli occhi di tutti le problematiche che derivano dalla contraffazione, dalle sottocertificazioni e dalla elusione dei dazi», ha ricordato Leo. «Ma anche i traffici illeciti contro la sicurezza sono un segmento importante dell’attività di contrasto che come in essere l’attenzione delle dogane. Pensiamo agli stupefacenti, alle armi, alle violazioni di dazi e sanzioni, alla spedizione illecita, ai rifiuti illeciti, che generano appunto le regole con falso o triangolazione», ha aggiunto il viceministro.

Tutela della salute

C’è poi la tutela della salute, cui, ricorda Leo «poniamo grande attenzione, come pensiamo alla sicurezza alimentare, che diciamo, è uno delle situazioni su cui il governo sta ponendo particolare attenzione. E in questa direzione va vista la tutela del Made in Italy, necessaria per garantire un mercato in cui chi rispetta le regole deve essere favorito e allo stesso tempo per contrastare e sanzionare i comportamenti illeciti. L’altro tema importante è quello del gioco pubblico. Per Leo «questo significa prevenire danni erariali, riciclaggio sociale e togliere spazio alla criminalità organizzata».

Le nuove tecnologie al servizio dell’Agenzia

L’attività antifrode dell’Agenzia oggi si avvale di tecnologie che stanno rendendo sempre più efficaci ed efficienti le procedure di controllo. Al momento si sta lavorando alla progettazione di un sistema intelligente in grado di analizzare automaticamente grandi quantità di dati, mettendole in relazione tra loro, e di individuare incoerenze e segnali di rischio in tempo reale. Si mira, infatti, a un controllo antifrode sempre più preciso, che riduce errori, tempi di analisi e attività manuali, ottimizzando le azioni di prevenzione.

E «La Conferenza Nazionale Antifrode rappresenta un prezioso e necessario momento di confronto. La crescente instabilità geopolitica dell’attuale contesto internazionale e la progressiva frammentazione dell’ordine economico globale ci chiamano ad affrontare nuove e complesse sfide che vedono i fenomeni fraudolenti evolvere con grande rapidità. L’Agenzia, con la Direzione Antifrode che mi pregio di guidare, è pronta ad affrontarle anche con strumenti, metodologie e modalità operative innovativi, assicurando la protezione dell’intero sistema Paese» ha sottolineato direttore della direzione Antifrode, Sergio Gallo.

Alesse: «Imprescindibili le tecnologie avanzate»

E il direttore Alesse rilancia la sfida alle frodi per il biennio 2026-2027. «Il volume dei traffici internazionali e la crescente complessità dei fenomeni fraudolenti rendono, inoltre, imprescindibile il ricorso a tecnologie avanzate, includendo un utilizzo consapevole e controllato dell’intelligenza artificiale.

L’uso di un grande quantità di dati attraverso algoritmi predittivi sempre più sofisticati, consentirà di elaborare analisi di rischio sempre più puntuali, in grado di individuare le anomalie negli schemi dei flussi commerciali, anticipare i comportamenti illeciti e distinguere con maggiore precisione i controlli a basso rischio da quelli ad alto impatto.

Il biennio 2026-2027 rappresenterà una fase cruciale per l’ulteriore evoluzione della nostra capacità antifrode e per questo sono state individuate alcune direttrici strategiche prioritarie. Le verifiche saranno rese più rapide e selettive grazie all’investimento in strumenti di controllo avanzati, come, ad esempio, scanner di nuova generazione e piattaforme digitali integrate».

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